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Guardia Sanframondi, il territorio e la sua storia

Posted by on Ago 24, 2017

Guardia Sanframondi, il territorio e la sua storia

La presenza dell’uomo in questo territorio è stata confermata dai ritrovamenti e reperti risalenti all’era paleolitica e neolitica  lo attestano le testimonianze più preziose, il dolmen nei pressi di Guardia Sanframondi, la celebre palafitta o terramare di Castelvenere e uno splendido pugnale nel territorio di Telese, oltre, naturalmente, ad una quantità impressionante di reperti purtroppo trafugati e l’altrettanto vasto materiale esposto nei musei italiani.

I domini longobardi dell’Italia centro-meridionale (quella che si chiamava Langobardia Minor, rispetto a quella più vasta del settentrione), subirono destini differenti. Il Ducato di Spoleto cadde immediatamente in mano franca, mentre quello di Benevento si mantenne, invece, autonomo. Il duca Arechi II, al potere al momento del crollo del regno, aspirò inutilmente al trono reale; assunse poi il titolo di principe. Nei secoli seguenti gli Stati longobardi del meridione furono travagliati da lotte intestine e vennero infine, nel XI secolo, assorbiti dai Normanni, come tutta l’Italia meridionale, Benevento e i suoi territori furono conquistati da Roberto il Guiscardo nel 1053, capo dei Normanni il quale ricevette la doppia investitura dal re Enrico III e dal Papa Niccolò III.  Le sue conquiste furono ampliate ulteriormente dal nipote Ruggero II che lottò per essere incoronato Primo Re delle Due Sicilie (1130-1154). Ruggiero II nel 1133 ritornò in questo territorio del Sannio per ingaggiare battaglia contro i castelli che si erano ribellati, e che intanto si erano fortificati. Se ne impossessa mettendoli a ferro e fuoco e poi si riconcilia con la Chiesa nell’Abbazia di San Salvatore per mano dell’Abate Alessandro Telesino.

Sui territori che conquistavano, i Normanni lasciavano famiglie della loro stirpe delle quali si potevano fidare ed è per questo che nel 1151 troviamo Guglielmo Sanframondo, figlio di Raone ufficiale normanno, signore delle cittadelle di Guardia, Cerreto, Faicchio, Massa Superiore e Massa Inferiore, San Lorenzello, San Lorenzo Maggiore, Limata, Castelvenere, Civitella, Cusano, Pietraroja, Ponte e Pontelandolfo, quasi tutte fin dall’inizio furono assegnate in feudo a questa famiglia che li tenne quasi ininterrottamente fino al 1461.

Sanframondo furono privati del loro feudo perché nelle lotte intestine per il governo del Regno si schierarono a fianco degli Angioini e nel 1442, nello scontro con Alfonso d’Aragona, ebbero definitivamente la peggio. Terminò così la dominazione Normanna e iniziò quella di Casa Carafa. Il dominio durò su queste terre fino al 1806 anno in cui fu abolita la feudalità. Una certa diversità nella gestione amministrativa dei possedimenti tra le due case feudali è rappresentata dal fatto che mentre i Sanframondo abitavano in loco, nei castelli da loro stessi costruiti o fortificati, i Carafa invece, preferivano risiedere in città e governarono in questi loro possedimenti attraverso amministratori spesso non del luogo.

Questa distanza dal territorio in cui bisognava amministrare la giustizia, imporre ed esigere le tasse, ottenere obbedienza e rispetto alla Casa feudale e al Re anche attraverso i mezzi estremi della costrizione, delle angherie e soprusi, non hanno certo giovato alla formazione di un giudizio equo, veritiero e giusto, sull’efficienza e la bontà dei signori di casa Carafa.

Con il miracolo economico degli anni ’60 questo territorio ha migliorato e raffinato la sua vocazione puntando su produzioni artigianali, che sono diventate sempre più di qualità, quelle agricole, poi, hanno favorito la tipicità e la bontà offerte da suolo e clima temperato, il turismo hanno fatto il suo ingresso in queste zone, e la piccola imprenditoria ha avviato una lenta e progressiva crescita. Oggi, è possibile contare molti vini classificati con il marchio DOC. E su questa specificità e qualità sono incanalati anche i prelibati oli del territorio.

Appunto per premiare e riconoscere questo sviluppo, queste innumerevoli attività promozionali, l’intera provincia di Benevento è stata rappresentata da Guardia Sanframondi come ‘comune dell’area’ nella famosa rassegna ‘100 Comuni della Piccola Grande Italia’ promossa dalla presidenza del Consiglio nel 1987. Una manifestazione ideata per celebrare i quaranta anni della Repubblica e che ha raccolto i paesi più laboriosi e produttivi e dove il boom economico era stato avvertito ed incanalato in modo costruttivo.

