Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

CON LA FESTA POPOLARE DELLA TAMMORRA SESSA TORNA A SCRIVERE LA STORIA

Posted by on Lug 14, 2019

CON LA FESTA POPOLARE DELLA TAMMORRA SESSA TORNA A SCRIVERE LA STORIA

Chi conosce anche leggermente la storia del territorio Aurunco, della Terra di Lavoro e del Regno di Napoli sa perfettamente che la prima edizione della Festa Popolare della Tammorra tenutasi a Sessa Aurunca, una volta Ducato, non era un episodio sporadico se avesse avuto un riscontro positivo ma sarebbe stato solo l’inizio di una nuova storia. Sono bastati due anni e le suddette previsioni si sono avverate infatti siamo giunti alla sola terza edizione e la Festa è diventata una tre giorni di Musica Popolare attesa nell’ ex prestigioso Ducato ma anche in tutto l’ex Regno e se inizialmente erano gli organizzatori che avevano bisogno di cercare gli artisti per farli aderire all’evento oggi le cose si sono ribaltate, sono gli artisti che aspettano di essere chiamati, fatta eccezione per Carlo Faiello e per Marcello Colasurdo che hanno una storia artistica troppo importante per essere confusi con la massa, perché è diventata una tappa prestigiosa per qualsiasi artista che vuole fare CV. Non c ‘è stato bisogno di troppo tempo per arrivare a ciò perché la storia antica e Aristocratica di Sessa è cosi importante che quando decide di svegliarsi dalla controra, in cui è stata costretta da quasi 160 anni, appare in tutta la sua bellezza e regalità seguendo nei modi e nello stile, ovviamente in dimensioni diverse, la sua naturale Capitale che è Napoli. Sessa ha 3000 anni di storia prima greca, poi italica, poi romana per avere la sua definitiva consacrazione con il Regno di Napoli infatti basta andare in giro per Napoli e alzare un pochino gli occhi al cielo per vedere raffigurati le gesta della famiglia Marzano oppure aprire qualche libro di archivio per vedere come dal Gran Capitano in poi, il più grande condottiero della storia post impero romano, spesso il Re di Napoli era anche Duca di Sessa, ancora esiste come titolo nobiliare e si trova in Spagna. Per la sua felice posizione geografica Sessa è sempre stata tappa obbligata di Re ed Imperatori che da Roma si spostavano a Napoli che si fermavano volentieri anche perché sapevano di avere un scambio culturale, a quei tempi la classe dirigente sapeva riconoscere senza avere consiglieri chi era e non appariva soltanto ammettendo anche un’eventuale superiorità, e questo le ha permesso di avere un baule così grande di conoscenze che nemmeno “l’iconoclastia storico culturale” che pochi soggetti cercano di attuare dal 1799 è riuscito a distruggere. Sessa, anche se gli Italiani Risorgimentali cercano di camuffarla con epigrafi, lapidi e nomi innalzati in onore dei Savoia, è Longobarda, Normanna, Sveva, Angioina, Aragonese, Spagnola e Borbonica come i più attenti ma anche quelli più distratti, notano passeggiando per il Borgo. Come si suol dire Sessa ha le pietre che parlano e la lingua che parla è quella Napoletana e come la sua più illustre sorella Maggiore le sue pietre oltre a parlare diffondono musica quella importante che apprezziamo da sempre nella settimana Santa e dai tanti musicisti e cantanti che li nascono. Senza andare a parlare della tradizione filosofica, giuridica e letteraria di Sessa ma soffermandoci su la sola arte musicale, Sessa è ancora oggi una fucina di talenti di dimensione universale che arricchiscono se stessa e insieme ad altre realtà come Piedimonte Matese, Pignataro Maggiore, Ailano e Casapulla, le prime che mi son venute in mente, arricchiscono tutta la Terra di Lavoro. Quindi, anche nell’organizzare un evento di musica popolare, Sessa non poteva tradire e grazie anche al suo essere teatro naturale siamo certi che ci regalerà una tre giorni, 19, 20 e 21 luglio, da incorniciare e se due anni fa citai nomi e cognomi di chi organizzava l’evento questa volta non ne farò nemmeno uno perché quest’anno è tutto il popolo sessano coinvolto nell’ organizzazione e che, come in occasione della settimana Santa, ha deciso di tornare ad essere protagonista della storia come ha sempre fatto . Certo sono lontani e forse irripetibili i tempi in cui Re e Imperatori soggiornavano a Sessa anche perchè quelli erano anche tempi in cui tutta la penisola Italica era un faro di civiltà per il pianeta e l’umanità tutta mentre oggi è ridotta a colonia culturale per aver cancellato la sua identità, ma lo spirito che anima il popolo Sessano per questo evento è sempre quello di un tempo. Se un popolo lo conosci da come mangia e da come parla il sessano lo conosci anche per come mangia e siccome “mangia bene” in questi tre giorni anche il cibo sarà il protagonista e si potranno apprezzare le ricchezze che il territorio offre da sempre e che hanno fatto la storia della cucina mondiale. A cominciare dal più antico Vino, insieme ad uno Armeno, oggi esistente che è il Falerno, come il prestigiosissimo Olio d’Oliva o come la grande offerta di ortaggi di ogni tipo che la felice combinazione microclimatica, mare, sole e vulcano, li rende unici. Oltre al Comune di Sessa Aurunca e ad altri enti culturali locali ci sarà anche la presenza di associazioni di Roccamonfina che contribuiranno, soprattutto con il materiale umano, alla riuscita dell’evento e che ci fa comprendere che se Sessa decide di tornare “Ducato” sarà sempre una guida per tutto il suo comprensorio. Noi tutti dobbiamo essere grati all’eroismo del popolo Sessano che imperterrito e con forza ha deciso di essere il fedele custode delle sue tradizioni e della sua identità difendendolo dai tanti attacchi ed inquinamenti che il modernismo cerca di sferrargli in tutti i modi. Il Sessano sa di avere alle spalle una storia di 3000 anni troppo importante e sa perfettamente che continuare a camminare sul percorso della Tradizione gli permette di avere una visione periferica molto ampia utile per anticipare sempre i tempi anche quando pensiamo che è arrivata tardi, come accade del resto in tutto l’ex Regno e in tutto il Mediterraneo. Non vi “incazzate” quando vi trovate al cospetto di un Sessano se vi sembra scostante e superbo perché di fronte avete una persona che da sempre è abituata a confrontarsi con luminari ed eccellenze di ogni genere e sanno riconoscere chi “è e chi non è” e se in voi trovano un valore state certi che vi tratteranno alla pari con umiltà e disponibilità per dare e ricevere. Non dimenticate, altresì, che a casa loro faranno come vogliono, ovviamente acquisendo e imparando anche dagli altri, perché sono consapevoli che quando si vuol fare una cosa che duri nel tempo devi mettere in conto errori e piccoli fallimenti e come si dice…”sbagliando si impara”. Concludendo a Sessa le cose le possono fare solo i Sessani vi posso chiedere collaborazione ed anche una mano, la chiedono se ne hanno bisogno non temete, ma la devono fare loro non fosse per altro che le suddette Pietre se non vedono i soliti passi e le solite gambe anche nei giorni di festa si rifugiano nel silenzio senza emettere più parole e suoni, buona festa a tutti

Claudio Saltarelli

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