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Abolire pedaggio tangenziale napoli

Posted by on Mag 5, 2016

Abolire pedaggio tangenziale napoli

il napoletano Gianni Morra ci invita a firmare la petizione per abolire il pedaggio della tangenziale di napoli, vi ricordo  che il presidente onorario e paolo cirino pomicino e prende un lauto stipendio, cliccate il seguente link . di seguito un pensiero dello stesso morra.

No al meridione colonia

 

Dopo aver scavato nella storia per capire perché prima dell’unità d’Italia un sud laborioso (Regno delle due Sicilie) con le finanze in ordine, con industrie che primeggiavano in Europa, un’agricoltura molto produttiva che esportava i propri prodotti richiesti e apprezzati, ora è un paese depresso rispetto al nord. Le infrastrutture sono scarse, le attività produttive poche. Anche l’agricoltura oggi è in crisi: l’industria del centro nord, non solo utilizza il sud come mercato per i propri prodotti, ma anche come sversatoio per i rifiuti tossici che produce.

Negli anni, l’attenzione dello stato a favore del nord è stata una costante con la complicità di molti rappresentanti politici meridionali inadeguati. Non si è mai fatta attenzione su una equa ripartizione della ricchezza nazionale. Le poche risorse per il sud, del tutto insufficienti, hanno fatto trascurare non solo le infrastrutture, ma anche ricchezze d’inestimabile valore come i siti archeologici che tutto il mondo apprezza e vuole conoscere. Anche arte, cultura e tutto quanto vedeva il sud preunitario al livello dei paesi più importanti d’Europa, è stato col tempo oscurato. Per fortuna, le “bellezze” rimaste, attirano sempre più turisti, che portano risorse, a sopperire molto parzialmente le avarizie dello stato con il sud.

Dopo quanto esposto, appare evidente che il meridione, figliastro di una Italia nata male, nonostante gli oltre 150 anni trascorsi, ancora non gode di un trattamento paritario col resto del paese. Infatti continua ad essere trattato sempre da colonia. Si avverte un divario economico con il nord, inarrestabilmente in aumento e la ricchezza prodotta, ritorna con una decurtazione inaccettabile.

Inoltre, i giovani con istruzione mediamente elevata, trovano lavoro molto più facilmente al nord. Ciò comporta forti spostamenti delle forze migliori verso quelle regioni, che peraltro non impegnano proprie risorse per la formazione scolastica di chi proviene dal sud. L’insegnamento nelle scuole del nord è coperto in buona parte da meridionali. I laureati locali, all’insegnamento mal pagato, preferiscono altri impieghi. Naturalmente al sud, restano i più anziani e quelli con difficoltà per inserimenti lavorativi. Tutto ciò contribuisce ad una maggiore percezione sulla pelle di tutti di un mezzogiorno assoggettato.

La soluzione? A mio parere un’Italia federata.

Prima dell’”unificazione” si parlò di federazione ma il Piemonte, forte dell’appoggio francese ed inglese, di Garibaldi, dei liberali di Mazzini, della massoneria, e del vento a favore delle unità nazionali che spirava sull’Europa, preferì l’occupazione che servì anche a rimpinguare le casse vuote con quelle napoletane molto ben fornite di riserve auree.

A.G.Morra

 

Aprile 2016

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