Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (VII)

Posted by on Gen 18, 2020

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (VII)

L’epoca  borbonica

Con l’avvento della dinastia dei Borbone, la struttura amministrativa cittadina inizialmente non fu variata. I seggi accolsero re Carlo di Borbone, il quale invitò gli eletti a proporre l’abolizione di alcune imposte. Le piazze, però, non intesero accettare l’invito, in segno di gratitudine verso la nuova regnanza.

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Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (VI)

Posted by on Gen 11, 2020

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (VI)

L’EPOCA DEL VICEREGNO SPAGNOLO

Carlo V, diventando re d’Italia nel 1530 sugli stati soggetti a dominazione iberica (Milano, Napoli, Sicilia), giunse a Napoli nel novembre 1535. La città accolse in trionfo l’illustre ospite; si formarono due cortei di accoglienza che andarono incontro all’imperatore ed un’unica cavalcata entrò in città, passando sotto archi di trionfo, con rappresentazioni allegoriche, per il Duomo, i seggi, il tribunale di S. Lorenzo e Castelnuovo. Parteciparono ai festeggiamenti il baronaggio, il clero (con l’arcivescovo Carafa), il governo del municipio (con il sindaco, il principe Ferrante Sanseverino). Gli eletti offrirono all’imperatore le chiavi della città, che restituì a loro dicendo che stavano “in bone mani de vassalli soi fedelissimi”.

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Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (V)

Posted by on Gen 6, 2020

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (V)

L’EPOCA  ARAGONESE

Re Alfonso I d’Aragona, appena entrò in Napoli per la porta del Mercato (1443), sopra un imponente carro dorato ed accompagnato da un lungo e sfarzoso corteo(53) volle visitare i seggi ed incontrare gli eletti. Convocò il primo Parlamento generale del regno nella capitale e fece intervenire “gli illustri Principi, Duchi e Marchesi, e gli spettabili e magnifici Conti e gli altri magnati baroni feudatari del Regno”. 

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Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (IV)

Posted by on Gen 3, 2020

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (IV)
L’EPOCA  ANGIOINA

Sotto questa dinastia risulterebbe il numero dei sedili essere passato da tre-quattro a sei.
Gli angioini si manifestarono, comunque, contrari a tale sistema organizzativo cittadino, tanto da tentare di limitare un simile sistema politico di governo, gestito dalla nobiltà urbana feudataria. Con re Roberto ebbe inizio la riforma angioina dell’amministrazione cittadina (metà XIII secolo), volta a ridurre i diversi privilegi nobiliari, come ad esempio il diritto residenziale di aggregazione, in uso fino all’epoca del suo regno, per il quale i nobili “mutando domicilio cangiavano seggio”.

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Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (III)

Posted by on Dic 31, 2019

Il governo dei Nobili a Napoli: Autonomismo, decentramento, partecipazione governativa dei Seggi cittadini (III)
L’EPOCA NORMANNA

Con la prima monarchia dominante, i governi municipali (tra cui Napoli), collegati a Bisanzio e retti da esponenti delle illustre Gens delle provincie a sud di Roma, dovettero confrontarsi con i loro conquistatori e loro progetti organizzativi. Fonti storiche certe, quali gli editti di concessione di privilegi, emanati sotto la regnanza del normanno Tancredi, riferiscono dell’esistenza di tre-quattro grandi seggi napoletani.
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