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Lettere di Glandstone e Massari

Posted by on Apr 27, 2016

Lettere di Glandstone e Massari

fonte eleam.org

importanti documenti che è un piacere mettere in evidenza approfittando degli amici della calabria.

 

LETTERE DI GLADSTONE

E DI GIUSEPPE MASSARI

SUI PROCESSI DI STATO DI NAPOLI

Con la pubblicazione delle Lettere del Gladstone nel luglio del 1851 iniziò un battage pubblicitario antinapoletano che non si è più fermato, scavalcando finanche il crollo della dinastia borbonica e la unità d’Italia che avrebbe dovuto essere l’obiettivo principe.

La resistenza armata e le necessità propagandistiche del potere sabaudo di dover combattere la guerra contro il brigantaggio anche sul piano mediatico portarono la denigrazione antinapoletana al parossismo. Il sud divenne un mondo altro, dove si scontravano barbarie e modernità.

Tutto era cominciato nel 1848, il potere borbonico ebbe le sue colpe, soprattutto nella presunzione indipendentista ferdinandea, nella illusione di essere protetti dall’acqua santa a nord e dall’acqua salata a ovest, a est e a sud. Inoltre Ferdinando II fece una serie di errori, uno dietro l’altro:

  • prima inviò truppe in Lombardia (scelta sgradita agli austriaci);
  • poi le ritirò (scelta sgradita ai liberali italiani);
  • sospese la costituzione (scelta sgradita ai liberali napoletani);
  • non abrogò mai la costituzione del 1848  (scelta sgradita a molti nobili napoletani);
  • imbastì un grande processo contro gli insorti del 1848, ma graziò tutti i condannati, che il figlio Francesco II si ritrovò come nemici nel 1860.

Addebitare però alla politica borbonica tutti i problemi attuali del sud è assolutamente ridicolo. Gli stessi liberali napoletani mancarono di realismo, non seppero ponderare le loro scelte e fecero precipitare la situazione portando allo scontro del 15 maggio 1848 che fu il momento di inizio della nostra rovina.

Non ci andarono tanto per il sottile nelle più bieche menzogne come quella della frase – Napoli è vostra! – inventata di sana pianta e attribuita ad un Ferdinando II che con essa invitava il popolino al saccheggio nel 1848.

Lo stesso Massari, in questa prima edizione, poco nota, delle Lettere (*) del Gladstone, scrive una chilometrica e servile lettera di ringraziamento al  politico inglese (**) per il suo attacco alla dinastia borbonica. Questa edizione comprova certe tesi borboniche sulla genesi delle lettere – tutta napoletana – costruite dal Gladstone insieme al Massari.  Che nelle edizioni successive –  dello stesso anno! – si spaccia per curatore delle stesse.

Da allora gli Inglesi, i Francesi (***) e il Cavour corteggiarono e manovrarono i fuoriusciti napoletani, li foraggiarono e ne fecero delle quinte colonne che dall’interno (attraverso le reti massoniche) e dall’esterno con pubblicazioni e un lavorio incessante nelle diplomazie di tutta Europa, causarono l’isolamento e poi il tracollo del Regno delle Due Sicilie.

Zenone di Elea – Aprile 2016

* La formula delle Lettere politiche era già stata utilizzata dal Massari nel 1849:  “I CASI DI NAPOLI dal 29 gennaio 1848 in poi LETTERE POLITICHE PER GIUSEPPE MASSARI EX-DEPUTATO AL PARLAMENTO NAPOLITANO”, Torino 1849.

** In una lettera al Panizzi del 25 settembre 1852 Massari definirà l’amico inglese “nostro benefattore” e “nostro impareggiabile signor Gladstone”: “Di Napoli i soliti orrori: il processo del 15 maggio’ tocca al suo termine: nei pubblici dibattimenti alcuni testimoni salariati dal Governo hanno spinta r infamia fino ad oltraggiare gP illustri accusati e sputare sul viso ad essi: né il tribunale ha impedito l’ incredibile scàndalo. Frattanto il povero Poerio è assai male, e la sua veneranda madre è morente: forse a quest’ ora la eroica donna non è più. Che orribili cose, mio buon amico! ne ho l’animo straziato. Fate sapere, ve ne scongiuro, queste cose al nostro benefattore, al nostro impareggiabile signor Gladstone.” (Cfr. LETTERE AD ANTONIO PANIZZI PUBBLICATE DA LUIGI FAGAN FIRENZE, 1880)

*** Scrive Ricciardi nel 1973: “ma questo so bene, che l’esposizione pubblicata in Messina, colla data dei 29 maggio, venne dettata a bordo del vapore francese Il Plutone, fra i 23 ei 24 maggio, durante il tragitto fatto sovresso da Napoli a Malta da Stefano Romeo, da Antonino Plutino, da Casimiro de Lieto e da me, e lasciata in Messina, al nostro passare colà, il dì 24”.(Cfr. “Relazione officiale” pubblicata in “Una pagina del 1848 ovvero storia documentata della sollevazione delle Calabrie di G. Ricciardi”)

 

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