Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

RASSEGNA DEGLI ERRORI E DELLE FALLACIE PUBBLICATE DAL SIG. GLADSTONE

Posted by on Dic 15, 2018

RASSEGNA DEGLI ERRORI E DELLE FALLACIE PUBBLICATE DAL SIG. GLADSTONE

RASSEGNA DEGLI ERRORI E DELLE FALLACIE

PUBBLICATE DAL SIG. GLADSTONE

IN DUE SUE LETTERE

INDIRITTE AL CONTE ABERDEEN

Sui processi politici nel bearne delle Due Sicilie

NAPOLI

STAMPERIA DEL FIBRENO

1851

 Scrive Salvatore Mandarini, giudice della Gran Corte Criminale di Napoli e socio di varie accademie scientifiche e letterarie, in uno dei primi opuscoli di parte borbonica che contestò le lettere del reverendo Gladstone:

“Il fervore con cui taluni de’ giornali stranieri han pubblicato o contentato con maligno compiacimento due lettere dell’onorevole sig. Gladstone al Conte Aberdeen sui processi di Stato nel Reame delle due Sicilie, ha eccitato un giusto sentimento di ansietà per sapere se gli straordinarii fatti in esse allegati abbiano alcun che di veridico e di reale. Imperocché narransi di tali e tanti dolori cui soggiacciono nelle napoletane contrade gl’imputati per reati politici, di un così esagerato ed incredibile numero di essi, di tali arbitrarie forme nel giudicarli, e di sì dure pene loro inflitte, che anche coloro i quali ignorano gl’interni ordinamenti del reame, ed il modo secondo cui vi si amministra la giustizia, non possono facilmente condursi ad aggiustar fede alle notizie con tanta leggerezza spacciate come vere dal predetto scrittore, ed alle fosche descrizioni che ne va delineando nel suo lavoro.”

Ovviamente le contestazioni di parte borbonica non sortirono alcun effetto – dilagarono quelle a sostegno delle lettere, prima fra tutte quella del Massari a Torino. Copia delle lettere del Gladstone furono diffuse in tutte le ambasciate e circoli culturali d’Europa.
Il destino delle Due Sicilie iniziava a delinearsi e marciava speditamente verso il crollo del Reame. 

fonte 

https://www.eleaml.org/ne/stampa2s/1851_mandarini_rassegna_errori_fallacie_gladstone_2018.html

Read More

I NAPOLITANI AL COSPETTO DELLE NAZIONI CIVILI di Giacinto De Sivo

Posted by on Dic 13, 2018

I NAPOLITANI AL COSPETTO DELLE NAZIONI CIVILI di Giacinto De Sivo

Si tratta di un testo noto, anche noi lo pubblicammo diversi anni fa – nel 2006 – ora lo ripubblichiamo completo di appendice – la edizione è datata Livorno 31 dicembre 1861 – ma a noi pare improbabile, dovrebbe essere successiva.

Uno stralcio dal testo:

 “Fu necessità salire su’ monti a trovar la libertà. É quasi un anno che combattiamo nudi, scalzi, senza pane, senza tetto, senza giacigli, sotto i raggi cocenti del sole, o fra’ geli dell’inverno, entro inospitali boschi, sovra sterili lande, traversando fiumi senza ponti, traversando muraglie senza scale, affrontando inermi gli armati, conquistando con le braccia le carabine e i cannoni, e strappando pur su’ piani campi di Puglia e di Terra di Lavoro la vittoria a superbissimi nemici.”.

Zenone diElea – Novembre 2018

CON APPENDICE
CONTENENTE

  • 1.° Lettera diFrancesco II a Sua Em. il cardinale Arcivescovo di Napoli pe’ danneggiati diTorre del Greco.
  • 2.° Lettera delSignor Carlo de Ricci al Direttore del Lombardo di Milano.
  • 3.° Lettera delComitato Patriota della Guardia Nazionale.
  • 4.° Lettera diFrancesco II alla Guardia Nazionale di Napoli.
  • 5.° Letteradatata da Firenze al Giornale il Cattolico di Napoli.

Read More

LE MEMORIE DEI MIEI TEMPI PER SALVATORE COGNETTI GIAMPAOLO

Posted by on Dic 11, 2018

LE MEMORIE DEI MIEI TEMPI PER SALVATORE COGNETTI GIAMPAOLO

Siamo nel 1874, tutte le illusioni sull’antico reame delle Due Sicilie si sono consumate – il brigantaggio è stato battuto, Venezia è stata sottratta agli austriaci, Roma al Papa.

Cognetti non fa sconti a nessuno e descrive la caduta del Regno e l’atteggiamento delle classi dominanti meridionali nei confronti della casa reale, prima e dopo la caduta.

Vi consigliamo di porre attenzione particolare al suo viaggio in Calabria, una missione affidatagli da Liborio Romano, durante la quale rischiò di perdere la vita.

