Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Gli storici dell’alta Terra di Lavoro trionfano in Calabria

Posted by on Set 1, 2019

Gli storici dell’alta Terra di Lavoro trionfano in Calabria

L’ alta terra di lavoro per secoli ha dato i Natali ad uomini illustri, in alcuni casi dei veri e propri giganti, che hanno fatto la storia del Cattolicesimo, delle Scienze, della Letteratura, della Filosofia, della Pittura, della Scultura e della Musica ma quasi per incanto da quando è diventata provincia di Frosinone questa luna di miele con il mondo della cultura universale è terminata. Certificare una spiegazione non è semplice ma non sarebbe azzardato pensare che con la nascita della provincia frusinate e anche nata una classe dirigente che ha come fine ultimo quello di applicare una iconoclastia storico culturale utilizzando il falso mito chiamato Ciociaria. Chi cerca di fare cultura in maniera indipendente senza appartenere all’apparato istituzionale della provincia di Frosinone, fa molta fatica e per ritagliarsi degli spazi tra i numerosi eventi che vengono finanziati dai vari enti pubblici che premiano soprattutto studiosi ed artisti di apparato, devono fare i salti mortali pur partorendo lavori di notevole spessore. I suddetti personaggi, per fortuna, quando mettono piede fuori dalla provincia mietono successi per le loro opere e collezionano riconoscimenti ad ogni latitudine come è accaduto il 13 giugno a Motta Santa Lucia in provincia di Cosenza al “Premio Letterario Giuseppe Vilella 2019 sulla rivisitazione storica del Risorgimento italiano III edizione”.

Il premio è stato ideato da Francesco Antonio Cefalì, storico e ricercatore indipendente, e patrocinato dal comune di Motta S. Lucia (CZ) attraverso il suo Sindaco Amedeo Colacino.

Due eccellenze Laborine Fernando Riccardi di Roccasecca e Maurizio Zambardi di San Pietro Inf. hanno vinto il secondo premio a pari merito mentre Erminio De Biase di Napoli, che possiamo considerare Laborino d’adozione, ha vinto il primo premio a pari merito con Gennaro De Crescenzo Pres. del movimento Neoborbonico.

Fernando Riccardi storico archivista impegnato da anni a ripristinare verità storiche fino ad ora occultate dal cultura di Regime è abituato a ritirare premi per i suoi numerosi lavori e a Motta Santa Lucia con “Klitsche De La Grange” ha vinto il secondo premio con la seguente motivazione : “Attraverso gli occhi di uno straniero giunto in soccorso del Regno delle Due Sicilie, riesce a far rivivere i fatti avvenuti nell’Italia centrale intorno al 1860; “

Maurizio Zampardi Architetto e Professore di San Pietro Infine famoso per le sue ricerche legate al suo territorio sia in campo archeologico che storico ha vinto il secondo premio grazie alla sua ultima fatica “Il Capo Brigante Domenico Fuoco” con la seguente motivazione: “Per la completa e definitiva biografia del brigante Domenico Fuoco basata su copiosi documenti d’archivio e su tutta la letteratura esistente”.

Erminio De Biase anch’egli Professore, ora in pensione, ha insegnato per anni a Napoli e da tempo gira gli archivi di tutta Europa alla ricerca di documenti inediti e grazie alla sua tenacia e alla sua conoscenza delle lingue ha scritto autentici capolavori di cui uno gli ha fatto vincere il primo premio con “L’Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie” con la seguente motivazione: “Il saggio evidenzia i sotterfugi messi in atto dagli inglesi e dai francesi per organizzare e finanziare la distruzione del Regno delle Due Sicilie per opera del Piemonte”; da segnalare che con altri due testi ha avuto riconoscimenti speciali della giuria con “Memorie di un ex Capo – brigante e La Valchiria di Gaeta”

Il filo comune che lega gli scrittori vincitori tra loro e che tutti e tre hanno dedicato la maggior parte dei propri studi sulle vicende storiche, sia quelle del 1799 che quelle unitarie del 1860, dell’ alta terra di lavoro che non ha mai avuto l’importanza che merita tra gli studiosi indipendenti e quelli accademici. La Terra di Lavoro nella sua interezza è stata la provincia più antica d’Europa e al momento dell’Unità era la più ricca della Penisola Italica, basti pensare che per i primi dieci anni il neonato Regno d’Italia utilizzava le produzioni della nostra gloriosa provincia per reggere la bilancia dei pagamenti con l’estero che erano in forte perdita, come ci ha ricordato Aldo Di Biase, che non aveva certamente simpatie borboniche, nel libro “La Questione Meridionale in Terra di Lavoro”.

