Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

IL 24 AGOSTO, ALLA GRANCIA: NASCE L’AZIONE POLITICA MERIDIONALE

Posted by on Ago 19, 2019

IL 24 AGOSTO, ALLA GRANCIA: NASCE L’AZIONE POLITICA MERIDIONALE

CONTRO I DIRITTI DIFFERENZIATI E PER L’EQUITÀ. PER TUTTI

Il 24 agosto ci si trova, quanti vorranno, alla Grancia (Potenza), per far nascere una iniziativa politica di emergenza democratica. Chi c’è c’è (astenersi razzisti), per formare una alternativa per le prossime elezioni, sbarrare la strada a Salvini e capovolgere il sistema che ha retto finora questo Paese: sottrarre a una parte, accusandola pure di essere mantenuta, per mantenere e arricchire l’altra.

Salvini e la Lega sono solo l’ultima e peggiore manifestazione della bulimia di risorse pubbliche che dota il Nord e il Centro di infrastrutture decenti o persino all’avanguardia, treni ad alta velocità, autostrade, anche inutili e dannose, come la Brebemi o le pedemontane lombardo-venete, istituti di ricerca pagati da tutti ma rigorosamente padani, eccetera; mentre in circa metà del Paese è quasi o del tutto impossibile raggiungere un posto in treno o con una strada che non sia dissestata, piena di buche, mezzo franata. E se il tempo è un costo fra i maggiori, questo uccide l’economia del Sud.

LA QUESTIONE MERIDIONALE È FRUTTO DI SCELTE POLITICHE RAZZISTE E IMPOSTA CON LE ARMI UN SECOLO E MEZZO FA

Tale Paese doppio, uno europeo e uno men che nordafricano, è il risultato di scelte politiche nazionali da un secolo e mezzo, con l’appoggio di ben remunerate classi dirigenti locali (è così nelle colonie: sono favoriti e sostenuti i complici e avversati quanti vi si oppongono, a volte pure a danno della loro vita; la selezione non esclude nessun mezzo per fermare sindacalisti, amministratori, magistrati e politici non collusi).

In questo, non c’è quasi mai stata vera distinzione partitica: quando si tratta di monopolizzare risorse pubbliche, il Nord ha agito e agisce in blocco. La vicenda dell’Autonomia differenziata per togliere altri soldi al Sud ne è la prova più recente: dalla Lega al Pd, incluso M5S del Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia del Nord, insieme per disegnare un Paese a diritti calanti per latitudine, geograficamente, e pretendere risorse crescenti con la ricchezza dei territori. In tal modo, si innesca un meccanismo che si auto-alimenta, leva sempre più ai poveri e dà sempre più ai ricchi (tali, in gran parte, per aver preso di più dalla cassa comune, a spese di altri: basti guardare la differenza di infrastrutture oubbliche, che vuol dire pagate da tutti e godute da pochi).

Non è, come pure potrebbe sembrare, una rivendicazione meridionalista: un Paese che non riconosce a tutti i suoi cittadini uguali diritti non è un Paese, ma un sistema malato. In tal senso, l’Italia non è mai stata unita, ma divisa. Un Paese così fatto genera disaffezione, distacco, risentimenti e persino odio (la Lega si nutre di quello ed è nata sfruttando il razzismo contro i meridionali). Sino all’apparente assurdità (ma psicologia e psico-sociologia spiegano il fenomeno) di tanti meridionali che votano Lega e Salvini, che per decenni li hanno insultati e ancora li privano (complici i “paramount chief” colonizzati) di diritti elementari: alla salute, all’istruzione, alla mobilità; persino al rispetto. Un Paese così era, esasperando le differenze, il Sud Africa, prima di abolire l’Apartheid che di fatto c’è sempre stata in Italia, e ora si vuole blindare per legge.

Questa situazione è entrata nelle coscienze e persino chi ne è vittima la giustifica incolpandosene (sempre quei meccanismi psicologici: la donna violentata spesso si sente sporca e si vergogna, diviene succube del violento e la stessa società cerca le colpe della vittima: “Lo ha provocato…”). E non ci si accorge nemmeno più di quanto sia oppressiva e mortifichi la dignità di un terzo degli italiani la Questione meridionale sorta con un’invasione armata, salvo retrodatarla per assolvere chi la impose e addossarla a chi la subisce.

NON DEVONO ESSERCI CITTADINI DI SERIE B. O NON HA SENSO UN PAESE COMUNE

Ma l’azione politica che si vuol far nascere per correggere queste storture non è, ripeto, una pura rivendicazione meridionale: i valori sono universali, o non sono tali. Se a una città viene negato il treno, poco importa che sia Matera o Sondrio: ci sono degli italiani ritenuti di serie B e il cui diritto ad avere il necessario viene dopo il superfluo da aggiungere a chi già ha (cioè, mai). Ovunque ci sia un nostro simile la cui qualità umana viene ridotta, la nostra qualità umana è in pericolo (da uno si comincia, poi tocca agli altri…).

Quindi, un’azione politica risanatrice non può avere come valore un territorio o i suoi abitanti (questo lo fanno i razzisti), ma il principio che cittadini di uno stesso Stato debbano avere diritti, possibilità e trattamenti uguali o quello Stato non merita di esistere. Per quanto possa suonare male: l’equità è il valore, non il Sud o altro riferimento geografico, etnico. La denuncia diviene (appare) meridionale, perché il Mezzogiorno e i suoi abitanti sono stati discriminati e deprivati.

Ora la misura è stracolma. Mai, nei quasi 160 anni di finta unità a mano armata, il divario fra Nord e Sud è stato così ampio; ed è voluto, costruito. Il Mezzogiorno è in calo demografico, come avvenuto soltanto per le stragi risorgimentali dei piemontesi e per la più assassina epidemia della storia dell’umanità: la “spagnola”, dopo la prima guerra mondiale. E il futuro del Sud se ne va con i giovani, costretti a cercarne uno in giro per il mondo. Le nostre regioni, che mai, in millenni, erano state terra di emigrazione, si stanno riducendo a un gerontocomio in fase di svuotamento.

