Warning: trim() expects parameter 1 to be string, array given in /web/htdocs/www.altaterradilavoro.com/home/wp-content/plugins/the-events-calendar/src/Tribe/Main.php on line 2397
Feste religiose in Basilicata – Alta Terra di Lavoro

Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Feste religiose in Basilicata

Posted by on Lug 31, 2017

Feste religiose in Basilicata

La Basilicata, terra ricca di storia e tradizioni, ha saputo trasportare l’antica cultura contadina nel nuovo secolo in feste religiose in cui si ritorna alle radici, ad una umanizzazione della vita comunitaria.

Ci sono riti pagani agresti, singolarissimi, come i “matrimoni fra alberi” che si celebrano nel comune di Accettura, in provincia di Matera, un vero rito propiziatorio che si tiene in onore di San Giuliano il 27 gennaio quando il Maggio, un albero di alto fusto, si unisce ad un agrifoglio, la Cima. E’ un unicum tra le feste della Basilicata.

Ci sono anche spettacolari celebrazioni della Pasqua come la Processione dei Misteri di Salandra, in provincia di Matera. A Barile, in provincia di Potenza, dove la Via Crucis è vissuta con l’organizzazione di quadri viventi che rappresentano episodi della Passione di Cristo. La peculiarità di questa manifestazione è la compresenza di elementi cristiani e profani. Insieme a Maria e Veronica, per esempio partecipa alla processione una zingara che secondo la leggenda procurò i chiodi per la croce di Gesù. Altre presenze singolari sono quella di Malco, l’uomo che avrebbe schiaffeggiato Gesù, e di un Moro, personaggio pagano in contrasto col resto del gruppo di raffiguranti. Si suppone che questi elementi siano stati introdotti dalla comunità albanese insediatasi nella zona verso la fine del XIV secolo.

Religione e storia si uniscono invece a Melfi in un corteo in costume ed una processione in onore dello Spirito Santo, con statue religiose trasportate su carri trainati da buoi, che rievocano la Pasqua del 1528, quando Melfi fu conquistata dai francesi di Lautrec patendo saccheggi e violenze. I melfitani fuggirono sul Monte Vulture e vi restarono fino al giorno della pentecoste quando ottennero la libertà grazie all’esercito di Carlo V.

Queste feste in tutta la Basilicata sono un punto di riferimento imperdibile per chi ha l’opportunità di viverle come momento di forte identificazione per la propria comunità. La loro spettacolarità e la loro unicità esercitano una forte attrazione, il loro fascino è nei colori, nelle musiche, nei canti, nell’evocazione di tempi a noi lontani.

A Matera il carro di cartapesta con la statua di Maria Santissima della Bruna, prima percorre le vie centrali della città, effettuando un tragitto inverso rispetto alla processione della mattina, poi compie tre giri della piazza dove sorge la cattedrale in segno di presa di possesso della città da parte della Protettrice, infine, dopo che la statua è stata posta in Cattedrale, il carro viene lanciato a folle velocità verso Piazza Vittorio Veneto dove è preso poi d’assalto e distrutto dalla folla. Questa festa che si celebra il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni, rispetta un tracciato che ha precise logiche, vengono uniti o separati punti diversi che segnano una geografia spaziale ed assieme mentale.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

 

 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: