Alta Terra di Lavoro

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“Chiacchiere e tabacchere e’ lignamm o’ Banco ‘e Napule nun ne ‘mpegna!“

Posted by on Apr 1, 2020

“Chiacchiere e tabacchere e’ lignamm  o’ Banco ‘e Napule nun ne ‘mpegna!“

Traduzione : “Chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non ne impegna! “.

Un antico proverbio colmo di saggezza, come tante cose del nostro popolo di quando era un popolo libero, autonomo e non vessato e asservito contro i suoi voleri a quelli che – con amara ironia – si usa chiamare “i fratelli d’Italia”.

E quale metafora o allegoria, che dir si voglia, intende enunciare?

Che le parole e le promesse, o gli oggetti di nessun valore, quello che era il più grande e prestigioso Istituto Bancario del Sud (quando non aveva ancora la vergognosa intitolazione di Banco di Napoli Istituto S. Paolo di Torino- frutto dell’ultimo esproprio/appropriazione dei nostri tempi -) non li impegna perché cose di poco conto e non quantificabili. Ovvero, per dirla più esplicitamente, : non raccontate frottole o fate promesse inattendibili e fatue perché si sa già il loro esito ed il nostro popolo non intende esser preso in giro!

Ebbene, tutto ciò invece sembra l’ultima malsana abitudine che l’ultimo malgoverno di questa Italietta con il suo imbonitore da circo pubblicitario – il Cavaliere con molte macchie e senza paura – attua a scopo elettorale già da prima del suo avvento.

Il Sud svenduto a chiacchiere come obiettivo di questo governo, salvo a contenere nella sua coalizione il partito più antimeridionale che si sia mai visto : quella armata Brancaleone della Lega!

Governo sudista nel senso di vincere in Sicilia le elezioni con risultato bulgaro di 61 collegi conquistati su 61, frutto di troppo facilmente intuibili connivenze innominabili! Governo pronto a sostenere un federalismo leghista del tipo : “sempre più ai più ricchi, e il Sud a piangersela con il suo dissesto frutto di oltre un secolo di malgoverni, espropri ecc…”. Governo pronto a sostenere la taumaturgica flessibilità che invita i nostri figli alla terza emigrazione biblica della sua storia!

Governo pronto a sostenere con il suo ministro dell’economia (dall’aspetto di dispettoso primo della classe alle scuole medie – quello che non ti vuol passare il compito! -) le gabbie salariali per i figli di un Dio minore del meridione.

Governo pronto a non muovere un dito su Scanziano e Melfi, se non a fronte di mobilitazioni forti che dovrebbero insegnarci che uniti e senza mollare si può anche vincere.

Governo pronto a promettere e fare la sua opera magna (secondo una rinnovata abitudine da ventennio fascista) che lasci ai posteri la sua grandezza e magnanimità; ossia : “ starete male, non avete lavoro, c’è degrado ecc… però guardate che bell’opera (forse inutile, ma così ardita!) che vi vogliamo regalare! “

Governo che disattende, compiendo a Maggio 2004 il 18 mese di una delle sue tante bufale promesse al Sud, la dichiarazione che in massimo 24 mesi avrebbe ricostruito i danni del terremoto in Molise; risultato ad oggi : nulla!

Ed allora il Sud che fa?

Innanzitutto si spera prenda atto che il famoso proverbio sopraccitato è più che mai attuale, e lo conosce fin troppo bene sulla sua pelle : lo hanno attuato i Piemontesi, Garibaldi, Mussolini, il Partito Comunista negli anni ’50, i governi democristiani, i suoi parlamentari ascari di questi governi, e buon ultimo ma in maniera oltremodo sfacciata ed insopportabile il Cavaliere in doppiopetto ed il suo stuolo di nani, ruffiani e ballerine con i suoi alleati.

Si spera che se ne ricordi al momento opportuno per scacciarli come priorità dei nostri giorni, lavorando poi ad organizzarsi per un futuro il più autonomo ed indipendente possibile che gli ridia dignità troppo a lungo sopite. Nel frattempo però il nostro è un popolo allegro, d’un’ironia impagabile e con la gioia e il ricordo della sua storia e delle sue tradizioni e dei suoi canti. Perciò tutti Sabato 22 Maggio a Napoli al raduno festoso per rinverdire la nostra proverbiale predisposizione all’arte che contraddistingue un popolo vivo da uno di pecore!

Viva il Regno!

Andrea Balìa

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