Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

13 dicembre 1827 muore il grande Insorgente Cardinale Fabrizio Ruffo

Posted by on Dic 13, 2016

13 dicembre 1827 muore il grande Insorgente Cardinale Fabrizio Ruffo

Oggi 13 dicembre 2016 ricorre il 189° anniversario della morte di un grande patriota della nostra patria Duosiciliana: il Cardinale di S.R.E. FABRIZIO DIONIGI RUFFO dei duchi di Bagnara e di Baranello e principi di S. Antimo, figlio di LETTERIO e di GIUSTINA COLONNA Principessa di Spinoso.

Nacque a San Lucido il 6 settembre 1744. Per la sua educazione fu inviato a Roma presso un suo prozio Cardinale TOMMASO RUFFO che lo fece studiare con i principi cattolici ed avviato alla carriera Ecclesiastica diventò presto il pupillo del papa Pio VI che lo ordinò chierico nel 1791 e gli affidò la tesoreria e lo incaricò di fare una riforma fondiaria dello stato che ben organizzò sollevando notevolmente le finanze papali e il tenore di vita della popolazione a scapito di quella dei notabili possessori fondiari. Il re di Napoli Ferdinando IV lo nomina suo ambasciatore presso la Santa Sede.
Attento osservatore delle turbolenze politiche del tempo soffrì la occupazione dell’esercito napoleonico dello stato della Chiesa e la nascita della Repubblica Romana studiando a fondo le spinte rivoluzionare e le ragioni dei locali intellettuali impegnati politicamente nella formazione della Res Pubblica.molto di moda a quel tempo di post rivoluzione francese del 1789.
Così quando il generale francese Championnet entra in Napoli il 14 gennaio 1799 dopo la fuga del re FERDINANDO IV a Palermo, costretto dalla moglie terrorizzata dopo la decapitazione della sorella regina di Francia, dopo aver deplorato la classe dirigente sia quella nobile che quella borghese che approfittando del disordine e della protezione dell’esercito Francese si proclamarono governanti della nazione sbandierando i principi di libertà ed uguaglianza ma massacrando e depredando i lealisti ed il popolo fedele alle loro tradizioni ed al loro Re, assecondando l’anticlericalismo Francese che quei falsi ideali portava con se, teso sostanzialmente a saccheggiare le risorse del clero e dei monasteri, si recò a Palermo dal Re per informarlo degli accadimenti ed invitandolo ad intervenire, ottenne solo un diploma reale con sua nomina a VICARIO GENERALE DEL REGNO e la somma di 3.000 ducati. Egli da Messina varca lo stretto e si porta l’8 febbraio 1799 a Capo Pezzo presso Catona dove incontra 300 insorti, incomincia la sua marcia e gia’ a Monteleone (Vibo Valenza) aveva arruolato 4000 uomini tra ex soldati sbandati e volontari del luogo, il colonnello del regio esercito VITO NUNZIANTE lo raggiunge con un nutrito squadrone e insieme marciarono travolgendo qualche resistenza lungo il cammino ed ingrossando il loro esercito a cui il Cardinale aveva dato il none ESERCITO DELLA SANTA FEDE. Un notevole impulso all’arruolamento dei volontari lo diede la sua attività amministrativa con decreti di abolizione di molti balzelli gravosi che arricchivano i “galantuomini”, rimosse ottusi regolamenti dell’Amministrazione Generale che paralizzavano il commercio e modificò il sistema doganale per favorire l’attività commerciale, alleggerì il carico fiscale eliminando i tributi più impopolari, abolendo anche gli “annotari” ed i “soprabilancieri”, figure odiatissime ed infine emanò un editto di indulto e perdono per tutti quelli che ritornassero all’obbedienza delle istituzioni e del Re.
Il 7 maggio, i Francesi, minacciati dalla marina inglese e lealista, ottenuto il corrispettivo in oro ed argento pari a ducati 2.500.000 per la loro protezione alla sedicente REPUBBLICA NAPOLITANA dei rivoluzionari giacobini, pressati dai “lazzari” che continuavano a far loro imboscate, carichi del loro bottino per spoliazioni e saccheggi di palazzi, castelli, chiese e monasteri prendono la via di ritorno continuando a fare bottino e devastazioni ed i traditori giacobini padroni delle fortezze insicuri per l’assedio del popolo instaurano un regime di terrore e oppressione peggiore degli invasori francesi a cui avevano retto il sacco. Varie fonti storiche parlano di più di 60.000 vittime in tutto il Regno di cui 9.000 solo a Napoli !
Il Cardinale RUFFO termina la sua marcia a Napoli il 13 giugno 1799 e firma insieme ad altri comandanti inglese-francese-russo-turco una resa degli occupanti dei castelli fortezza di Napoli, concedendo salvacondotto per l’esilio in francia a circa 1500 persone, ma gli inglesi si opposero al rispetto del trattato e circa 150 di loro, i più compromessi furono giustiziati rimanendo nel fango della memoria di dannazione !
Il Cardinale FABRIZIO RUFFO dopo questa sua patriottica esperienza fu da varie categorie di squallidi additato come un assassino, un carnefice, perfino un traditore, avendo egli salvato d’imperio circa 500 giacobini, facendoli evadere ed espatriare. Si ritirò a Roma nel palazzo Bagnara di sua famiglia sito in piazza Dante 89, morendo nella serenità e la pace del suo spirito il 13 dicembre 1827 e fù sepolto nella cappella di juspatronato della sua famiglia dal nome SANTA CATERINA DI ALESSANDRIA sita nella Chiesa di San Domenico Maggiore a ROMA.
Ad egli PACE ONORE E GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI !

Carmine Di Domenico

pubblicato sul gruppo Fb TERRA LABORIS

 

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*