Quando si parla del brigantaggio insorgente del 1799 e del 1860 le attenzioni sono sempre concentrate su altri territori dell’ex Regno delle Due Sicilie dimenticando che le vicende politiche e belliche più importanti sono state vissute in alta Terra di Lavoro dove si può tranquillamente parlare di guerra dei napolitani, cosi si chiamavano gli abitanti dell’antico Regno di Napoli, contro l’esercito invasore, i francesi nel 1799 e i piemontesi nel 1860, trasformatasi in guerra civile con la nascita dell’Italia Unita. Nel lavoro di Fernando Riccardi nel descrivere le gesta del Colonello Prussiano emergono chiaramente le difficoltà dell’esercito Piemontese e dei Garibaldini nel contrastare la reazione popolare e delle masse armate quando queste non erano guidate dagli ufficiali che si son macchiati di alto tradimento e di come si potevano tranquillamente ribaltare le sorti della guerra. Emerge, altresi, l’attaccamento che le popolazioni dell’ alta Terra di Lavoro avevano per il Regno che stava scomparendo, significativa la colletta che la popolazione di San Germano, attuale Cassino, aveva organizzato per finanziare la guerra di De la Grange.

Maurizio Zambardi scrivendo le vicende del suo conterraneo Domenico Fuoco mette in evidenza non solo le sue capacità belliche, si faceva chiamare Fra Diavolo a cui si ispirava, ma di come l’alta Terra di Lavoro fu l’ultimo territorio ad arrendersi e fino all’ultimo giorno un vasto strato della popolazione sperava di vedere i Borbone riprendersi il Regno. Se vogliamo individuare una data simbolo della fine dell’epopea del Brigantaggio Insorgente non può che essere il 18 agosto 1870 giorno in cui venne catturato e ammazzato Domenico Fuoco.

Erminio De Biase lo consideriamo Laborino d’adozione perché le sue ricerche si sono quasi sempre concentrate sui personaggi del nostro territorio a cominciare da Luigi Alonzi alias Chiavone e sugli ultimi giorni del Regno vissuti a Gaeta dalla casa Regnante e di quello che rimaneva di un Esercito che negli ultimi 4 mesi ha riscattato l’onore umiliato e offeso dai tradimenti dei suoi alti ufficiali. Il testo del De Biase non poteva non vincere il primo premio perché è stato tra i primi a dare una dimensione internazionale delle vicende Unitarie mettendo la Perfida Albione, Inghilterra, al centro della geopolitica dell’epoca che vedeva il Regno delle Due Sicilie come vittima sacrificale del suo disegno Imperiale perchè mal tollerava Stati neutrali che rifiutavano di vivere sotto la sua ala protettiva soprattutto se erano cattolici.

L’ Ass. Id. Alta Terra di Lavoro ha avuto l’onore di accompagnare i vincitori a Motta Santa Lucia avendo il piacere di ritirare il premio speciale della giuria con il testo “Storia della spedizione dell’Eminentissimo cardinale D. Fabrizio Ruffo” a cura di Fernando Riccardi e Claudio Saltarelli che da anni viene presentato in tutta Italia e che ancora riscuote un vivace interesse ovunque con la seguente motivazione: “Per aver riproposto la lettura dell’interessante racconto della spedizione scritto da D. Domenico Petromasi, protagonista diretto degli eventi”; è doveroso segnalare la preparazione e l’attenzione che la giuria ha avuto nella scelta dei testi e che è stata veramente messa in crisi da tutti i partecipanti. La scelta dei vincitori ha reso giustizia al mondo dei premi letterari dove troppe volte abbiamo visto tra i vincitori testi di basso livello ma scritti da scrittori baciati dalla……..fortuna o, cosa più probabile, perché godono di protezioni particolari oppure vengono da ambienti che politicamente hanno un peso specifico enorme nel mondo della cultura.

Claudio Saltarelli

di seguito un convegno sulle brigantesse organizzato a Roccasecca che ha visto tra i relatori Erminio De Biase e Fernando Riccardi insieme al patriarca degli studiosi storici del nostro amato Regno il Prof. Domenico Scafoglio

di seguito articolo pubblicato dall’ Inchiesta

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