Riportiamo un brano che ben descrive l’opposizione che egli fece al nuovo regime:

“Partito Francesco II, mi posi al posto d’un attento osservatore. E dissi a me stesso, poiché è assurdo nelle fata dar di cozzo, e bisogna subire il fatto compiuto quasi con il beneplacito europeo e con il concorso potente dei governi di Londra e di Parigi; vediamo, se veramente questi repubblicani e questi murattisti siansi convertiti all’unità italiana, vediamo, se con un governo saggio, provvidenziale, giusto, indipendente essi dimostreranno ai popoli d’Italia ed all’Europa, che essi vengano davvero rigeneratori e riparatori degli errori dei governi caduti, tra cui quella famosa negazione di Dio del Reame delle Due Sicilie.

Osservai, e vidi troppo sollecitamente ciò che ho narrato nel Capitolo IX.

L’opinione, la coscienza pubblica, che io non perdeva di mira, si pronunziavano contro i sistemi politici, amministrativi e finanziari del nuovo governo, e cominciarono a manifestarsi col mezzo della stampa.

Così si videro spuntare diversi giornali conservatori, come l’Aurora, il Flavio Gioia, il Monitore, l’Ape Cattolica, la Stella del Mattino, l’Eco di Napoli, la Tromba cattolica ed altre effemeridi, che non ricordo; ma le passioni politiche ribollivano ancora; e questi arditi periodici, appena nati, erano spenti, meno per ire fiscali, quanto per violenza partigiana.

Mi avvidi, che già profondamente disgustati erano i democratici, rimasti sul terreno, essendo passato il potere tutto nelle mani dei moderati, che chiamarono Consorti, dipendenti ciecamente dal Conte di Cavour e dal Bonaparte. “

Uno dei bersagli principali fu Napoleone III, da lui ritenuto il vero artefice della caduta del Regno. A nostro modesto avviso non ha tutti i torti, anche se negli ultimi anni l’attenzione del revisionismo storiografico si è indirizzato contro la “perfida Albione” le responsabilità della Francia sono evidenti a chi conosca minimamente i fatti.

Basti dire che la flotta francese si pose di fronte a Gaeta non a garanzia dei regnanti borbonici quanto per dissuadere la Russia dall’intervenire.

Buona lettura e tornate a trovarci.

Zenone diElea – 7 ottobre 2018

fonte

https://www.eleaml.org/ne/stampa2s/01-1874-cognetti-memorie-dei-miei-tempi-2018.html

https://www.eleaml.org/ne/stampa2s/01-1874-cognetti-memorie-dei-miei-tempi-2018.html

Read More

SUL COMMERCIO DELL’OLIO DI OLIVE DELLE DUE SICILIE

Posted by on Nov 17, 2018

SUL COMMERCIO DELL’OLIO DI OLIVE DELLE DUE SICILIE

L’esportazione dell’olio d’oliva, se si esclude la crisi degli anni venti, è destinata a durare e ad espandersi ulteriormente nel corso di tutto l’Ottocento.  Anche se, come vedremo, lungo i decenni del secolo esso verrà affiancato sempre più decisamente da altri prodotti agrari, vino e agrumi in primo l’esportazione dell’olio d’oliva, se si esclude la crisi degli anni venti, è destinata a durare e ad espandersi ulteriormente nel corso di tutto l’Ottocento. Anche se, come vedremo, lungo i decenni del secolo esso verrà affiancato sempre più decisamente da altri prodotti agrari, vino e agrumi in primo luogo, che insieme al «vecchio» grano correranno con alterna fortuna l’avventura dei mercati. E infatti le 19 119 tonnellate di olio esportate nel 1832 attraverso un trend quasi ininterrotto di crescita toccavano ormai, nel 1855, le 34 899 tonnellate.

Tale espansione si andava peraltro svolgendo anche a dispetto della sempre più decisa concorrenza che ormai erano in grado di sostenere tanto i produttori delle campagne del Levante che i paesi dell’Europa mediterranea. E ciò in ragione non solo e non tanto della superiorità de gli oli meridionali, ma grazie fondamentalmente a un fenomeno di più ampia e generale portata: la continua dilatazione dell’area dei mercati.

Il Mezzogiorno nel mercato internazionale (secoli XVIII-XX)

di Piero Bevilacqua

NOTA BENE – Vi consigliamo di consultare il testo del Bursotti – si tratta di una lettura molto interessante sul commercio di alcuni stati tra cui Due Sicilie, Inghilterra, Francia.

Nella conversione in formato HTML i dati di alcune tabelle non vengono collocati in maniera corretta, pertanto dovete sempre utilizzare i testi originali nel caso in cui dobbiate elaborare delle tesi oppure scrivere degli articoli.

Buona lettura

tutte le ricerche nella fonte originale

 

 

Read More
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: