Alta Terra di Lavoro

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CLAUDIO SALTARELLI AI PIEDI DI FRA DIAVOLO

Posted by on Set 10, 2019

CLAUDIO SALTARELLI AI PIEDI DI FRA DIAVOLO

8 settembre data che evoca ricordi ancora vivi e dibattiti che nascono solo per dare un indirizzo ideologico a seconda di chi li mette in campo ma alla fine gli eventi in quel giorno, armistizio firmato da Badoglio e cambio di alleato a guerra in corso con relativa fuga a Brindisi dei Savoia, accadono da quando è nata la nazione chiamata Italia. Gli opportunismi  e i tradimenti sono il tratto dominante di questo paese fin dalla sua genesi a cominciare dalle famose guerre di Indipendenza dove i Francesi battevano gli Austriaci lasciando sul campo decine di migliaia di morti mentre il Piemonte, che partecipava come super visore, aumentava i propri territori. Si continua con la presa di Roma a Porta Pia dove la giovane Italia approfittava della batosta che i Francesi (erano i difensori dello Stato Pontificio)  ebbero a Sedan dai Prussiani per terminare il processo unitario. Si continua con la Prima Guerra Mondiale dove butta nel cestino l’alleanza con Germania ed Austria per diventare alleata di Francia ed Inghilterra alla vigilia della guerra, per arrivare alla vigilia della Seconda Guerra quando,  all’improvviso,  tenta di invadere la vicina Francia nottetempo. Insomma il trasformismo e il relativismo è la guida ispiratrice della classe dirigente di questo paese nata nel decennio francese ( la famiglia Cavour ne è l’esempio più fulgido) che grazie alle teorie politiche di Macchiavelli viene esaltata come l’arte nobile della politica. Per una strana coincidenza o forse voluta da chi comanda e che risiede ai piani superiori l’otto settembre ’19 ad Itri è accaduto qualcosa di inedito e per la prima volta in Italia come l’inaugurazione di un busto dedicato ad un personaggio che l’undici novembre 1806 decise di affrontare la morte rifiutando un allettante offerta da parte di chi lo aveva catturato e con moglie e figli a carico, parliamo di Michele Arcangelo Pezza Duca di Cassano alias Fra Diavolo. Un uomo considerato un volgare delinquente per gli storici salariati italiani mentre per chi lo ha combattuto, i giacobini Francesi,  è un vero Eroe meritevole di rispetto ed ammirazione, se fosse stato francese gli avrebbero messo una statua ad ogni angolo di strada. Fra Diavolo ha inventato la guerriglia moderna che gli ha permesso con il suo piccolo esercito di mettere in seria difficoltà, e più volte, l’esercito più attrezzato dell’epoca  quello Napoleonico. Era un uomo audace, molto intelligente, astuto, geniale, leale, fedele alla sua famiglia, alla sua Terra, alla sua Religione, quella Cattolica,  al suo Re e amato dai suoi soldati come accadeva ad Annibale, ad Alessandro, a Giulio Cesare e al Gran Capitano. Famosissimi i suoi travestimenti con cui ingannava i suoi nemici come famosa la sua indole di cavaliere medievale che rispettava i prigionieri, se donne le rimandava a casa, e non veniva mai meno agli impegni economici presi anticipando di tasca di propria gli emolumenti alla sua truppa senza perdere la fede per il suo Sovrano, Ferdinando IV di Borbone, anche quando questi venne meno agli impegni assunti. La cosa più grande comunque rimane quando rifiutò di passare all’esercito francese che gli promise di conservare il proprio grado di Colonnello decidendo di farsi impiccare perché aveva giurato per un solo Dio e un solo Re, con questo gesto si può tranquillamente affermare che non parliamo piu di un Eroe ma di un Mito. Se qualche tempo fa poteva dar fastidio sentir chiamare Fra Diavolo un Brigante oggi dopo il ripristino di verità storiche sentirlo chiamare con questo aggettivo è un onore e purtroppo per chi da anni cerca di infangarlo, come si fa con gli eroi vandeani e i Briganti Insorgenti postunitari,  è diventato un problema e se non lo è più lo dobbiamo anche grazie alla comunità di Itri, si puo dire finalmente, che attraverso il “Comitato Sant’Angelo” e il contributo della Banca del credito cooperativo- Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino e il grande amore per il Mito Itrano di Alfredo Saccoccio l’otto settembre ’19  ha scoperto un bellissimo Busto creato dallo scultore Raffaele Mollo posto in Piazza Fra Diavolo di fronte alla casa dove è nato e preceduto da un bellissimo convegno tenutosi  nella chiesa di San Michele Arcangelo, dove fu battezzato il Pezza, che ha visto come protagonisti lo storico Laborino Fernando Riccardi, lo storico napoletano Erminio De Biase, il biografo più accreditato di Fra Diavolo Alfredo Saccoccio e Michele Pezza erede diretto del colonello dell’esercito Napoletano.

Per i libri Michele Arcangelo Pezza alias Fra Diavolo ha raggiunto il mondo dei giusti l’11 novembre 1806 ma per chi sente un Insorgente, Laborino, Italico e Napolitano il mito Itrano è ancora vivo e se nonostante l’iconoclastasia storico culturale, che come un virus ha contagiato questo paese da piu di 150 anni, siamo sempre qui e sempre più forti a tenere in vita il suo ricordo, vuol dire che un pezzettino di lui e anche dentro di noi e paradossalmente anche un pezzettino di noi e dentro di lui anche se si trova lassù. L’otto settembre ’19 è l’inizio di una nuova era e se molti ancora perderanno tempo per inventarsi delle spiegazioni più o meno intellettuali per giustificare gli avvenimenti dell’otto settembre 1943 per noi Napolitani sarà un giorno speciale perché ricorderemo con gioia il nuovo battesimo di Fra Diavolo e non avremo bisogno di inventarci nulla per giustificare i festeggiamenti perché saremo sempre protetti dalla nostra storia sperando che prima o poi vedremo la statua di Fra Diavolo a posto di quella di Garibaldi che si trova a Napoli alla “Ferrovia”.

Claudio Saltarelli    

articolo già pubblicato su l’Inchiesta di Cassino

1 Comment

  1. Complimenti vivissimi! Viva Fra Diavolo! Sono felice per voi… era ora che il vostro eroe avesse l’onore di una statua, misconosciuto come e’ stato per troppo tempo dai nostrani detrattori, o servile stupidita’. caterina ossi

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