Alta Terra di Lavoro

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Galli ubiquitario; Ascierto quasi no di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Mar 22, 2020

Galli ubiquitario; Ascierto quasi no                                      di Fiorentino Bevilacqua

Galli, impazza in tv e sul web.

Galli chi!?

Ma il Prof, quello dell’attacco televisivo al suo collega dott. Ascierto (che, per tante cose, pur non essendolo, mi verrebbe di appellare con il titolo di Prof, con la maiuscola: professore universitario, cioè).

Ma è come se ci fosse una doppia narrazione: sul web, Galli impazza per la sua rassicurante analisi della situazione coronavirus… “in italia non ha attecchito” (quindi, quando ne parlava lui, secondo lui, era passato pure il picco; somari gli altri che lo aspettano ancora).

In tv, invece, dopo la sua meritata perfomance internettiana, è un diluvio di interviste: sta dappertutto.

Perché?

E’ come se la macchina mediatica, quella solita, quella di una volta, si fosse impegnata per un recupero di immagine…

Ma chi sarà mai questo Prof!?

Se qualcuno, oggi, dovesse dimostrare che Einstein aveva le traveggole e quindi né la relatività ristretta, né quella generale, hanno fondamento alcuno, non operano e non hanno mai operato nel mondo della realtà fisica, nessuno si strapperebbe i capelli, nessuno (anche nel mondo scientifico) si affannerebbe a ricordare questo o quello di lui e, se pure fosse possibile fargli una…  intervista impossibile, nessuno lo chiamerebbe in trasmissione, probabilmente da nessuna parte.

E allora perchè un epidemiologo-virologo che, fino al suo attacco ad Ascierto, conoscevano solo gli addetti ai lavori, merita tanta mobilitazione da parte dei quei media tradizionali?

La mia idea!?

Bisogna “salvarlo”! Ma non per salvare lui: benché grande, forse non merita tanto.

Dopo la doppia brutta figura (l’attacco ad Ascierto e la lettura della situazione italiana in relazione al coronavirus) bisogna rattoppare, attraverso il salvataggio dell’immagine di Galli , l’immagine del nord, immagine in cui Galli ha provocato uno strappo.

Il nord era, e deve rimanere, nell’immaginario collettivo costruito ad arte dalla narrazione ufficiale sin dal 1860, la parte migliore del paese, quella che lavora, quella che produce, quella che attira investimenti esteri e soldi dello stato (ecco!).

Al nord ci sono i migliori (quindi andate al nord a fare tutto); al nord spendono bene i soldi (quindi i soldi diamoli a loro); al nord funziona tutto (quindi un investoitore estero vada lì).

Al sud no: per colpa sua (storica ed attuale) tutto questo positivo che eleva la Padania felix a Eden moderno dove si è compiuta la volontà del Signore, non c’è.

Ed è per colpa sua, del sud, se non ha eccellenze e tutto il resto (in tv, quindi, ci vada Galli; Ascierto sia ignorato).

E non azzardatevi a rileggere i fatti risorgimentali: se lo faceste, di tutto questo capireste le origini storiche.

E  non ci stareste più…

Nel film Il duello, il camionista spinge fuori strada, in una scarpata, l’automobilista ignaro e incredulo.

Nel fuori strada, l’automobilista, nell’affannarsi per controllare, in qualche modo, la macchina, commette inevitabili errori: ma non sta nel fosso per un suo errore. Ce lo hanno buttato: conta solo la spinta iniziale e, in questo nostro caso storico-sociale-economico, conta il perdurare della spinta.

I riferimenti?

Giuro che non me lo sono sognato questa notte e, queste ultime conclusioni,  non nascono da una lettura improvvisata fatta ieri sera prima di coricarmi.

Dunque…i riferimenti!? In centinaia di link e articoli di questo blog, di altri “posti” della rete e pure in libreria!

Ricordo che siamo mammiferi, primati e, in quanto tali, oltre a sette vertebre cervicali abbiamo pure  una discreta attività esplorativa.

Oggi è domenica, giorno dedicato al riposo e, per molti  (ma non per me che lavoro in sanità) da domani, anche grazie a chi inizialmente ha preso lucciole per lanterne, cominciano pure quindici giorni di blocco forzato a casa.

Il tempo, quindi, c’è.

Fiorentino Bevilacqua

22.03.2020

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