Non c’è altro tempo per reagire. I segni di un Sud che vuol farlo, e da protagonista (nonostante le succubi, ma instabili orde salvinian-terroniche), sono ormai colti da tutti. Si annuncia (vero? Falso?) un partito “sudista” con a capo Giuseppe Conte. E già le parole usate mostrano quanta improvvisazione vi sia in questo “fiondarsi a Mezzogiorno”: “sudista” è un termine dispregiativo coniato e usato dai nemici del neo-meridionalismo, di solito accoppiato ad altri quali “nostalgici”, “revanscisti”, neoborbonici… (a ogni cosa della storia dei vinti non iscritta in quella dei vincitori sono date connotazioni negative). Fa niente, verrebbe da commentare: se vuol dire che cominciano a capire, va bene lo stesso! E il presidente campano Vincenzo De Luca si propone a guida di un soggetto politico meridionale, a difesa dei diritti finora calpestati. Benvenuto! Il dissidente di Forza Italia, Giovanni Toti, cerca di sfilare il partito a Berlusconi e, forse sulle orme di Salvini che ha fatto vendemmia a Sud, partirà con il suo progetto da Matera, il 2 settembre. Furbo.

LA POLITICA DI LORSIGNOSI SI È ACCORTA CHE IL SUD REAGISCE E VUOLE GUIDARLO, A SUO VANTAGGIO (COME AL SOLITO)

Tardi ma ci arrivano… E lo fanno a loro modo, cercando di intestarsi qualcosa cui sono estranei, ma conta; ed essendo informe e senza guida, mirano a usarlo a proprio vantaggio. Ora sanno che il Mezzogiorno non è più un corpo morto e, sia pur confusamente, qualcosa fa e riesce determinante; ripeto, è un dato di fatto, ormai: vince chi vince al Sud. Nel 2015, alle regionali, il Pd fece il pieno e prese il governo di tutte le regioni meridionali. Letta, Renzi e Gentiloni provvidero a far pentire chi li aveva votati a Sud. Alle politiche 2018, quei voti migrarono in blocco sui cinquestelle, che divennero, grazie a ciò, il primo partito italiano. Per allearsi con la Lega e veder svanire in pochi mesi il capitale di consensi; ereditato in parte proprio dal partito sorto dal razzismo contro i terroni.

Senza rifare tutto l’elenco, questo mostra un Mezzogiorno forse un po’ ballerino, ma che non è più patrimonio inerte di nessuno: si muove da soggetto politico unitario e detta l’agenda ai partiti, non avendone uno proprio. La vicenda dell’Autonomia differenziata è stata uno choc, per l’Italia di lorsignori: era cosa fatta; si erano messi d’accordo, con l’ammucchiata di Lega, Pd, FI e FdI del Nord, a scopo di rapina contro i meridionali. La campagna di informazione condotta da un gruppo di cittadini, docenti, scrittori, meridionalisti, ha reso pubblico quello che si teneva nascosto (il furto del secolo), ha raccolto in pochissimi giorni 60mila adesioni, indotto il M5S (va riconosciuto) a far le pulci all’alleato e a frenare lo scempio programmnato.

Quel mondo abituato a fare a suo piacimento, nel silenzio complice della classe dirigente del Sud (e chi non tace è segato), ha scoperto di non avere più le mani libere, che il Mezzogiorno può fare la differenza. E la fa. La sorpresa li ha disorientati. E quando è arrivata una cosettina (ma proprio una cosarella, giusto per far capire quale direzione prende il risveglio del Sud), il boicottaggio del prosecco veneto, da parte di bar e ristoranti meridionali, si è sparso il panico in campo subalpino. Sì, la feritina al portafogli bene non fa, ma quello che fa sbarellare è l’idea che il tressette del potere nazionale non sia più con il morto, rivelatosi un giocatore che sa di avere carte, come gli altri, e intende giocarle come dice lui, non limitarsi a tenerle in mano per calare quelle che gli dicono.

È finito un tempo.

SE SI SBAGLIA ADESSO, NON CI SARÀ UN’ALTRA OCCASIONE

E questo è il momento più delicato, in cui tutto si può perdere e quanto costruito sinora finire, per impreparazione, indecisione, nelle mani di qualche Jack Lo Svelto che, privo di remore e carico solo di interessi di parte e magari luridi, si improvvisa paladino del Sud, pronto a mettersi al timone, per venderlo al miglior offerente (lo abbiamo appena visto, nel campo della comunicazione e della politica locale). Quindi (mentre Forza Italia si professa presidio del Sud, nel centrodestra, e avvisa la Lega; Salvini e il Pd di Zingaretti vorrebbero elezioni subito, per spartirsi le spoglie del M5S che resteranno sul campo; il M5S cerca di recuperare il tesoro dilapidato), ora ci tocca. E tocca a tutti: ci sono movimenti e partiti, comitati che in tutto il Mezzogiorno hanno fatto cose egregie, ma sono piccoli e scollegati (talvolta, reciprocamente ostili, ma non è la norma); ci sono parlamentari, pochi ma preziosi, in ogni partito, che hanno operato con coerenza, in difesa del diritto del Mezzogiorno all’equità e qualcuno ne ha dovuto pagare il prezzo (ma può guardarsi allo specchio senza vergogna) e ce ne sono pronti a uscire dai loro gruppi politici, per poter sostenere, senza più freni di parte, la battaglia per il Sud: non dobbiamo perderli; ci sono docenti universitari, scrittori, giornalisti che hanno combattuto una dura, entusiasmante battaglia di civiltà contro i razzisti dell’Autonomia e non possiamo permetterci di rinunciare al loro valore (il mondo accademico è terribile e per esporsi, ci vogliono le palle. È stato bello vedere tanti docenti mettere la competenza e la faccia in una impresa difficile ma doverosa); ci sono associazioni meritorie che da decenni lavorano, perdendoci tempo, soldi, salute e pezzi di fegato, al recupero della verità storica che ci è stata negata e da cui trae alimento la ricostruzione della nostra identità; ci sono giornalisti che hanno fatto e fanno un lavoro faticosissimo, per scoprire come e quanto il potere Nord-centrico toglie a Sud, con mille trucchi, colpi di mano (e non è una attività che ti fa far carriera nei giornali…); ci sono persone che si uniscono per combattere (e si rischia forte) contro gli avvelenatori della propria terra e della propria gente, da Taranto alla Terra dei Fuochi, da Augusta, Gela, Priolo alla morte petrolifera di Basilicata, pur taciuta da tante “voci potenti per il vaffanculo”, della politica, della cultura, della società civile, mute perché non si parla a bocca piena; ci sono esperienze meravigliose di economia dal basso, con forze minime, idee grandi e risultati sorprendenti; ci sono imprenditori che stanno dicendosi di non poter limitare il loro compito nella società al darle qualche decimale di pil in più; ci sono sindaci che non accettano più acriticamente, o per sudditanza partitica, o per ignoranza (le cose le fanno di nascosto e non sempre sai come ti stanno fottendo), di vedere i propri Comuni derubati dallo Stato e fanno causa, a decine, dimostrando che il loro primo dovere è pretendere diritti e rispetto per i concittadini discriminati; ci sono amministratori, gruppi parrocchiali, centri sociali che inventano e praticano forme di accoglienza inclusiva che distruggono la paura, generano civiltà, ci fanno “restare umani” (un reato, da quando il ministro dell’odio usa la polizia per rimuovere striscioni evangelici); ci sono…

