Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

FERNANDO RICCARDI L’UNICO EREDE DI FRANCO MOLFESE

Posted by on Set 20, 2017

FERNANDO RICCARDI L’UNICO EREDE DI FRANCO MOLFESE

Da anni, come Ass. id. Alta Terra di Lavoro,  giriamo l’Italia organizzando convegni divulgando la storia del nostro Regno con Napoli Capitale, divulghiamo anche la nostra identità e la nostra cultura in una sola parola, la nostra civiltà.

Spesso abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare il Prof. Erminio De Biase tra i nostri relatori che prima di iniziare ogni suo intervento ci ricorda che i padri della nostra Nazione Napolitana 2.0 sono Silvio Vitale,  Michele Topa e Franco Molfese i primi a rompere il muro di oscurantismo che recintava la nostra storia. Negli anni sessanta, in pieno boom economico, ci voleva coraggio a parlare di Nazione Napolitana, di Regno delle Due Sicilie, di Napoli Capitale, di Brigantaggio Insorgente, di 1799 in chiave antigiacobina e se non fosse stato per la caparbietà di questi tre monumenti  oggi ancora stavamo parlando di meridionalismo, questione meridionale e mezzogiorno. Subito dopo arrivò Nicola Zitara che scoperchiò il pentolone di menzogne che hanno accompagnato il nostro Regno facendo conoscere al pianeta che dal punto di vista economico, finanziario e bancario non stavamo indietro al resto del mondo di allora e se oggi, a distanza di 2 secoli, quel modello di Stato è considerato attualissimo facendo passare i Borbone come degli innovatori.

Tanti oggi parlano, cantano e scrivono sul nostro Regno, sulla nostra guerra Insorgente e come sempre nell’immenso mare di volenterosi troviamo gente capace e meritevoli di elogi, gente improvvisata ed opportunisti che pur di apparire ed inseguire vanagloria venderebbero l’anima al diavolo.

Se c’è una persona che può tranquillamente salire sull’Olimpo della Storia della Nazione Napolitana è certamente Fernando Riccardi l’unico che per caratteristiche, per metodo di ricerca e di studio può considerarsi l’erede legittimo di Franco Molfese.

Gira gli archivi di tutta Italia, e non solo, da 30 anni circa sempre alla ricerca di carte e documenti perché secondo il suo pensiero “la storia si fa con le carte e non con le chiacchiere”, afferma sempre che tutti possono avere delle opinioni e si possono adottare anche quelle di altri se uno pensa che siano valide, ma se vuoi averne una tua devi partire da un documento d’archivio analizzarlo, studiarlo e solo dopo aver maturato una propria opinione allora puoi terminare il lavoro attraverso uno scrupoloso studio bibliografico.

Secondo il mio modestissimo parere Fernando Riccardi pensa in Napoletano ma scrive e parla in Italiano questo perché ha capacità comunicativa tipica degli ellenici, dei mediterranei e dei Napolitani infatti con parole semplici e chiare riesce a far capire a chi lo legge e a chi lo ascolta quasi tutto quello che sta pensando in quel momento, un vero fuoriclasse della comunicazione.

In Italia credo che nessuno oggi conosce, attraverso l’utilizzo dei documenti d’archivio, il Brigantaggio Insorgente Postunitario come lui ma i suoi studi si rivolgono anche alla casa Regnante Borbonica tanto da meritare il titolo di Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano, si rivolgono al Regno quando faceva parte dell’Impero delle Spagne, si rivolgono alle materie teologiche e religiose soprattutto su Montecassino e su San Tommaso d’Aquino con cui ha in comune il luogo di nascita, e si rivolgono al 1799 dove conosce a menadito le vicende dell’Alta Terra di Lavoro di quel periodo.

Davanti ‘O RRe può andare il saggio introduttivo che accompagna il testo di Petromasi su l’Impresa del Cardinale Ruffo e del suo esercito della Santa Fede del 1799, il primo diario di guerra della storia, dove appare come un discente dello scrivente per lo stile e per la capacità di sintesi.

