Alta Terra di Lavoro

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IL BRIGANTAGGIO INSORGENTE

Posted by on Gen 18, 2018

IL BRIGANTAGGIO INSORGENTE

Valutare le ragioni dei vinti
La rilettura più che necessaria di un periodo di storia meridionale

Un’intera settimana di studi sul fenomeno del brigantaggio è una novità assoluta non solo in Puglia ma forse in tutto il Meridione d’Italia. L’iniziativa, nata dall’intuizione del prof. Biondi e dell’avv. Nigro, entrambi di Villa Castelli, trova la sua collocazione nella cittadina brindisina in una sapiente miscela di promozione culturale e turistica.

I temi proposti vanno dall’analisi generale del fenomeno alla trattazione di singoli momenti e aspetti particolari: rivivranno quindi pagine dimenticate o misconosciute della storia del Sud, dal brigantaggio del decennio francese al ribellismo postunitario; si parlerà di capi famosi, come Ciro Annicchiarico, il prete brigante e del sergente Romano, ma anche della massa anonima di sbandati borbonici che presero la strada della macchia e della violenza, non avendo altra via di fuga dalla miseria e dalla disperazione.

La colpa principale di questi uomini è forse quella di essere vissuti in un periodo di rivolgimenti epocali, senza avere la certezza, non dico del futuro, ma neanche del presente.

La paura del nuovo – rappresentato dai Savoia – che avanzava colse impreparati i contadini meridionali che ancora non avevano coscienza di essere classe sociale: a loro anche il poco o il nulla che possedevano sotto i Borboni sembrò in pericolo. La loro centenaria aspirazione, il possesso della terra che lavoravano, per un momento sembrò realizzarsi: così, ad esempio, Garibaldi apparve subito ai loro occhi il messia venuto ad affrancarli e a liberarli. E non tardarono a ricredersi quando il nuovo Stato, invece delle terre promesse, impose nuove tasse e nuove coscrizioni obbligatorie: quanto grande fu l’illusione di un momento, tanto maggiore e immediata fu la delusione; le terre cambiarono proprietà ma i contadini continuarono a rimanerne esclusi e – in aggiunta – i loro figli dovettero andare a servire il nuovo sovrano in un esercito che ancora non considerarono come il proprio.

E fu la macchia, furono le ruberie e le grassazioni di un popolo che non intravedeva futuro, furono le illusioni di un ritorno al potere del Borbone, fu il brigantaggio.

Lo stato unitario rispose alla violenza con la repressione, spesso crudele e quasi sempre indiscriminata, in una lotta impari tra un esercito organizzato e preponderante per numero e i manipoli di uomini alla macchia; una lotta che – come in tutte quelle definite di guerriglia – segnò parziali ed iniziali successi per i secondi. Allora si volle colpire ancora più duramente e lo Stato emanò la prima di una lunga serie di leggi speciali che lo hanno caratterizzato fino ad oggi: la legge Pica. Soppresse le fondamentali libertà, bastò il sospetto per arrestare, fu sufficiente essere catturato con le armi in mano per essere fucilato sul posto, il solo sospetto fu elevato a rango di prova, la parentela diventò crimine e intere famiglie – colpevoli di avere un congiunto alla macchia – furono poste in stato di detenzione e giudicate dai tribunali militari straordinari di guerra.

Fu, insomma, quella che gli storiografi ufficiali – la storia è scritta sempre dal vincitore – definirono con disprezzo e faciloneria lotta alla delinquenza comune meridionale, “il brigantaggio”.

Ora sono passati quasi centocinquanta anni, il revisionismo di quel periodo storico è avviato, i tempi sono maturi per riflettere obiettivamente su quel periodo, per capire, senza giustificare le violenze di entrambe le parti, anche le ragioni di chi perse, per analizzare la portata popolare e la diffusione del brigantaggio meridionale, per inquadrarla in un contesto più aderente alla realtà di confusa rivolta anarcoide della classe contadina del Sud.

Per questo e per tante altre ragioni una settimana di studi può non essere sufficiente, ma è un passo importante per analizzare gli errori di allora traendone gli elementi per superare quelle occasioni di conflittualità ancora oggi esistenti.

fonte

pontelandolfonews.com

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