Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

“DEL BRIGANTAGGIO NEL REGNO DI NAPOLI”…..3° parte

Posted by on Lug 11, 2019

“DEL BRIGANTAGGIO NEL REGNO DI NAPOLI”…..3° parte

Ora che cosa di simile può allegarsi sotto la dinastia borbonica? Allorché i Piemontesi vennero nel regno esisteva un sol brigante in tutta la vasta estensione del paese? Eppure la configurazione del suolo era la stessa; la vita cenobitica dei montanari, i costumi, la religione, la coltura e tulle le altre cose a cui ricorre il sig. Jorioz, erano le stesse. Come dunque allora di brigantaggio non v’era ombra, benché, come dice il sig. Jorioz, il popolo fosse straziato dal più scellerato dei Governi, e solo adesso che a quel Governo oppressore è sottentrato un Governo riparatore, il Brigantaggio è sorto e giganteggia ogni dì più?

Sarà forse il cattivo gusto dei paesani, che non sanno conoscere il loro meglio?
Sia pure; ma ciò nulla giova al proposito; giacché resta sempre vero che la cagione del brigantaggio è politica, cioè l’odio al nuovo Governo.
In somma la cagione di un fatto, che non si manifesta se non in un dato tempo, non può essere se non quella che in esso tempo è sopravvenuta, non già quella che si avverava anche prima, senza che però quel fatto apparisse.

Ora tutte le cagioni, da cui il sig. Jorioz ripete il brigantaggio, si verificavano anche prima dell’invasione piemontese, e nondimeno in nessun angolo del regno era sentore di brigantaggio: e per contrario il brigantaggio si è subilo manifestato, appena l’invasione piemontese è stata compiuta.

Dunque a questa e non a quelle si dee ascrivere il brigantaggio; e però la sua cagione è politica (1.

Ma il più bello è che lo stesso sig. Jorioz, dopo essersi tanto affaticato a negare che il brigantaggio napolitano sia d’ indole politica, viene da ultimo a concederlo in termini abbastanza espressivi. Imperocché essendosi falla l’obbiezione di aver egli stesso diviso il brigantaggio napoletano in comune e politico; risponde così:

«Questo è vero; io divisi nell’esordio del mio studio il brigantaggio in politico ed in comune, e ciò per istradare il mio lettore a ben comprendere il genere della storia che io m’accingeva a narrare, perché si persuadesse che non tulle le bande combattono pel Re decaduto, e che quelle in principal modo della frontiera assumevano un carattere politico per le eccitazioni e gl’incoraggiamenti che ricevevano dal Seggio pontificale, e per la condizione delle persone che lo spingevano alla frontiera e le fornivano di stipendio, di vestiario, d’armi e di munizioni » (1

Lasciamo stare la svergognata ed irriverente calunnia di attribuire al Seggio pontificale gl’incoraggiamenti al brigantaggio, calunnia che, dopo la solenne mentita datale da tutto il Corpo diplomatico risedente in Roma, non merita neppure d’essere confutata; il certo è che, per esplicita confessione di esso Jorioz, il brigantaggio della frontiera ha carattere politico.

Or il brigantaggio della frontiera è quello appunto, di cui egli assume di parlare, come apparisce dallo stesso titolo del suo libro; ed è quello di cui solo egli può parlare con conoscenza di causa; giacché egli fu sempre nello Stato maggiore del Generale Covone, che comandava la zona militare di frontiera allo Stato pontificio.

Singolar maniera di argomentare!Si nega che il brigantaggio in generale abbia carattere politico; e di quell’unica parte, di cui l’argomentante può rendere testimonianza per propria esperienza, è costretto a confessare che il carattere politico c’era pur troppo.

Noi non sappiamo quanto il sig. Jorioz sia valente nelle armi; ma il certo è che egli si mostra di esserlo assai poco nella logica, la quale avrebbe dovuto insegnargli, che piuttosto la contraria affermazione gli si rendeva almeno probabile; cioè che dal vedere il carattere politico nelle bande da lui conosciute ex certa scientia, poteva congetturarsi il medesimo delle altre, per cagioni se non identiche almeno consimili.

