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Giuseppe Scianò ricorda la rivolta di Castellammare del Golfo in Sicilia del 1862

Posted by on Mar 4, 2017

Giuseppe Scianò ricorda la rivolta di Castellammare del Golfo in Sicilia del 1862

Il leader storico degli Indipendentisti siciliani, Giuseppe Scianò, rievoca quella che è passata alla storia come la rivolta dei Cutrara. Una vicenda che “ancora oggi continua ad avere significati storici e giuridici molto scomodi per la cultura ufficiale e per il potere istituzionale dello Stato italiano”

In questi giorni la Sicilia ricorda la rivolta dei Cutrata, che andò in scena 155 anni fa a Castellammare del Golfo, grosso centro della provincia di Trapani. Il tema viene affrontato in un post su facebook da Giuseppe Scianò, leader storico degli Indipendentisti siciliani. Vale la pena di leggere, riflettere e, magari, commentare insieme questa bella riflessione di Scianò, che ci regala anche un’interpretazione dei fatti.

“In una assemblea spontanea di iscritti e simpatizzanti, svoltasi in questi giorni nella sede di Palermo – scrive Scianò – è stata ricordata la rivolta esplosa il 1° Gennaio 1862 a Castellamare del Golfo. Si trattò di una sommossa popolare a carattere SICILIANISTA finalizzata a contestare ed a delegittimare la ‘condizione Coloniale’ della Sicilia tutta. Ed in particolare, fu una protesta contro la politica economica del giovane Regno d’Italia che aveva determinato il crollo irreversibile dell’economia Siciliana, provocando ovunque miseria, disoccupazione, corruzione e… disperazione”.

“Nel mirino del risentimento popolare – racconta sempre il leader storico degli Indipendentisti siciliani – aveva un ruolo importante anche l’Istituzione della LEVA MILITARE OBBLIGATORIA, che in tutta la Sicilia, ed in particolare a Castellamare del Golfo, era diventata motivo di proteste e di ribellioni. Le proteste venivano spesso soffocate nel sangue ed in rappresaglie crudeli nelle località di volta in volta assoggettate al reclutamento forzato dei giovani”.

“La rivolta di Castellammare, per la verità – ricorda sempre Scianò – era stata lungamente preparata, anche perché quella cittadina che era stata particolarmente ricca ed operosa, con alti livelli di produttività e di collegamenti commerciali sia in mare che in terra, e si era ritrovata – subito dopo il Maggio del 1860 – in piena crisi, governata malissimo da ‘collaborazionisti’ asserviti al Governo Piemontese, generalmente arricchitisi a spese dei loro stessi concittadini. Erano, questi ‘collaborazionisti’, denominati, in modo dispregiativo, CUTRARA”.

“Non a caso, nel cercare di ridimensionare l’importanza ed il ruolo della RIVOLTA SICILIANISTA, non pochi storiografi preferiscono presentare la rivolta stessa come un momento di lotta SOCIALE, INTERNA alla cittadinanza di Castellamare e non come una tappa importante di quella Lotta per la Libertà e la Indipendenza di tutta la Sicilia, che si sarebbe protratta eroicamente, con alterne vicende, fino ai nostri giorni”.

“I presenti all’assemblea – scrive sempre Scianò – hanno evidenziato come sia opportuno che quella rivolta sia oggetto di un ‘documento’ specifico che ripristini la verità dei fatti realmente accaduti. Anche per rendere giustizia alle centinaia di giovani combattenti che seppero affrontare con coraggio le truppe del Regio Esercito intanto sopravvenute. Gli episodi di valore furono numerosi e si evincono dai provvedimenti repressivi che il GOVERNO SABAUDO si affrettò ad attuare anche attraverso l’invio di ulteriori rinforzi di truppe”.

“E’ doveroso ricordare la ‘rappresaglia’ particolarmente crudele ed incivile – scrive ancora il leader storico degli Indipendentisti siciliani – che portò alla fucilazione di 7 vittime innocenti delle quali riportiamo di seguito i nominativi: MARINA CROCIATA, CIECA DI ANNI 30 MARCO RANDISI, BRACCIANTE AGRICOLO DI ANNI 45 BENEDETTO PALERMO, SACERDOTE DI ANNI 46 ANGELA CATALANO, INVALIDA DI 50 ANNI ANGELA CALAMIA, DI ANNI 70 ANTONIO CORONA, DI ANNI 70 ANGELA ROMANO, DI ANNI 9”.

“Anche se questa ultima STRAGE DI INNOCENTI è come, abbiamo detto orrenda – scrive sempre Scianò – sarebbe riduttivo limitare la elencazione dei morti a questo singolo episodio. Cosa, questa, che di fatto sogliono fare la maggior parte di coloro che scrivono sulla rivolta di Castellamare. Diventa pertanto di grande attualità il ‘documento’ che il Centro Studi ‘AFA’ (sigla che sta per Andrea Finocchiaro Aprile ndr) intende redigere e diffondere, (seppure a distanza di 154 anni) per recuperare la memoria di una grande rivolta e per riaffermare il diritto alla VERITA’ ED IL DIRITTO A SALVAGUARDARE LA PROPRIA MEMORIA STORICA DA PARTE DEL POPOLO SICILIANO”.

“CI TENIAMO A PUNTUALIZZARE QUESTO ASPETTO DELLA VICENDA SOPRATTUTTO NELL’ATTUALE MOMENTO STORICO, NEL QUALE SI NOTANO GRANDI ‘MANOVRE’ PER ‘CANCELLARE’ (ANCHE DAL PUNTO DI VISTA TERRITORIALE) LA IDENTITA’ , LA DIGNITA’, I DIRITTI FONDAMENTALI DEL POPOLO SICILIANO, NONCHE’ LA STESSA SICILIA”.

Giuseppe Scianò

timesicilia.it

 

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