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CAVOUR (seconda parte)

Posted by on Giu 16, 2017

CAVOUR (seconda parte)

la leggenda del cavour imprenditore agrario – I

Nel 1837 Camillo di Cavour fu nominato dal padre, sempre preoccupato per la mancanza di un avvenire del figlio, amministratore della tenuta di famiglia di Leri. Nell’investitura, però, il padre si riservava “la generale sorveglianza”, forse ammaestrato dalle precedenti esperienze del figlio. La decisione di assumere la direzione di Leri, assumeva agli occhi di Cavour il significato di una scelta di fondo, destinata a determinare tutto il corso ulteriore della sua vita. Dichiarò di dedicarsi all’agricoltura deciso “a procurarmi un gran numero di scudi senza curarmi delle raccomandazioni delle associazioni agricole e senza curarmi delle utopie di fattorie modello”.

“Je tâche de me procurer le plus grande nombre d’écus sans m’inquiéter des mémoires des sociétés agricoles et des utopies des fermes modèles”. Tra i numerosi tentativi infruttuosi di cambiamento ed innovazioni troviamo quello di introdurre la barbabietola da zucchero: fu abbandonata dopo qualche anno. La conduzione della tenuta agricola proseguì per alcuni anni senza significativi risultati fino al 1843 quando Cavour, ancora poco soddisfatto dello stato dell’azienda agricola, chiese ad un grosso agricoltore, Giacinto Coiro, di voler cooperare alla direzione dell’azienda agricola. In seguito la direzione passò al solo Coiro (R1 R2). Gli storici ufficiali crearono al Cavour la fama di grande imprenditore agricolo, confondendo i fallimenti del Cavour con la sana amministrazione e con i buoni risultati del Coiro che, al contrario del Cavour, non inseguiva ipotesi non sperimentate o idee suggestive.

 

la leggenda del cavour imprenditore agrario – II

Nei suoi viaggi in Inghilterra Cavour aveva avuto modo di osservare la tecnica del drenaggio dei terreni. Decise di dare sperimentazione a questa tecnica, assumendosene personalmente il rischio e le spese. Nonostante l’impegno, la sperimentazione fallì per errori tecnici e per la diversità dei terreni. Una condotta più prudente avrebbe evitato il cattivo esito. Nella complessiva esperienza di Cavour agricoltore e uomo d’affari i rischi assunti furono eccessivi e le perdite talora gravi (R2). Tornano alla mente gli avvertimenti del padre marchese Michele che invitava il figlio a non intraprendere iniziative se non sperimentate a proprio rischio da altri (R1). Considerazioni: Gli storici ufficiali hanno sempre giustificato i fallimenti del Cavour imprenditore (quelli informati, poiché la maggioranza hanno ripetuto pappagallescamente la favola del Cavour sagace imprenditore) con i risultati che avrebbe avuto con l’unità d’Italia, creando così una relazione tra fatti non accettabile. Noi sappiamo che sempre, quando i risultati dipendevano direttamente dal Cavour, questi sono stati negativi.

 

abuso di potere

Cavour impedì la realizzazione di quello che poi diventerà il Canale che da lui prese il nome, secondo il progetto originario: perché prevedeva l’attraversamento della sua azienda agricola (R2).

 

la leggenda del cavour imprenditore – I

Con il grande sviluppo delle ferrovie che in quegli anni si stava realizzando, Cavour, entrato in quegli ambienti finanziari protestanti ed ebraici, come abbiamo visto, iniziò la sua carriera di imprenditore con due clamorosi fallimenti. Si costituì nel 1838 la Compagnie Savoyarde che aveva come oggetto sociale il collegamento di Chambéry e Lione attraverso ferrovia e navigazione fluviale. Impegnatosi con 20 mila lire su un capitale iniziale di 1.200.000, aumentò la sua quota di altre 20 mila lire mentre la Compagnie stava annaspando a causa del cattivo progetto. Successivamente, con la Compagnie che stava già fallendo si impegnò per una cifra imprecisata chiamando il padre, ancora una volta, in aiuto. La Compagnie a dispetto della fede del Cavour fallì. Il nostro a questo punto concepì il progetto di una nuova società che avrebbe dovuto aggiudicarsi i beni della Compagnie Savoyarde fallita. In questa nuova società Cavour si impegnò con 40 mila lire. Anche questa nuova società fallì! E se nella prima era entrato nel consiglio di amministrazione dopo la costituzione, nella seconda ne fu promotore, maggiore azionista e tentò di salvarla entrando nella Reale Commissione per le strade ferrate per influenzarne le decisioni (R1).

 

la leggenda del cavour imprenditore – II

Nel 1846 Cavour concepì il disegno di unire due fabbriche torinesi di prodotti chimici per utilizzarne i sottoprodotti come fertilizzanti per l’agricoltura. Nel 1847 veniva costituita la Schiapparelli Rossi e C. Il Coiro al quale fu inviato questo concime perché lo provasse affermò: “Devo mio malgrado fare sentire che il concime Schiapparelli non vale un acca”. A causa dell’andamento negativo Cavour portò il suo impegno finanziario dalle iniziali 20 mila lire a 100 mila. Nel 1856 la Schiapparelli Rossi e C. fallì (R2).

 

la leggenda del cavour imprenditore – III

Nel 1844 si costituì una compagnia per la realizzazione del progetto di costruzione della ferrovia Torino Alessandria. Il capitale era di 30 milioni, equamente diviso tra tre gruppi, tutti di ambiente protestante. Al gruppo parigino facevano capo il banchiere Gabriel Odier ed il barone Adolphe d’Eichtal. Il gruppo ginevrino comprendeva le banche Hentsch, Turrettini e Pictet, Naville e Lombard Odier. Infine il gruppo piemontese faceva capo ai De La Rüe, banchieri genovesi amici di Cavour, ed ai banchieri Mestrezat. Cavour aveva assicurato i banchieri sulla riuscita dell’impresa per la presenza nella commissione governativa di un persona che l’avrebbe favorita facendo avere la concessione da parte del governo. Le dimissioni di questo personaggio fecero fallire il progetto (R2).

 

la leggenda del cavour imprenditore – IV

Nel 1850 si costituì la Gaston Blondel e C. per la brillatura del riso nella quale Cavour investì 100 mila lire su 500 mila di capitale. Nel settembre dell’anno successivo la società fu sciolta con perdite per Cavour di oltre 11 mila lire (R2).

 

la leggenda del cavour imprenditore – V

Uno dei più significativi avvenimenti che ci chiarisce quale fosse l’ambiente nel quale si muoveva Cavour e che spiega un personaggio tutto sommato di terzo ordine, senza particolari caratteristiche di importanza, anche nel suo paese di terzo ordine, è quello della fornitura di materiale ferroviario allo Stato sabaudo da parte di ditte straniere, favorita dal Cavour. Associato alla banca Dupré e, ancora una volta, ai De La Rüe, Cavour divenne mediatore per forniture allo Stato di materiale ferroviario da parte di una ditta inglese, la Castellain di Liverpool. Strane vicende caratterizzarono questi affari: aste in cui il vincitore si ritirava, contestazioni della qualità dei materiali poi accettati. Questa volta Cavour lucrò 50 mila lire ma ben si può pensare che i guadagni vennero da maneggi e non da abilità nel condurre gli affari (R2).

 

la leggenda del cavour imprenditore…

Specialmente tra il 1843 e il 1850 quando entrò al governo, Cavour si dedicò ad una serie svariatissima di iniziative agricole, industriali, commerciali, finanziarie, bancarie. Michelangelo Castelli, come vedremo la persona a lui più fedele, tanto da essere nominato a capo degli archivi di Torino, e quindi cane da guardia delle vere informazioni contenute nei documenti, riferisce che in gran parte le speculazioni cavouriane si chiusero in perdita per il conte che “nella pratica perdeva i benefizi che doveva ripromettersi nella teorica” (R2). Considerazioni: In tutti libri da me consultati non ho mai trovato la spiegazione dell’origine dei capitali che Cavour investiva e distruggeva. Salvo alcuni accenni ai banchieri genovesi De La Rüe ed ai banchieri ginevrini de La Rive che finanziarono parzialmente alcune imprese, il resto è mistero. Come vedremo più avanti, a proposito dei carteggi dei Savoia, la storia, quella scritta, è ancora in gran parte da leggere. Quella non scritta, quella vera, deve essere ritrovata con metodo logico e critico.

 

Carmine De Marco

Fonte brigantaggio.net

(dal libro Revisione della Storia dell’Unità d’Italia)

da: http://www.adsic.it/storia/Cavour.htm

 

 

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