Ci sono, ma quasi sempre non sanno che ci sono anche gli altri. Lo ripeto: «Siamo tanti, ma non lo sappiamo», diceva don Paolo Capobianco, figlio dell’ultimo nato duosiciliano, mentre Gaeta si arrendeva alle bombe dei fratelli carnefici d’Italia.

TUTTI ALLA GRANCIA PER COSTRUIRE UN PAESE PIÙ GIUSTO

E vorrei poter dire, alla Grancia, il 24 agosto (ci si vede alle 9,30): “Ci siamo!”. Decideremo lì, insieme, il nome e la forma di quel che nascerà. Sarà una creatura che avrà anime solitamente incompatibili e dovrà accordarsi su un programma minimo e condiviso (razzisti esclusi). Dovremo tener conto solo di quello che unisce, visto che da troppo tempo riusciamo a dividerci sul dettaglio, pur avendo tanto in comune. Molte barriere sono state superate e la lotta alla Secessione dei ricchi ne è prova. Ora possiamo fare quello che forse prima sarebbe stato prematuro; e dobbiamo farlo, perché è l’ultimo momento utile. Non limitiamoci a esserci, ma coinvolgiamo quanti possano essere utili: se non sarà una cosa di popolo, sarà meno di quel che deve essere.

Potremo candidare persone di valore, che sono sempre rimaste ai margini, per incompatibilità di opinioni e, diciamolo…, per prudenza. Ma ora in molti son disposti a turarsi il naso, se necessario, e fare muro, perché quando i barbari tentano l’ultimo assalto, ogni contesa interna viene accantonata, per affrontare il pericolo maggiore e comune. Non possiamo permetterci di sprecare niente.

Non ci sono patti preconfezionati, soluzioni già in tasca. C’è qualche idea e altre ne arriveranno. Ci vediamo alla Grancia, il 24 agosto, alle 9,30. Il Sud riparte da sé, avendo qualcosa da dire e tanto da fare, non contro, ma per tutti. L’equità non può essere parziale: o tutela tutti allo stesso modo o non è.

Punto primo: il tempo della discriminazione, del meridionale “meno” (diritti, infrastrutture…) comincia a scadere il 24 agosto prossimo. È durato troppo. Ma ora ce ne siamo accorti.

Pino Aprile

fonte https://pinoaprile.me/il-24-agosto-alla-grancia-nasce-lazione-politica-meridionale/?fbclid=IwAR09O4CsZqtcSiQRW-GXF3y4DZpTBtbdZYbe7g_ZqX3JxkUnNgwr2Gnu8TA

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CALABRIA, MOTTA S. LUCIA, IL PREMIO GIUSEPPE VILLELLA PER LA RIVISITAZIONE DEL RISORGIMENTO

Posted by on Ago 18, 2019

CALABRIA, MOTTA S. LUCIA, IL PREMIO GIUSEPPE VILLELLA PER LA RIVISITAZIONE DEL RISORGIMENTO

Nella splendida piazza Castello di Motta Santa Lucia, posta tra mare e boschi, si è svolta il 13 agosto la serata di consegna dei premi relativi al “Premio letterario Giuseppe Villella”, contadino calabrese diventato suo malgrado famoso quale vittima delle teorie razziste di Lombroso nei confronti dei meridionali, per via di un presunta “fossetta occipitale” da questi posseduta. Teoria diffamatoria utile a giustificare la loro riduzione a cittadini inferiori e alla nascita della questione meridionale. Teoria che a distanza di oltre un secolo viene ricordata nel lugubre Museo Lombroso di Torino contro il quale chiedendone la chiusura si sono schierate ben 180 città italiane. Ha condotto la serata l’avv. Amedeo Colacino, alla presenza dell’assessore Barbara Carullo, del presidente del consiglio comunale Perrone Luigi, della qualificata giuria del premio composta dal presidente della giuria Giovanni Martello, dal prof. Francesco Antonio Cefalì, presidente del premio letterario e dall’ing. Roberto Longo e da un numeroso pubblico.
La giuria, riunitasi in precedenza, ha così deciso:
Per le opere pubblicate


1) Primi classificati ex aequo: 


– “Le industrie del Regno di Napoli” di Gennaro De Crescenzo, con la seguente motivazione: Attraverso
documenti d’archivio, il saggio mette in luce l’invidiabile livello industriale del Meridione prima
dell’Unità d’Italia;
– “L’Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie” di Erminio De Biase, con la seguente motivazione: Il 
saggio evidenzia i sotterfugi messi in atto dagli inglesi e dai francesi per organizzare e finanziare la 
distruzione del Regno delle Due Sicilie per opera del Piemonte.


