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Enrico Caruso, il suo sogno, il San Carlo e l’infanzia povera nei vicoli di Napoli

Posted by on Apr 4, 2018

Enrico Caruso, il suo sogno, il San Carlo e l’infanzia povera nei vicoli di Napoli

Enrico Caruso e il suo sogno. Il Tenore aveva già cantato alla Scala, ma per lui il sogno di sempre era la ribalta del Teatro San Carlo: lì solo poteva avvenire il riscatto dell’adolescenza, quando cantava da posteggiatore nelle trattorie di Santa Lucia e a sera tornava al vicolo San Giovanniello agli Ottocalli, dove abitava con la sua famiglia.

Dall’infanzia povera nei vicoli di Napoli fino alla ribalta internazionale nei grandi templi delle sette note: dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York. Quando ancora non esisteva lo star system, Enrico Caruso era già un divo, ammirato dagli uomini e amato dalle donne. E sono state proprie le donne a condizionare la sua vita, con un intreccio movimentato. Le prime furono le sorelle Ada e Rina Giachetti, fiorentine ed entrambe soprano amate, coccolate, tradite, riprese e lasciate.

“SE MI APRISTE IL CUORE TROVERESTE UN SOLO IMMENSO AMORE: NAPOLI”

Ada lasciò per lui il marito, da cui aveva avuto un figlio, e due ne ebbe da Enrico, prima di lasciarlo per il loro autista privato. Rina, sorella minore, lo incontrò a soli 16 anni, non smise mai di aspettarlo e sostituì la sorella quando questa lo lasciò definitivamente. Ma lui le preferirà la giovane americana Dorothy Benjamin, dagli splendidi occhi verdi, conosciuta New York, che diventerà la sua seconda moglie. A New York Caruso arrivò aveva 28 anni quando già alle spalle aveva successi e insuccessi.

Enrico Caruso e il suo sogno

Il Tenore aveva già cantato alla Scala, ma per lui il sogno di sempre era la ribalta del Teatro San Carlo: lì solo poteva avvenire il riscatto dell’adolescenza, quando cantava da posteggiatore nelle trattorie di Santa Lucia e a sera tornava al vicolo San Giovanniello agli Ottocalli, dove abitava con la sua famiglia. Era il 1901, l’opera era «L’Elisir d’amore» di Donizetti e la la serata tanto attesa si risolvesse in un fiasco.

Allora la fuga a New York, la rappresentazione della Fedora, il bacio sulla bocca a Lina Cavalieri, il pizzicotto ad una fanciulla nel Central Park (con arresto e multa da 10 dollari). Dorothy sapeva tutto questo, sapeva delle sue molte avventure, ma lo amò, gli diede una figlia e lo rese felice.

Caruso non cantò più a Napoli, dove pure spesso l’estate tornava dall’America. Morì, come tutti sanno, a Napoli per le conseguenze di un’emorragia per la quale era in convalescenza a Sorrento.

Francesco Pollasto

fonte

https://napolipiu.com/enrico-caruso-sogno-san-carlo-vicoli-napoli/

 

 

 

 

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