Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Glifosato e castagneti. Gli errori colturali si susseguono, potenziandosi.

Posted by on Lug 4, 2017

Glifosato e castagneti. Gli errori colturali si susseguono, potenziandosi.

Quello della foto è un castagneto trattato con glifosato? Temo di sì.

castagno

In ogni caso, se posso permettermi, nel castagneto della foto viene commesso un altro errore colturale: si usa la fresa prima della raccolta, fresa che viene spinta anche ad una certa profondità.

L’uso di questo mezzo, oltre a danneggiare l’indispensabile fauna del suolo1,2, crea una soletta di lavorazione: uno strato duro, compatto (tanto da meritare, appunto, il nome di soletta) alla profondità massima lambita dalle lame della fresa.

La soletta, essendo molto compatta, con meno pori, in massima parte piccoli, diventa quasi impermeabile all’acqua cosiddetta di gravità3, rallentandone, quasi impedendone, se in grande quantità, la discesa  verso il basso e il raggiungimento degli strati profondi del terreno là dove il castagno ha i capillari assorbenti. Un castagneto trattato con la fresa, quel castagneto, soffrirà la siccità più di uno la cui erba viene tagliata col decespugliatore o ridotta con il trinciaerba portato ad una giusta altezza.

Durante le piogge torrenziali di questi ultimi anni, durante una pioggia comunque intensa, abbondante, l’acqua che non riesce ad oltrepassare la barriera rappresentata della soletta di lavorazione, si accumula al di sopra di essa, scorre su di essa e, là dove ci sono dei terrazzamenti, imbibendo oltre misura il terreno marginale, provoca la frana dei bordi del terrazzamento stesso.

Prova ne sia che, in quel terreno oggi trattato anche col diserbante (cosa che aumenterà il compattamento  della parte di suolo al disopra della soletta, con tutto ciò che ne deriverà, di negativo, per la fertilità del suolo stesso), alcuni terrazzamenti presentano i margini a valle erosi da frane: sono visibili, infatti, tratti di terreno mancanti, con il bordo che non è lineare, continuo, ma presenta delle rientranze a forma di mezzaluna, di C, rientranze dovute al fatto che il suolo che lì prima si trovava … è “sceso” a valle, distribuendosi sul terrazzamento sottostante.

All’interno, e ad una certa distanza dal bordo a C di una vecchia frana, il terreno è già fessurato, con andamento a C parallelo al bordo del precedente smottamento: segno evidente che di scivolamento a valle  ne è già pronto un altro… il che farà sì che quel terrazzamento vedrà ridursi sempre più la sua larghezza.

Comunque, oltretutto, in quel terreno crescono degli ottimi galletti (Cantharellus cibarius): sarebbe interessante scoprire che cosa conterranno in più quelli della fungata del prossimo autunno … quelli della fungata, delle fungate, cioè, post-glifosato, o comunque post diserbante …4

Oggi la scienza e la tecnica mettono a disposizione dell’agricoltore strumenti il cui impatto sulle coltivazioni, sulla qualità del prodotto (e quindi sulla salute dei consumatori) e sui substrati stessi, possono essere anche molto importanti, negativi addirittura. Per l’uso corretto degli stessi, dunque, uso utile al coltivatore e al consumatore, non solo al loro produttore,  è indispensabile che l’agricoltore conosca ciò che usa e ciò su cui quel prodotto, quel mezzo viene usato.

Non sarebbe una novità perché  è qualcosa che caldeggiava, almeno in parte, già Virgilio, duemila anni fa: “Nel seno di una terra ignota, non affondare inutilmente l’aratro” (Virgilio, Georgiche, libro I)5.

E ben lo sapevano i Sumeri i quali, circa quattromila anni fa, scrissero il primo manuale di agronomia, e lo scrissero in un momento di crisi, quasi a sottolineare che, in un periodo di transizione, occorre fare mente locale, raccogliere forze e conoscenze per fare i passi giusti che conducono fuori della palude6.

In castanicoltura la tradizione e l’autarchia culturale, oggi non bastano più.

 

Fiorentino Bevilacqua

 

P.S.: quando fu lanciato sul mercato, del Glifosato si diceva che…  faceva male solo alle erbacce; oggi, più prudenzialmente, si dice che … probabilmente non è cancerogeno. Ecco,  probabilmente

 

1) Claude e Lydia Bourguignon. Il suolo. Un patrimonio da salvare. Slow Food Editore, 2004.

2) http://www.gessol.fr/atlas

3) https://it.wikipedia.org/wiki/Percolazione

4) https://ilsalvagente.it/2017/05/24/glifosato-le-nostre-analisi-confermano-il-rischio-14-donne-incinte-su-14-positive-allerbicida/

5) Publio Virgilio Marone, poeta latino (Andes, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.)

6) Stefano Bocchi,  Zolle. Storie di tuberi, graminacee e terre coltivate –pag 63-69 – Raffaello Cortina Editore – Milano, 2015.

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