2) Secondi classificati ex aequo: 


– “Klitsche De La Grange” di Fernando Riccardi, con la seguente motivazione: Attraverso gli occhi
di un straniero giunto in soccorso del Regno delle Due Sicilie, riesce a far rivivere i fatti avvenuti
nell’Italia centrale intorno al 1860 ;
– “ Il Capo brigante Domenico Fuoco” di Maurizio Zambardi, con la seguente motivazione: Per la
completa e definitiva biografia del brigante Domenico Fuoco basata su copiosi documenti d’archivio e
su tutta la letteratura esistente .
3) Terzi classificati ex aequo: 
– “Contadini e braccianti nel Gargano dei briganti” di Michele Eugenio Di Carlo, con la seguente motivazione:
Per l’ottima trattazione di eventi storici avvenuti nel territorio pugliese, in particolare a Vieste e nel Gargano ;
– “ Italos. Perché siamo arrivati a tanto?” di Marco Ascione, con la seguente motivazione: Per la trattazione
delle ragioni sociali e geografiche che hanno permesso lo sviluppo di alcune zone e nazioni europee a
discapito di altre .


PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA : 


– “ Memorie di un ex Capo – brigante e La Valchiria di Gaeta” di Erminio De Biase, con la seguente 
motivazione: Per le appropriate traduzioni dal tedesco di due libri scritti da chi ha vissuto i tragici 
eventi che portarono alla fine del Regno delle Due Sicilie ;
– “Storia della spedizione dell’Eminentissimo cardinale D. Fabrizio Ruffo” di Fernando Riccardi e Claudio Saltarelli, con la seguente motivazione: Per aver riproposto la lettura dell’interessante racconto della
spedizione scritto da D. Domenico Petromasi, protagonista diretto degli eventi ;


PREMIO SPECIALE PER LA MIGLIORE GRAFICA


– “ Il Grande Regno delle Due Sicilie” di Carlo Capezzuto e Aldo Vella, con la seguente motivazione: Il 
testo presenta un progetto grafico molto curato e una ricca ricerca iconografica.


PREMIO DI MERITO


– “Nina ‘ a Brigantessa” di Luisa Matera, con la seguente motivazione: Il romanzo valorizza ed esalta la 
presenza e l’importanza della figura femminile nell’ambito del brigantaggio .
PREMIO DI PARTECIPAZIONE


– “E vissi… aspettando il sole” di Maria Russo, con la seguente motivazione: Descrive una singolare
vicenda vissuta da una famiglia meridionale vittima delle conseguenze dell’Unità d’Italia.


Per la sezione ricerche, tesi e studi 


1) Primo classificato:

“Da terra di immigrazione a terra depredata” di Giuseppe Maradei, con la seguente 
motivazione: Ricerca ben strutturata con indicazione degli obiettivi. Gli argomenti sono selezionati e 
sviluppati in modo da seguire un filo logico e collegare il passato con la situazione attuale del Sud. La 
ricerca presenta una bibliografia interessante.
2) Secondi classificati ex aequo: 
– “Modernizzazione dei processi di coltivazione dell’ulivo e produzione dell’olio nella Calabria
preunitaria” di Maria Gabriella Caria, con la seguente motivazione: Ricerca ben articolata e
approfondita, il cui nucleo concettuale è tratto dall’ opera di Grimaldi. Lo scritto è ben
presentato e suscita interesse nel lettore.
– “E poi fu il Risorgimento” di Rosalinda Rosato, con la seguente motivazione: Racconto breve, scritto
anche con termini ricercati, che fa rivivere il brigantaggio attraverso gli occhi di una adolescente che
finirà fatalmente per morire in difesa del proprio territorio .
3) Terza classificata: “Alle radici dei mali del Sud: imparare dal passato per vivere al meglio il futuro

fonte Terroni di Pino Aprile

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LA NOTTE DELLA TAMMORRA 2019 XIX EDIZIONE

Posted by on Ago 12, 2019

LA NOTTE DELLA TAMMORRA 2019 XIX EDIZIONE

Torna a Ferragosto l’appuntamento più importante dell’estate partenopea con la musica folk. Rotonda Diaz, sul Lungomare Caracciolo, ospita il 15 agosto alle 21, la 19esima edizione de La Notte della Tammorra promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, nell’ambito del programma Poc Campania 14-20 e realizzata dall’Associazione Il Canto di Virgilio con Carlo Faiello, maestro concertatore.

Ad inaugurare la serata alle 21, l’immancabile ‘canto ‘a figliola’ dedicato alla Madonna eseguito da una coppia di maestri cantatori della tradizione: Vincenzo Rea detto ‘Tarantella’ e Masino Tirozzi detto ‘‘o figlio d’’o zi’ padrone’. A seguire, la classica Tammurriata di accoglienza con la tammorra di Raffaele Inserra e le voci di due giovani e prestigiosi esponenti del canto etnico come Gianfranco Ricco detto ‘Antichità’ e Catello Gargiulo. A dare il via alle danze sarà, come di consueto, uno storico esponente della musica popolare campana, Marcello Colasurdo, voce vesuviana e presenza fedele della manifestazione. “La differenza sostanziale, rispetto al passato, sta, soprattutto, nella consapevolezza della dimensione della ‘grande festa popolare’ acquisita, nel corso degli anni, da La Notte della Tammorra che, al contrario degli altri eventi culturali, invita a riannodare la fune della memoria, stimolando a rinsaldare il legame con le proprie radici e valorizzando il concetto stesso di Folklore (sapienza di un popolo) che negli ultimi tempi è stato banalizzato, volgarizzato, decontestualizzato”, ha spiegato Carlo Faiello.

