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Combattimenti d’Isernia – Alta Terra di Lavoro

Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Combattimenti d’Isernia

Posted by on Giu 20, 2017

Combattimenti d’Isernia

RICERCA EFFETTUATA SU “GOOGLE LIBRI” DAL LIBRO ” GLI AVVENIMENTI D’ITALIA DEL 1869 ”  VOL.II -VENEZIA 1861 Da pag.100 A 104

– CAPITOLO SESTO Combattimenti d’Isernia.

  1. Nel giorno 19 ottobre moveva una colonna di appena 700 garibaldini per riprendere Isernia (città della Provincia di Molise a 12 leghe N. da Campobasso, ha 5200 abitanti) ai regii. Questi l’attesero e s’impegnò tra loro accanita zuffa.

I garibaldini erano circondati dai regii e reazionarii in numero circa di 7000 con artiglieria. Si batterono disperatamente, ma furono soverchiati dal numero.

Parecchi garibaldini furono fatti prigionieri, alcuni morti e feriti, altri dispersi. Tra i prigionieri fu il capellano, che venne tagliato a pezzi; due o tre ufficiali vennero feriti lungo la via e poi rinchiusi in una stanza senza cibo e assistenza.

  1. Nel mattino del 19 ottobre, fra le 7 e 8, la più avanzata cala sull’alto del Macer0ne da tre colonne napoletane, sommanti fra tutte e tre a 6000 uomini all’incirca, cioè 3000 gendarmi di fanteria, 1500 uomini del 1.° di linea, 1200 o 1500 urbani, due pezzi d’artiglieria. Il generale Griffini si trovò per un’ ora e mezzo solo con due battaglioni di bersaglieri ed una sezione d’artiglieria sull’ alto del Macerone, là dove è scavalcato dalla strada postale, osservando i movimenti delle tre colonne nemiche, una delle quali saliva direttamente per la strada ad attaccare il centro; le due altre, per due contrafforti laterali, tendevano a girare la posizione. Il generale Cialdini arrivò più celeremente che potè, per la lunghissima salita, colla brigata Regina e spingendo subito qualche battaglione a destra e a sinistra, ed avanzando contemporaneamente al centro, in poco più di mezz’ora sbaragliò completamente il nemico. Uno squadrone di lancieri Novara (capitano Montiglio), condotto dallo stesso generale Griffini e seguito alla corsa dal 7° bersaglieri, si rovesciarono sui fuggiaschi ed arrivarono ad Isernia prima di loro.

III. Per altro i napoletani riuscirono a trarsi d’ impaccio lasciando in potere dei piemontesi il generale Scotti-Douglas, 50 ufficiali, 800 uomini e la bandiera del primo reggimento. I napoletani in questo combattimento ebbero un rovescio, mg arrestarono per due giorni il cammino de’ piemontesi e poterono ritirarsi a Venafro ( Venafro, piccola città nella Terra di Lavoro a 17 leghe N. 0. da Napoli, presso la sorgente dol Volturno, ha 2,400 abitanti.) e di là a Teano ( piccola città nella Terra di Lavoro a 5 leghe N. O. da Capua,conta 3,100 abitanti)

CAPITOLO SETTIMO Reazione.

  1. Circa ai 20 ottobre scrivevasi che la grave insurrezione d’Isernia era finalmente repressa, sconfitti i soldati borbonici e fugati gl’insorti reazionarii. La spedizione guidata del colonnello Nullo ebbe a soffrire gravi perdite nelle imboscate, in cui la colsero i paesani insorti.
  2. Ma verso la fine di ottobre la reazione si andava sempre più estendendosi nelle Provincie. A Carbona ( Carbona, città nella Basilicata a 14 leghe da Potenza, ha 2570 abitanti.) si gridò Viva Francesco II, furono uccisi il capitano della guardia nazionale ed altri otto individui, noti come liberali. A Castel Saraceno rimasero ( Castel Saraceno, borgata nella Basilicata a 4 leghe e tre quarti E. N, da Lagonegro, ha 9,200 abitanti. ) vittime due ufficiali della guardia nazionale ed un canonico. Le case dei liberali furono incendiate.

A Montesano (Montesano, borgata nel Principato Citeriore a 8 leghe N. N. E, da Policastro, con 4600 abitanti. ), Provincia di Salerno, altro movimento simile, con due morti. Così pure a Latronico (Latronico, piccola città nella Basilicata a 9 leghe S. 0. da Tursi , con 2200 abitanti. ). Accorse la guardia nazionale arrestò oltre 700 persone. Si manifestavano segni di reazione su’ tutt’ i punti delle Calabrie.

fonte

pontelandolfonews.com

 

pagine-da-isernia-al-cadere-de-borboni-on-line-6

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