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Fernando Di Mieri risponde a Fiorentino Bevilacqua sul Darwin Day

Posted by on Feb 26, 2017

Fernando Di Mieri risponde a Fiorentino Bevilacqua sul Darwin Day

l’articolo di Fiorentino Bevilacqua dal titolo “Darwin Day 2017” da te ospitato subito dopo il mio dall’analogo titolo mi spinge ad alcune riflessioni, che esporrò in maniera rapida e schematica, come si conviene ad un sito Internet.

Intanto, noto con piacere lo spirito irenico di Bevilacqua, che per questo verso si distacca seccamente dal comportamento generale dei darwiniani (mi si consenta di non premettere ogni volta quel “neo-“). Ne sanno qualcosa non solo i creazionisti del Discovery Institute (sottoposti a continui attacchi mediatici, espulsioni da luoghi di lavoro etc., tant’è che hanno istituito un premio attribuito periodicamente a chi si distingue per spirito settario contro di loro), ma anche i saltazionisti (Bevilacqua, che ha citato Gould, potrebbe vedere quello che scrive in proposito il buon Niles Eldredge). Le affermazioni di Flores d’Arcais, che vorrebbe una vera e propria dittatura darwiniana nelle scuole (in massima parte, ad onor del vero, questa c’è già, ma è cosa di cui si potrebbe parlare in un altro momento), sono rappresentative di ambienti scientifici prevalenti. Bevilacqua, però, è un irenico e questo, ripeto, mi fa piacere.

Che cosa cita però? Un intervento del CICAP a proposito di “Dimenticare Darwin”, in cui l’Autore (Andrea Bottaro) tratta Sermonti, ex consensu gentium ritenuto per lunghi anni fra i massimi esperti al mondo di genetica dei micro-organismi, come fosse un ragazzino da bocciare all’esame di genetica o di biologia generale o di microbiologia o altro. Quale scienziato non ha commesso errori? Vogliamo vedere quelli di Galileo o di Einstein? E questi errori diminuiscono la grandezza di questi geni? Io credo di no. O vogliamo vedere gli errori dello stesso Bottaro (si parva licet componere magnis)? Bevilacqua, quindi, è un irenico, ma non solo non prende le distanze da quella critica volgare, né la sottopone a doveroso vaglio, ma ne suggerisce la lettura. L’ho fatto e ci trovo ben poco che risulti veramente confutatorio nei confronti di Sermonti.

Ricordo che nel mio intervento avevo richiamato questo grande genetista per aver egli dichiarato “l’inconsistenza del darwinismo”, una teoria però che continua, nonostante ciò, a farla da padrona nelle scuole. Tutto qui. Bevilacqua allarga lo sguardo alla questione del creazionismo. Molto bene. Ricorda che Sermonti non si dichiara creazionista e punta alla scoperta delle leggi della forma[1]. Molto bene anche questo[2]. Ma Sermonti rimane un campione della lotta a Darwin e al darwinismo. Questo è chiaro. C’è qualcosa da dire in proposito?

Bevilacqua conclude poi con un invito a farsi bambini, a non vedere posizioni antitetiche “di fronte alla realtà da scoprire”. Bello davvero! Rimane da capire come fare, e non mi sembra poco. E poi: ma i darwiniani sarebbero d’accordo? Se Bevilacqua, di fronte alla loro prevedibile reazione, continuerà ad insistere sulla sua via personale, ne sarò veramente felice.

Fernando di Mieri

[1] Il testo del CICAP, citato da Bevilacqua, insiste però nel sostenere: “Sermonti, invece, è un creazionista a pieno titolo”. Stringi stringi, Bevilacqua in ogni caso conclude con un “credo che” : “credo che essa [l’affermazione di Sermonti sulla vicinanza tra creazionismo e darwinismo] valga, per Sermonti, anche per il creazionismo non fissista, quello “evoluzionista”, quello in cui l’atto creativo è seguito da un’evoluzione intelligente, guidata cioè dalle ‘istruzioni per il montaggio’ contenute nella scatola del meccano della vita, scatola creata dal Demiurgo”. Il fatto è che qui c’è un po’ di confusione su quello che significa creazionismo e azione di Dio nel mondo. Non fa niente. Stavolta mi permetto io di suggerire delle letture, queste sì veramente critiche: i volumi del progetto”Divine action”, coordinato da J. R. Russell et al., e pubblicati dalla Specola Vaticana ed altre realtà presso la LEV.

 

[2] Ricordo però che c’è forma e forma. Ricordo che c’è informazione e informazione. Qui sta il punto.

1 Comment

  1. Grande! No comment!

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