La grande novità della Notte della Tammorra 2019 è la presenza di Peppe Barra.

Il celebre artista partenopeo si esibirà per la prima volta sul palco della manifestazione insieme alla sua band formata da Paolo Del Vecchio alla chitarra, Ivan Lacagnina alla batteria, Giorgio Mellone al violoncello, Sasà Pelosi al basso e Luca Urciolo alla fisarmonica. “Ho studiato le tammurriate e il tamburo per 50 anni insieme alla Nccp e Roberto De Simone. – ha raccontato Peppe Barra – La Notte della Tammorra è una notte di gioia e felicità ma anche una notte di oblio per lasciarci alle spalle e dimenticare quello che questa brutta politica ci sta mostrando negli ultimi tempi. Proporrò durante la serata un po’ del mio repertorio e del mio gioco e cercheremo di divertirci tutti insieme”.

Direttamente dal “Museo e Festival della Zampogna” di Villa Latina arriveranno i suonatori di zampogne, organetti, ciaramelle e danzatrici del basso Lazio, già Terra di Lavoro, diretti dal maestro Domenico Fusco con Diego Fusco, Angelo Fusco, Luca Petrilli, Salvatore Sarda che indosseranno abiti tipici della zona con i famosi “scarpitti”. Al suono di Saltarelli e Ballarelle danzeranno Maya Tedesco, Marilena Norato, Lorenza Di Stefano e Cinzia Zomparelli.

Carlo Faiello e la sua Banda Dionisiaca _ Vittorio Cataldi alla Fisarmonica, Fulvio Gombos al Basso, Francesco Manna alle Percussioni, Gianluca Mercurio alla Batteria, Pasquale Nocerino al Violino _ poi, accoglieranno sul palco Giovanni Mauriello (con il figlio Matteo e la cantante Marianita Carfora), voce storica e co-fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare; Nello Daniele e Maurizio Capone presenze artistiche ‘diversamente folk’; inoltre, alcune tra le più belle voci napoletane come Fiorenza Calogero e Patrizia Spinosi e Marcello Vitale alla chitarra battente.

Carlo Faiello darà spazio anche alla ricerca etnomusicologica di Andrea Nerone (già Musica Nova) tra la piana del Volturno e quella del Garigliano, già Terra di Lavoro; ai canti del Cilento con Paola Salurso e alla musica del sud Italia con Rosalba Santoro cantante di Santeramo in Colle, paese al confine tra Puglia, Calabria e Basilicata. Si esibiranno nelle danze: Erminia Parisi, Emilia Meoli, Ashai Lombardo Arop e Enzo Esposito detto Tammurrièllo.

Tante le iniziative collaterali come lo stage di danze popolari i cui partecipanti saranno invitati al ballo notturno. Per chi volesse aspettare l’alba magica del 16 agosto, gran finale di balli sul tamburo da parte di paranze spontanee.

Giovedì 15 agosto 2019

Napoli, Lungomare Caracciolo – Rotonda Diaz ore 21,00

Info: Il Canto di Virgilio: 338 8615640 Domus Ars: 081 3425603

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A Ferragosto torna “La Notte della Tammorra 2019”: Peppe Barra tra gli ospiti

Posted by on Ago 12, 2019

A Ferragosto torna “La Notte della Tammorra 2019”: Peppe Barra tra gli ospiti

La grande novità della Notte della Tammorra 2019 è la presenza di Peppe Barra. Il celebre artista partenopeo si esibirà per la prima volta sul palco della manifestazione insieme alla sua band formata da Paolo Del Vecchio alla chitarra, Ivan Lacagnina alla batteria, Giorgio Mellone al violoncello, Sasà Pelosi al basso e Luca Urciolo alla fisarmonica.
Ho studiato le tammurriate e il tamburo per 50 anni insieme alla Nccp e Roberto De Simone. – ha raccontato Peppe Barra – La Notte della Tammorra è una notte di gioia e felicità ma anche una notte di oblio per lasciarci alle spalle e dimenticare quello che questa brutta politica ci sta mostrando negli ultimi tempi. Proporrò durante la serata un po’ del mio repertorio e del mio gioco e cercheremo di divertirci tutti insieme”.

Direttamente dal “Museo e Festival della Zampogna” di Villa Latina arriveranno i suonatori di zampogne, organetti, ciaramelle e danzatrici del basso Lazio diretti dal maestro Domenico Fusco con Diego Fusco, Angelo Fusco, Luca Petrilli, Salvatore Sarda che indosseranno abiti tipici della zona con i famosi “scarpitti”. Al suono di Saltarelli e Ballarelle danzeranno Maya Tedesco, Marilena Norato, Lorenza Di Stefano e Cinzia Zomparelli.
Carlo Faiello e la sua Banda Dionisiaca poi accoglieranno sul palco Giovanni Mauriello(con il figlio Matteo e la cantante Marianita Carfora), voce storica e co-fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare; Nello Daniele e Maurizio Capone presenze artistiche ‘diversamente folk’; inoltre, alcune tra le più belle voci napoletane come Fiorenza Calogero e Patrizia Spinosi e Marcello Vitale alla chitarra battente.

Faiello darà spazio anche alla ricerca etnomusicologica di Andrea Nerone (già Musica Nova) tra la piana del Volturno e quella del Garigliano; ai canti del Cilento con Paola Salurso e alla musica del sud Italia con Rosalba Santoro cantante di Santeramo in Colle, paese al confine tra Puglia, Calabria e Basilicata. Si esibiranno nelle danze: Erminia Parisi, Emilia Meoli e Enzo Esposito detto Tammurrièllo.
Tante le iniziative collaterali come lo stage di danze popolari i cui partecipanti saranno invitati al ballo notturno. Per chi volesse aspettare l’alba magica del 16 agosto, gran finale di balli sul tamburo da parte di paranze spontanee.  

fonte https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/08/12/news/a_ferragosto_torna_la_notte_della_tammorra_2019_peppe_barra_tra_gli_ospiti-233460741/?fbclid=IwAR3BRKBZVmXmPQQ-BItKJx1VEHcmDMZ2X_G_dVSWLf782O1PZc733kjAKko

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LA NOTTE DELLA TAMMORRA A NAPOLI CON L’ALTA TERRA DI LAVORO

Posted by on Ago 10, 2019

LA NOTTE DELLA TAMMORRA A NAPOLI CON L’ALTA TERRA DI LAVORO

L’Arte Musicale dell’ alta Terra di Lavoro torna alla Capitale, Napoli, dopo 2 secoli e mezzo alla Corte di Re Carlo ma questa volta non è Carlo di Borbone di Napoli ad aspettarli ma sarà Carlo Faiello, direttore artistico dell’ evento “La Notte della Tammorra” organizzato dall’ Ass. “Il Canto di Virgilio” che si terrà il 15 agosto 2019 a Napoli alla rotonda Diaz su lungomare Caracciolo.

L’evento da molti anni è diventato una tappa fissa della musica, non solo popolare, di tutta l’Italia Peninsulare, una volta Regno di Napoli, per volontà di Carlo Faiello che ha faticosamente recuperato lo spirito che animava la gloriosa festa di Piedigrotta, sostituì quella orgiastica di origine pagana pre-cristiana, che una volta l’anno e per molti secoli, accoglieva in quei pochi giorni tutti i musicanti, cantori, ballatrici e ballatori, termini che si usavano per il mondo della musica popolare, che da tutto il Regno arrivavano in pellegrinaggio a rendere omaggio alla Madonna di Piedigrotta per poi esibirsi con la loro musica e i loro balli; la Festa di Piedigrotta ha anticipato di alcuni secoli quello che oggi è l’Oktoberfest e i Festival sparsi in giro per il mondo. Carlo Faiello artista napoletano a 360 gradi illustre figlio della “Scuola Musicale Napoletana” che gli addetti ai lavori chiamano semplicemente “La Scuola”, ha dato il titolo “La Notte della Tammorra” per rendere omaggio alla sua amata città e alla sua amata terra ma ha voluto che divenisse anche un incontro tra tutte le arti musicali popolari del sud della Penisola Italica che si esibiscono in purezza prima del suo concerto. Inconsapevolmente Carlo Faiello ha ereditato, cosa vuol dire fidarsi e farsi guidare dalla propria anima che ti porta in una strada a te sconosciuta, anche il “modus operandi” dei Borbone che furono i primi che portarono i Lazzari e la Musica Popolare a Corte quando a palazzo Reale si festeggiavano la nascita degli Infanti e l’affiancarono alla Musica Importante, quella del San Carlo per intenderci confermando e rinnovando il “sacro e profano” che a Napoli ha la sua sede naturale. In pochi sanno che Ferdinando IV quando andò a Taranto per una visita diplomatica rimase folgorato dal ritmo della “PizzicaPizzica” e volle che fosse trascritta per farla diventare, come spesso ci ricorda il M.so Enzo Amato, musica “Esatta” per affiancarla alle più note “Tarantelle” e “Tammurriate”. Stessa cosa accadde quando ascoltò per la prima volta il “Salterello” di cui rimase rapito e volle che seguisse la stessa sorte della “PizzicaPizzica” facendolo trascrivere e pretese che le suddette musiche venissero suonate al suo funerale insieme alla Tarantella e alla Tammurriata “(Lettera di. FERDINANDO. QUARTO DI BORBONE a suo figlio. Francesco, dicembre 1820). …. donò al consorte e all’intero reame …… beffardo funerale alla misera …… specie di salterello campagnolo, …… tenevano spettacoli di tarantella e..”

Carlo Faiello seguendo il suo istinto di artista napoletano e grande personaggio di Cultura che non l’assorbe ma la crea, dopo che nelle precedenti edizioni ha portato a Napoli musiche del Cilento, del Salento, della Calabria, del Gargano e della Sicilia quest’anno ha voluto anche la musica popolare dell’alta Terra di Lavoro, degli Abruzzi, del Molise e dei territori che una volta confinavano con il Regno di Napoli che sono il Saltarello o Salterello e Ballarella. Gli artisti che hanno avuto il piacere e l’onore di essere stati scelti da Carlo Faiello a rappresentare l’alta Terra di Lavoro sono delle vere eccellenze che da anni spendono la propria vita nel conservare e trasmettere le vere tradizioni musicali, e non solo, del nostro territorio. I Musicanti vengono dalla Valle di Comino, in Terra di Lavoro, per l’esattezza da Villa Latina, una volta e per molti secoli Agnone, luogo che da i natali a grandi Zampognari che da tempo immemore diffondono la propria Musica in tutto il mondo che a Napoli divenne arte, avranno i nomi di Domenico Fusco alla Zampogna a Chiave, Diego Fusco alla Ciaramella, Angelo Fusco alla Zampogna, Petrilli Luca al Tamburello e Salvatore Sarda all’Organetto che indosseranno gli abiti tipici della zona con i famosi “Scarpitti” ai piedi noti anche perché indossati dai Briganti Insorgenti. Alle danze si esibiranno le “Ballatrici” che avranno il nome di Maya Tedesco, Marilena Norato, Lorenza Di Stefano e Cinzia Zomparelli. Con queste premesse, che ad alcuni possono sembrare esagerate o di parte, vi invitiamo a venire il 15 agosto ’19 a Napoli alla “Notte della Tammorra” perché non sarà un normale concerto ma una grande festa non popolana ma Popolare scritto per l’appunto con la P maiuscola dove tutti saranno protagonisti e ci sarà da divertirsi.