Guardia Sanframondi è un borgo medievale, che domina tutta la valle telesina, sulla SS. 87 del Sannio a 428 metri sul livello del mare. Sull’origine del primo insediamento e del centro antico non si hanno  certe ed univoche descrizioni storiche infatti, alcuni studiosi hanno ritenuto che il primo nucleo sia stato di origine sannita o, comunque, preromana, altri di origine longobarda, altri ancora di origine normanna. Lo stesso toponimo “ Guardia Sanframondi ” ha avuto diverse interpretazioni a seconda della supposta origine dall’una o dall’altra popolazione insediatasi nel luogo.

Il nome “ Guardia ” potrebbe comunque richiamarsi al “ luogo di difesa e di controllo dei Sanframondo, non solo dei loro territori ma di tutta la valle del basso Calore e di quella Alifana ”. Ancor oggi, dalla sommità del paese, si può spaziare con lo sguardo fino alle colline che circondano Caserta, alle cime del Matese, al massiccio del Taburno e fino alle colline del Sannio interno a nord-est di Benevento. Dopo il dominio dei Sanframondo (1134 – 1461) la terra di Guardia fu feudo dei Carafa (1469 – 1806). Nel XVII secolo fu, per qualche tempo, sede dei vescovi telesini. Fu distrutta dai terremoti del 1456 e del 1688 e fu riedificata sempre nello stesso luogo. In passato tra le attività della popolazione locale è stata fiorente la concia delle pelli – per cui fu denominata volgarmente “ Guardia delle sole ” – industria che diede notevole impulso ad un arricchimento artistico-culturale mai più ripetutosi nella storia del paese. Nel 1861 la terra di Guardia fu annessa alla nuova provincia di Benevento mentre prima era appartenuta a quella di Terra di Lavoro.

Oggi, Guardia Sanframondi, con i suoi circa 5700 abitanti, è conosciuta soprattutto per la produzione di vino ed olio, con insediamenti produttivi legati al settore della vinificazione con aziende piccole e medie che imbottigliano vini “ DOC ” prodotti con le pregiate uve della zona.

ll caratteristico ‘centro antico ‘ di Guardia risale al 1450. E’ delimitato da quattro porte di accesso ubicate ai quattro punti cardinali: Porta Francesca a nord, Porta Di Santo a sud, Porta Ratello ad est e Porta dell’Olmo ad ovest. Le case e le viuzze, in acciottolato con scalini in pietra locale bianca, sempre strette e tortuose, si avvitano intorno al castello normanno collegando le varie quote di livello.

L’allegato che segue  mostra lo sviluppo urbanistico del centro antico di Guardia Sanframondi ad iniziare dal nucleo medioevale del 1134 con gli ampliamenti databili intono al XV sec. fino ad arrivare a quello ultimo del 1430 e alla successiva nascita dei Borghi ( rione Croce e rione Portella )    abitatodiguardianel1430

Il castello di Guardia fu fatto edificare presumibilmente dal normanno Raone, capostipite dei Sanframondo, nel 1139. Il restauro, effettuato tra il 1980 ed il 1985 ha evidenziato la sua vocazione di ‘vedetta ‘ sulla sottostante valle e di ‘rifugio ‘ inaccessibile per naturale difesa. La maestosità e l’imponenza di questo manufatto, valorizzate con il restauro e consolidamento, restano intatte tutt’oggi, maestosità ed imponenza dovute anche al fascino che deriva dalla mole enorme di pietre più o meno squadrate che si dispongono a grosso parallelepipedo su un altrettanto enorme macigno naturale di roccia calcarea alto oltre venti metri. Nel complesso del castello restaurato hanno trovato sede: Un ‘teatro all’aperto ‘, con palco in parete naturale, capace di circa 600 posti a sedere; vi si accede dal ‘giardino pensile’ attraversando un arco a tutto sesto che si apre ai piedi dell’unica torre rotonda superstite;

La ‘sala mostre ‘, una strutture posizionate su tracce della muratura esistente, da cui si accede, per una originale scaletta incassata nella roccia, alla ‘torre quadrata ‘ di vetta e poi ancora fino alla ‘fontana del castello ‘ in Via Portella. La ‘sala panoramica ‘ attrezzata per convegni con capienza di 150 posti a sedere; La ‘collezione di farfalle ‘, dono degli eredi dell’avvocato Pascasio Parente, appassionato entomologo guardiese, collezione che in 56 bacheche raccoglie ed espone oltre 1.000 esemplari tra i più belli ed interessanti e provenienti da ogni parte del mondo, oggi,  ha trovato allocazione  nelle sale del Municipio in attesa di spazi appropriati. 

 

fonte

ritisettennali.org

 

 

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