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Consenso sessuale. La nuova severissima legge della Svezia

Posted by on Set 6, 2018

Consenso sessuale. La nuova severissima legge della Svezia

“”Se fate l’amore in Svezia, date da oggi garanzie precise e inconfutabili di reciproco consenso. Ogni atto sessuale compiuto senza prova netta di consenso di entrambi i partner della coppia, anche senza minaccia di stupro o molestie, diventa reato penale.

E se cadete in mano alla giustizia o alla polizia svedesi in un caso del genere, non sperate di cavarvela. La legge in merito, approvata a larga maggioranza settimane fa dal Riksdag (il Parlamento reale), adesso è in vigore. È arrivata, come legge forse tra le più radicali del mondo in materia, sul’onda lunga dello scandalo globale #metoo e sulle sue propaggini svedesi. Propaggini le quali hanno scosso il mondo del cinema e del teatro chiamando in causa persino a posteriori il grande maestro Ingmar Bergman con denunce e racconti che continuano. Sia soprattutto l’Accademia del Nobel. La quale a causa degli scandali di molestie e pressioni sessuali è stata recentemente investita da dimissioni a raffica. Per cui quest’anno, caso eccezionale, il Nobel per la Letteratura non è stato conferito.
«Da oggi in poi i giudici e gli agenti cui verranno sporte denunce dovranno ben verificare se il sì all’atto sessuale sia stato chiaramente, inequivocabilmente espresso con parole ,esplicite, gesti o altri segnali inequivocabili», spiega la giudice Anna Hannell.
Contemporaneamente il governo di sinistra uscente (si vota il 9 settembre) ha deciso di allocare una somma pari a 11,5 milioni di euro per la lotta contro ogni tipo di molestie sessuali. «È un segnale decisivo”, ha detto alla radio pubblica SverigesRadio Emil Gustavsson, leader dell’associazione “uomini per la gender equality”. Ha aggiunto: «Proprio da noi nella Svezia ritenuta ai vertici mondiali dell’uguaglianza donna-uomo è necessario passare ai fatti».
Secondo Ida Östensson leader della fondazione Make equal, «finalmente abbiamo una legislazione che protegge nei fatti l’integrità fisica e sessuale».””

Articolo di Andrea Tarquini (Repubblica 2.7.18)

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