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Dietro il sorriso di Maometto di Alfredo Saccoccio

Posted by on Dic 5, 2017

Dietro il sorriso di Maometto di Alfredo Saccoccio

Il “Corano” cita Adamo in tredici  sure e almeno in cinquanta versetti, ma non evoca Eva che in un solo versetto ed ancora senza nominarla. Lo sapevate?

Il “ Corano” va fino a confermare la purezza di Maria, madre di Gesù (III, 42), e, a volo, la nascita virginale del Messia cristiano. L’ignoravate?

Altra questione difficile: ayatollah, letteralmente “ayat Ullah”, significa la manifestazione di Allah, il segno di Dio. Se ne dubitava un poco ad ascoltare le prediche degli imam.

Però perché dunque il bakchich è di ritorno? Con la manìa degli occidentali consistente nel redigere guide sempre più dettagliate sui siti da visitare “in priorità”, i giovani ricalcitrano ad esercitare il mestiere di guida. Ed essi hanno ora più bisogno dei turisti che i turisti non hanno bisogno dei giovani. I turisti, però, sono dei credenti ed occorre  dar loro l’ obolo alla grande Chiesa del viaggio. Avreste fortuna? Fareste una raccolta eccezionale? Vi si farà notare: “E’ Dio che ha fatto fruttificare il tuo bene”.

Non si saprebbe decidere se Allah è nei particolari, o “Iblis”, il diavolo, ma in un’epoca, la fobìa panica dell’islam è portata a mo’ di croce di Sant’Andrea da “intellettuali” di fama. Niente è più salutare che far rispondere alle parole altre parole…

La charia, di cui si parla a torto ed attraverso questi tempi, viene molto semplicemente dal verbo “chara’a”, prescrivere, e si compone dei testi canonici, essenzialmente il Corano e gli “hadiths”, cioè la vita, la morte e i miracoli del Profeta e, “a fortiori”, delle parole o dei commentarii che egli avrebbe emesso riguardo a tale o talaltro avvenimento della vita corrente, le sue interpretazioni del Corano, i suoi interrogativi o ancora le sue decisioni in materia di giustizia, ciò che non facilita la giurisprudenza.

L’impero del califfo, che valeva mille re, insieme papa ed imperatore, si divide in tre: la Dimora dell’Islam, la Dimora della negoziazione e della pace e la Dimora della guerra. E’ qui che si dispiegano i kamikaze, gli ideologi dottrinarii, gli aizzatori del crimine, che formano soldati e terroristi. Ben Laden, in uno dei suoi discorsi, dopo l’11 settembre1999, rivendicò l’Andalusia (“Balad al-Andalus”), come facente parte della Casa dell’islam, significando, con ciò, che una volta conquistato dall’islam, un territirio convertito non poteva mai essere abbandonato. E l’Andalusia è la sola in questo caso, eccetto la Sicilia.

Il termine “ harem”  significa interdetto (haram). Esso designa il luogo in cui non possono entrare i maschi estranei  alla famiglia, l’equivalente del gineceo della Grecia antica.

Tutto un articolo è consacrato ai favoriti e agli ermafroditi. Il loro statuto è inferiore a quello della donna, il quale è inferiore a quello del bambino, che è inferiore a quello dell’uomo. I favoriti si distinguono per la peluria che copre il loro volto, una peluria setosa “che non ha ancora virato al blu”, come cantato da Abu Nuwas, il grande poeta libertino dell’VIII secolo, presso al quale il nostro Casanova fa pallida figura. Il paradosso è che l’omosessualità è condannata dai testi sacri e l’interdetto riguarda tanto il consenso mutuo tra adulti quanto la pedofilia. Gli interdetti, però, sono fatti per essere trasgrediti.

L’escissione, che non è una pratica islamica, si perpetua tuttavia in numerosi Paesi, malgrado le consegne date dai testi ufficiali.

Gli eunuchi erano ancora molto bramati in tutto il mondo musulmano. Essi  erano “ il flagello del vizio e la colonna della fedeltà”, a detta di Montesquieu. Mai il carattere scandaloso, neanche l’idea che ciò lo fosse, sfiorò lo spirito di quegli uomini condannati a castrare i loro fratelli di più semplice condizione per realizzare il loro sogno di potenza. Mai.

L’articolo consacrato al velo, lo “hidjeb”, è raccomandato dal Corano in due versetti (XXIV, 31; XXXIII, 59), che istituiscono l’uso del velo da parte della donna. In realtà, il testo lascia libero il fedele di dare la sua interpretazione. La raccomandazione è dunque lasciata al giudizio sia dell’imam, sia del padre e talvolta anche del gruppo.La casistica dei Gesuiti, al tempo di Blaise Pascal, non era meno sottile…

Ci poniamo una domanda: come Maometto, un seduttore dal fascino illimitato, come un poligamo potente e generoso, che liberò la stordente Aicha dal sospetto di adulterio, che prese la difesa di Safiya, la sposa ebrea, che risparmiò alla vecchia Sawda l’onta del ripudio, come quest’uomo ha potuto legiferare in questi termini: “Ammonite quelle di cui temete l’infedeltà; relegatele in camere a parte e picchiatele” (sura 4, versetto 34). Come “l’amico del sesso debole” abbia potuto ordinare: “I credenti ti interrogano sulla mestruazione. Rispondi: è un male” (sura 2, versetto 222).

Altra sconcertante contraddizione: “Il Profeta mi accarezzava e mi succhiava la lingua”, confidava la stessa Aicha. E gli scribi annotavano rispettosamente su scapole di cammello, poi in copiose cronache, che faranno le lecite delizie delle biblioteche islamiche, mentre l’Europa cristiana le avrebbe messe sotto chiave nel raggio “Inferno”. E tuttavia la sessualità del Profeta è divenuta tabù. Per quale ragione? Da questa mescolanza di esibizione e di indietreggiamento deriva direttamente lo statuto miserevole delle donne.Dalle mille e una notte alle mille e una morte, non c’è che un passo. Perché?

Tuttavia, il mondo musulmano – assicura Martine Gozlan – ha inventato un arte d’amare e di godere che ha affascinato l’universo. “ E’ in esso che bisogna immergersi per ritrovare il sorriso di Maometto?”. Ecco un’espressione che si era piuttosto abituato a decifrare sul portale di Reims! Come si sarebbe amato che fosse anche lui scolpito nella pietra, ma si può inscrivere una figura nella sabbia del deserto?

L’Occidente riserbò a Maometto, durante il Medioevo, la fama di impostore, ma dobbiamo dire che fu quasi sempre generoso, liberale ed equilibrato, né amò accumulare grandi ricchezze. La stessa pluralità delle mogli, ben quattordici, può essere determinata, secondo alcuni arabisti moderni, da qualche veduta politica.

 

Alfredo Saccoccio

 

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