Claudio Saltarelli

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“Estate al Cortile” con l’Ass. Il Canto di Virgilio

Posted by on Ago 5, 2019

“Estate al Cortile” con l’Ass. Il Canto di Virgilio

COMUNICATO STAMPA

“Estate al Cortile”

Real Casa Santa dell’Annunziata – Via Annunziata 34, Napoli

Rassegna di spettacoli dall’ 8 al 18 agosto 2019

Da giovedì 8 a domenica 18 agosto, il Cortile della Real Casa Santa dell’Annunziata aprirà al pubblico il suo magnifico cancello cinquecentesco e si trasformerà ancora una volta in uno spazio dedicato alla musica e al teatro, palcoscenico di eccezione su cui si esibiranno per undici serate di seguito i grandi interpreti della tradizione classica napoletana.
Promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, nell’ambito del programma dell’Estate a Napoli 2019, la rassegna“Estate al Cortile” è realizzata dall’Associazione Il Canto di Virgilio.
Serate di musica colta, popolare e classica si alterneranno a spettacoli teatrali offerti gratuitamente al pubblico di cittadini e turisti che potrà godersi in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico della città, il meglio della produzione artistica della tradizione classica napoletana.

PROGRAMMA

Giovedì 8 agosto ore 21.00
Antonella Morea
“Mamma” di Annibale Ruccello
“Mamma” piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello, regia di Geredo D’Andrea,
e’ un testo a più voci raccontate da una sola attrice :Antonella Morea. Tante mamme e la loro crudeltà, follia, le favole nere e la crisi profonda di uno status femminile, talvolta difficile e perverso. Mamme che poi via si trasformano, nei vari episodi, in figure irrimediabilmente corrotte dai mass-media, una folla di donne attorniate da ragazzini che si chiamano Deborah, Samanta, Morgan, nelle cui conversazioni si confondono messaggi personali, echi televisivi, slogan di rotocalchi; dove la pubblicità si sovrappone alle confidenze, le telenovelas alla sfera privata e gli inni liturgici alle canzonette di Sanremo. Fanno da contrappunto musicale brani famosi dedicati alle mamme. Fisarmonica Vittorio Cataldi.

Venerdì 9 agosto ore 21.00
Lalla Esposito e Massimo Masiello
” ‘E primme vase tuoje l’aggio avute io”
L’amore di un uomo e di una donna, in forma di concerto-spettacolo per uno dei più grandi geni del 900: Raffaele Viviani.
Attraverso le loro voci prendono forma i suoi innamorati,i guappi, le pro storie. …gli angeli della sua drammaturgia che chiedono una speranza (da ultimi) per continuare a sperare per vivere.
Un viaggio tra le parole e la vita di Raffaele Viviani. Attore, commediografo, compositore, poeta e scrittore italiano, egli intendeva portare in scena la verità, la miseria, l’ingiustizia, e marchiò le sue sceneggiature e le sue canzoni con una lingua scarna, aspra e tagliente, ben lontana dallo stile che faceva del teatro colto un’esclusiva delle classi più agiate, riuscendo perciò a coniugare contenuti profondi ad una possibilità di fruibilità da parte di tutti. Al piano Luigi Tirozzi

Sabato 10 agosto ore 21.00
Mario Maglione
‘E stelle ‘e Napule
Nella notte di San Lorenzo, il maestro Mario Maglione propone un concerto di canzoni classiche napoletane dal titolo ‘E Stelle ‘e Napule. Lo spettacolo promuove la magia della canzone classica napoletana. Le melodie classiche cantate da Mario Maglione suscitano forti sensazioni grazie alla sua bravura nel coinvolgere il pubblico. L’artista, accompagnato dai suoi musicisti, attraverserà e percorrerà i momenti più intensi e significativi della storia della canzone classica e popolare napoletana. Il periodo proposto, va dalla fine del ‘600 ai giorni nostri.
In questo arco di tempo, lo spettacolo evidenzierà nelle varie fasi, i percorsi e le evoluzioni di quest’arte fatale considerata patrimonio culturale mondiale.
Celebre in tutto il mondo, la canzone classica napoletana va oltre i luoghi di appartenenza, divenendo patrimonio comune e dunque linguaggio universale.
Chitarra- Michele Cordova, Fisarmonica – Andrea Bonetti

Domenica 11 agosto ore 21.00
Patrizia Spinosi
“Il mare di fronte” Cantando Napoli dall’altra parte
Se cantiamo lontano dalla nostra città ci assale quella dolce malinconia che ha caratterizzato il canto di tutti quelli che nel secolo scorso l’hanno lasciata.
Con questo concerto Patrizia Spinosi entra nelle pieghe di un repertorio di struggente passione. La stessa che infondevano gli interpreti del passato nelle loro esecuzioni, passando, dunque, per Di Giacomo, Pisano, Libero Bovio, attraversando il repertorio di Gilda Mignonette.
Quando Napoli ci appare “dall’altra parte”, quando la sentiamo e viviamo da lontano, riusciamo a mettere in un angolo la timidezza che, per pudore di tutta la retorica intorno alla città e le sue canzoni, non riesce a liberare le emozioni di chi la canta.
Ė il momento, invece, di spiegare la voce e aprire il cuore ai poeti e ai compositori senza più riserve, vivendo intimamente la “semplicità” e la forza di tutto l’amore che hanno raccontato.
La Spinosi ha maturità vocale e teatrale, una grande forza espressiva e saprà far innamorare il pubblico con ogni parola parlata, con tutte le note cantate.
Un concerto entusiasmante, che scompiglia il cuore di chi lo ascolta.
Arrangiamenti – Michele Bone’, Chitarra – Gennaro Esposito

Lunedì 12 agosto ore 21.00
Iolanda Schioppi
“TROIANE – Figlie di un Dio minore ?”
Testo di Iolanda Schioppi da Euripide Regia di Iolanda Schioppi
E’ uno spettacolo teatrale in lingua napoletana, nato da uno studio che affonda le sue radici nella storia e nelle origini del teatro. L’autrice, Iolanda Schioppi, pone le basi per una riflessione sul tempo e il suo ripresentarsi nel presente in maniera puntuale, come se l’umanità intera fosse prigioniera di un incantesimo da sciogliere. Il testo prende a pretesto il mito e la storia delle Troiane, per tessere un tessuto contemporaneo che da voce all’amore, alla vulnerabilità della condizione umana, al potere, alla distruzione, al desiderio di libertà, all’assoggettamento e al dolore struggente di chi non ha forza e voce per essere sentito o vendicato ponendo l’attenzione alla lotta contro ogni forma di dominio.
In scena con Iolanda Schioppi, Agnese Laurenza e Caterina Giugno

Martedì 13 Agosto ore 21.00
Aurora Giglio
La Notte della Posteggia Napoletana
La notte della posteggia napoletana dedicata ad una delle massime espressioni della canzone napoletana. Uno spettacolo musicale che vuole essere un riconoscimento ad un’ antica forma di spettacolo estemporaneo attraverso un vastissimo repertorio che si estende dalle più note canzoni classiche napoletane a dei veri e propri tesori della tradizione partenopea attraverso “macchiette”, momenti di poesia e non solo.
Fisarmonica – Vittorio Cataldi, Chitarra – Edo Puccini

Mercoledì 14 agosto ore 21.00
Matteo Mauriello
Soirèe Napoletana
Fantasia di versi, prosa e musica
Un viaggio attraverso storie, luoghi, canzoni e personaggi del nostro Sud che hanno segnato un’epoca, l’epoca delle emigrazioni, ma allo stesso tempo il secolo d’oro, la “belle epoque”.
La Napoli di un tempo che fu… che ci sembra così lontana, ma che invece è così vicina, così presente nei nostri sguardi, nel nostro vissuto e nei nostri animi.
“Soirèe Napoletana” traccia quindi un percorso storico di questo immortale e affascinante popolo che ha abitato vicoli, piazze, che ha dovuto abbandonare questo mare e questa terra per necessità e che ha infinitamente amato questa nostra meravigliosa città, dominatrice e dominata.
Chitarra- Sossio Arciprete, Voce- Marianita Carfora
In scena Matteo Mauriello Attore- Cantante – Chiara Di Girolamo voce – Sossio Arciprete Chitarra ed effetti – Vinceno Laudiero flauto

Giovedì 15 agosto ore 21.00
Ciro Capano & Orchestra
Suoni e Sospiri di Napoli
Recital di Canzoni Classiche Napoletane
Ciro Capano, bravissimo cantante /attore nel suo “Suoni e Sospiri di Napoli”, recital di Canzoni Classiche Napoletane, ripercorre a ritroso i fasti della canzone classica napoletana dell’Ottocento e del Novecento: da Salvatore Di Giacomo a Libero Bovio, da Vincenzo Russo a Roberto Murolo, da Ernesto Tagliaferri a Salvatore Gambardella fino a Raffaele Viviani, passando attraverso i vari stili di questi autori. II tutto è filtrato dal punto di vista di un artista che conosce l’importanza della memoria e del tenerla viva.

Venerdì 16 Agosto ore 21.00
Lello Ferraro
«Contacunte»
Miti, Storie e Leggende tratti dalla tradizione dei Cantastorie
Che sia cantata o raccontata è la favola il tema principale a cui si ispira questo concerto di musica popolare. Sui ritmi e sulle melodie che caratterizzano la nostra tradizione verranno evocati i Miti, le Leggende e i Personaggi che popolano il mondo delle nostre fiabe.
In scena il Cantastorie che, accompagnato da bravissimi musicisti, si attiverà nell’intento di stabilire una relazione con il pubblico.
Il tutto orientato alla comunicazione essenziale del racconto in musica; una narrazione di antica memoria, leggera e delicata, sempre più oscurata dai ritmi turbolenti dei mass-media odierni.
Giovanni Leonetti -chitarre e plettri; Francesco Migliaccio-Fisarmonica;
Fabio Soriano- ciaramella, flauti.

Sabato 17 Agosto ore 21.00
Fiorenza Calogero
“Vento del Sud”
Voce mediterranea inconfondibile, che nella sua ventennale carriera tra l’altro è stata tra le colonne de La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone e di Passione di John Turturro, Fiorenza Calogero con “Vento del Sud” parla di tutto quello che il vento del Mediterraneo, grande fucina nella quale le culture sono nate fondendosi nell’accoglienza, può portare. Parla della fortuna di essere gente del viaggio e dello spostamento.
Fiorenza Calogero – Voce e percussioni, Marcello Vitale- Chitarra battente Carmine Terracciano -Chitarra napoletana


Domenica 18 Agosto ore 21.00
Enzo Amato
Neapolitanata
Arie fuori e dentro al Palazzo
Saranno protagonisti del Concerto di chiusura, Gabriella Colecchia, (una delle più interessanti voci italiane, vincitrice del prestigioso Luciano Pavarotti International Voice Competition di Philadelphia ed interprete di grandi opere in tutto il mondo che si è esibita in prestigiosi teatri tra cui il Teatro Real di Madrid, il Teatro Coliseo di Buenos Aires e il Teatro San Carlo di Napoli), il chitarrista Francesco Scelzo, ed Enzo Amato, (chitarrista , compositore e direttore d’orchestra, conosciuto per la sua immensa passione per il Settecento Musicale Napoletano).
Il Concerto ha come titolo Neapolitanata: Arie fuori e dentro al Palazzo e presenterà brani colti e popolari di Giovanni Paisiello, Niccolò Piccinni, Saverio Mercadante, Gaetano Donizetti, Gioacchino Rossini e Anonimi in voga nel Settecento al tempo dei Borbone
Gabriella Colecchia – Mezzosoprano
Enzo Amato e Francesco Scelzo- Chitarre

Tutte le sere dalle ore 20.30 alle 21.00 “ Una Partenope narrata” a cura di Antonio Faiello Show

Info : 0813425603
infoeventi@domusars.it
addetto stampa : Enrica Buongiorno

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