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Chi era Nicola Santangelo, a Busso lo sanno e non lo sanno – Alta Terra di Lavoro

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già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Chi era Nicola Santangelo, a Busso lo sanno e non lo sanno

Posted by on Ago 11, 2017

Chi era Nicola Santangelo, a Busso lo sanno e non lo sanno

Quanti di voi sanno chi era Nicola Santangelo e che cosa ha fatto? Ebbene se ne volete sapere di più queste sono le informazioni che ho trovato ….

Nicola Santangelo, ministro dell’Interno per oltre un decennio nel Regno delle Due Sicilie,  nasce a Napoli il 5 gennaio 1785 da famiglia molisana di Busso (Campobasso).
Il padre, Francesco Santangelo, nato a Busso il 23 giugno 1754, è avvocato di grande fama nel Foro partenopeo. Intellettuale puro, esperto di letteratura, storia, archeologia e numismatica, colleziona quadri, statue, marmi, bronzi, vasi etruschi, monete e stampe, raccolta poi incrementata dal primogenito Nicola con la collaborazione dell’ultimo figlio Michele.
Nicola, dopo aver completato gli studi giuridici, nel 1797, a ventidue anni, viene nominato uditore al Consiglio di Stato; nel 1809 viene promosso segretario dell’Intendenza in Terra di Lavoro (l’odierna provincia di Caserta) e nel 1811 diventa, a soli ventisei anni, intendente di Basilicata. Avendo ottenuto ottimi risultati nella repressione del brigantaggio, viene trasferito a Reggio Calabria con la nomina a Intendente di Calabria.

Nel 1822 passa negli ordini giudiziari con il grado di Giudice della Gran Corte Civile di Napoli. Due anni dopo, nel 1824, viene mandato Intendente in Capitanata, promuovendo a Foggia la nascita del Teatro Comunale e del Monte di Pietà, riordinando i pascoli del Tavoliere, realizzando numerose opere pubbliche e incrementando il numero di fiere.
Nicola Santangelo dopo aver manifestato una grande volontà riformatrice e un’intraprendenza inusuale e aver acquisito grandi benemerenze, viene nominato da Francesco I, con Regio decreto del 23 ottobre 1831, Ministro nel dicastero degli Affari Interni, carica che tiene ininterrottamente per oltre tre lustri fino al 1847.

La nomina suscita tra i molisani attese e speranze, per un decisivo contributo al miglioramento del tenore di vita delle popolazioni, riassumibili in un discorso a lui dedicato a Campobasso da Alfonso Filipponi sul modo di far risorgere le arti e l’artigianato nel Molise.

fonte

busso.info

 

nicola1

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