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Giovanni Paisiello l’inno nazionale del Regno delle Due Sicilie

Posted by on Feb 20, 2018

Giovanni Paisiello l’inno nazionale del Regno delle Due Sicilie

L’Inno al Re

è stato l’inno nazionale del Regno delle Due Sicilie, fu scritto e musicato da Giovanni Paisiello e  commissionato da re Ferdinando I delle Due Sicilie nel 1787; sarà poi adottato nel 1816. Il testo nel tempo subì varie modifiche; venne ritrovata una partitura che conteneva il testo dell’inno datata tra il 1835 e il 1840.

Il nome riportato nel testo, cambiava ogni volta che veniva incoronato un nuovo sovrano. Qui è riportata la prima versione dell’inno, del regno di Ferdinando I delle Due Sicilie. La seconda strofa fa intendere che l’inno deve essere stato composto prima della formazione del Regno delle Due Sicilie (1816), quando i due regni (serbi al duplice trono) erano separati in Regno di Napoli e Regno di Sicilia. La partitura prevede l’esecuzione con due parti di canto: soprano e basso, gli strumenti utilizzati sono: flauti, clarinetti in do, oboi, corni in fa, trombe in do, fagotto e serpentone.

 

Testo

Iddio conservi il Re
per lunga e lunga età
come nel cor ci sta
viva Fernando il Re!

Iddio lo serbi al duplice
trono dei Padri suoi
Iddio lo serbi a noi!
viva Fernando il Re!

 

Eppure Taranto pare abbia dimenticato il suo notissimo compaesano Giovanni Paisiello, il genio musicale del regno delle Due Sicilie. Quest’anno (2016) ricorre infatti l’anniversario dei 200 anni dalla morte del musicista; ma tuttora la sua casa natale versa in stato di completo abbandono. Accade così che, mentre all’estero il mondo rappresenta le sue opere ricordando con affetto, cuore e sentimento celebrativo il nostro genio musicale (nato a Taranto),  la stessa casa natia in Taranto invece cade a pezzi nel dimenticatoio più assoluto e la città tarantina pare abbia dimenticato completamente il suo notissimo compaesano. Giovanni Paisiello moriva Il 5 giugno 1816 e a 200 anni dalla sua morte, nel 2016 mentre il mondo celebrerà il grande compositore, come lo ricorderà la sua città natale? O meglio: lo ricorderà? Taranto a dire il vero, non solo non ne fa memoria alcuna, ma medita anche di abbattere la sua casa natale. Dopo il caso Ilva, affermare “Nemo Propheta in Patria” è anche fuori luogo. In quanto, con l’abbandono anche del personaggio Paisiello – da parte della città di Taranto – bene, cancellando la memoria del famoso compositore, allora qui si tratta solo di voler continuare ad affermare la negazione del Regno pre unitario. Che tristezza la pochezza culturale e la miseria intellettuale … che è stata depositata dai savoia nel meridione; dopo quel 1861.

di Giovanni Greco

 

sulla casa natale del Paisiello è posta una Targa nella quale è scritto:
Qui nacque Giovanni Paisiello, riformatore della musica. Trovò nel cuore la fonte dell’armonia e ne ebbe in copia scorrevoli melodie d’amore e di piano. Onorato dai Re e dagl’Imperatori, Fe alto risonare fino all’ultimo settentrione l’accento italiano raffermando all’attonita Europa come Italia si non sempre colle armi almeno con l’ingegno è stata la Regina delle nazioni. Morì nel 1815 dopo 75 anni di vita. Il Municipio a memoria di tanto illustre concittadino diede il nome di Paisiello alla strada. E questa pietra pose 14 marzo 1872“.

 

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Condizione casa Paisiello

Condizione casa Paisiello

fonte

belsalento.org

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