Ha scritto più di trenta libri che ha sempre pubblicato con Editori Laborini e Napolitani nonostante potesse farlo con Case Editrici di portata nazionale ma ha preferito rimanere fedele alla sua terra e alla sua identità rinunciando a lauti guadagni, spero per noi e per lui che se dovesse avere in futuro altre proposte importanti le accetti.

Condividiamo molte esperienze identitarie e alcune volte abbiamo forti divergenze che ci porta ad avere degli scontri molto accesi ma mai ho avuto un pensiero su di lui che non fosse di lealtà, libertà e umiltà. Quell’umiltà che appartiene solo ai grandi che lo guida ogni volta che deve conferire in un convegno e non importa se si trova di fronte a professori universitari, eccellenze istituzionali ed ecclesiastiche, oppure di fronte all’ultimo degli ultimi tutti hanno la stessa dignità e meritano tutti il massimo rispetto. L’ho visto parlare di fronte a platee di 200 persone come a platee di 20 persone, in bar all’aperto come in sottoscala e in aule universitarie zeppe come un uovo ma mai ha perso la sua abituale forza ed incisività non deludendo mai nessuno; anche quando non era in perfette condizioni fisiche, un influenza a tutti può colpire, le sue prestazioni non sono mai scese di tono.

Non dice mai no a nessuno che certe volte lo porta anche a prestare la sua penna a persone che non meriterebbero nemmeno di scrivere un riassunto delle scuole elementari, come non ha problemi a presentare libri scritti da altri e a moderare convegni dove non lo vede protagonista. Mai l’ho sentito muovere critiche verso colleghi in pubblico anche verso chi non è in grado nemmeno di “Vendere  Babà”

Nell’ultimo fine settimana abbiamo presentato in Calabria, siamo arrivati a 4 presentazioni in quella magica terra, il suddetto testo del Petromasi dove si pensa che il Card. Ruffo, pur essendo un calabrese, è stato un sanguinario ma grazie alle relazioni di Fernando tutte le persone che lo hanno ascoltato hanno cambiato totalmente idea sulla figura del Cardinale.  Rimarrà alla storia l’affermazione del cameramen del convegno di Scalea “ quando lo sentiremo più uno cosi”.

Fernando Riccardi con i fatti dimostra di essere un vero Napolitano, Ellenico, Regnicolo e Laborino e l’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro ha l’onore e il piacere di avvalersi del suo operato e se a molti il mio pensiero può apparire di parte, ripeto che in alcune cose le distanze tra lui e me sono ampie, certamente non di parte appare il premio che gli hanno assegnato dalla Lombardia senza che lui sapesse nulla.

Se è vero come è vero che l’umiltà appartiene ai grandi è vero anche che la modestia è il paravento  degli imbecilli e Fernando, senza falsa modestia, mi ha girato la email perché voleva rendere partecipe la nostra Associazione alla sua soddisfazione.

Concludo invitandovi a leggere il testo ufficiale che gli comunica il premio, non va a ritirarlo perché ha preso un impegno con la nostra Associazione e con San Lorenzello nel presenziare un convegno, e a vedere tutti i video dei interventi nei convegni.

 

Gent.mo Fernando Riccardi,

sono lieta di informarla che ha vinto  il  Premio  Speciale della Giuria  – Sezione Saggistica  per il testo Brigantaggio postunitario. Una storia tutta da scrivere. Complimenti!

Sabato 14 ottobre nel pomeriggio a Paullo (MI) si svolgerà la cerimonia di premiazione.

A breve le invierò ulteriori comunicazioni in merito.

A presto e buona serata

Rosy Lorenzini

 

Claudio Saltarelli

 

2 Comments

  1. …e Carlo Alianello ce lo siamo dimenticato?

    • hai ragione chiedo scusa e spero che da lassù non mi sputi in testa!!!

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