Note
1) No! non insistiamo di vantaggio sopra questa dimostrazione, avendola ampiamente svolta, allorché confutammo un ragionamento simile a quello del sig. Jorioz, fatto dalla famosa Commissione stabilita dal Parlamento Subalpino per un’inchiesta sulle cause del Brigantaggio. Solamente a gloria degli onorevoli che componevano la detta Commissione, vogliamo qui ricordare l’elogio che ne tesse il nostro scrittore, giudice al certo non sospetto: «In queste precarie condizioni, e col ridicolo della inanità, che slava già a suggello della sua missione prima che da Torino partisse, la Commissione fece tutto quello che poteva fare nelle contingenze meschine ed eunuche in cui era posta. Mangiò copiosamente, bevette vini generosi, viaggiò principescamente, fece discorsi e brindisi a dozzine, ebbe applausi, ovazioni, luminarie e teatrali spettacoli, e poscia per non aver l’aria proprio di mangiare a tradimento il danaio pubblico, e darsi troppo buon tempo a spese dei minchioni contribuenti, sedè in consiglio e chiamò alla sua barra Generali, Prefetti, Colonelli, Consiglieri, Sindaci, Delegati, Giudici, Soldati, Guardie, Doganieri e Cationi, e da tutti estrasse a spilluzzico e con istento quel tanto che bastasse per fornire alla compilazione di un forbito ed eloquente discorso, da presentarsi al Parlamento italiano, sul risultato della sua missione e sul benefizio stragrande che ne hanno dovuto risentirne queste infelicissime Province.» Pag. 238.

1 Pag. 326.

2 Nell’eccellente giornale Correspondance de Rome, che si stampa in Roma da Scrittori francesi, al numero 303 (Samedi 4 Juin) trovasi un ragionatissimo articolo contro l’impudenza del Mornìng Posi, organo del Palmerston, che scagliava la medesima calunnia contro il Governo pontificio. In esso articolo vien dimostrato, coll’irrefragabile testimonianza de’ fatti, tutto ciò che il Governo pontificio ha operato per impedire l’arruolamento di briganti sul suo territorio, come ha sequestrato armi e munizioni che ai briganti non si fornivano da Roma, ma bensì si spedivano da Londra e da Marsiglia, come ha imprigionali tutti i briganti, che ricoverarono sul suolo pontificio, quali per esempio il terribile Pilone, tuttora in carcere, il Trocco co’ compagni, e Lo stesso Cipriano e Giona la Gala, per arrestare i quali il Pontefice ordinò l’abolizione dell’antico diritto d’asilo di Canemorto e di Conca, nella campagna romana, dove quelli s’erano rifuggiti. Ma ciò, che dovrebbe eccitare nel Mornibg Post, se avesse senso di onore, indignazione contro il Governo piemontese, si è l’arresto fatto dai Gendarmi pontificii del bandito Sarraconte, il quale, vendutosi a Torino, infestava la frontiera pontificia coll’incarico ricevuto di fingere d’aver a complico nei suoi eccessi il Governo pontificio. Il Sarraconte è nelle prigioni di Roma; e la Giustizia ha in mano le carte comprovanti il nefando trattato tra lui e gli agenti dell’onorato Governo italiano. Non sappiamo perché il sig. Jorioz tra i tanti briganti, da lui ricordati, ha passato sotto silenzio il Sarraconte e la sua banda. Forse un sentimento di pudore ne lo ha rattenuto.

3) Non abbiam parole che valgano a sfolgorare l’altra iniquità che coramelle il Governo riparatore; non solamente imprigionando, ma dopo la prigionia mandando a domicilio coatto, vai quanto dire a vera rilegazione, tutti quelli che esso crede favoreggiatori del brigantaggio. Né solamente uomini, ma donne, ed eziandio donzelle e pargoletti, separandole dalle loro famiglie e spesso inviando la madre in un luogo e la figliuola in un altro. Che dice di tali cose il sig. Palmerston? Chiamerà un tal Governo l’affermazione di Dio? Le cose son giunte a tale, che perfino i Deputati, benché abbiano interesse a velare le turpitudini dello stato presente d’Italia, tuttavia sono a quando a quando costretti a muoverne richiamo. Ecco come nella tornata degli 8 Giugno il Deputato Minervini parlava a’ suoi Colleghi, r Voi dovete sapere che si sono condannati alla morte e colla fucilazione anche nelle spalle (il che è contro la legge) individui volontariamente presentati. Si sono condannati a morte i minori arrestati non nell’atto dell’azione, non in conflagrazione; si sono passali per le armi individui non punibili per brigantaggio, ma semplicemente di reati comuni, usurpando il potere alla magistratura ordinaria, senza che il Guardasigilli se ne prendesse pensiero… Si Sodo condannate per manutengolo di briganti con complicità di primo grado le mogli dei briganti ai ferri a vita, e le figlie minori dei 12 anni a 10 a 15 anni di pena.» Atti ufficiali della Camera, n. 734, pag. 2358.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: