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Il piemontese conte Alessandro Bianco di Saint-Jorioz

Posted by on Mar 24, 2019

Il piemontese conte Alessandro Bianco di Saint-Jorioz

Il piemontese conte Alessandro Bianco di Saint-Jorioz era capitano nel Corpo di Stato Maggiore Generale; in armi, aveva partecipato alla distruzione del Regno delle Due Sicilie e al massacro dei meridionali.

Lo aveva fatto (scrisse in “Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860 al 1863)”, convinto di combattere contro

«la povertà dei coloni agricoli, la rapacità e la protervia dei nobili, l’ignoranza turpe» e la superstizione, il fanatismo, l’idolatria, la sregolatezza dei costumi, l’immoralità, le corruttele di impiegati, magistrati e pubblici funzionari, la rapina, il malversare. Insomma: il male.

Questo, gli avevano raccontato, era il Sud.

Capì tardi, ammise, che quel popolo era

«nel 1859, vestito, calzato, industre, con riserve economiche. Il contadino possedeva una moneta.
Egli comprava e vendeva animali; corrispondeva esattamente gli affitti; con poco alimentava la famiglia, tutti, in propria condizione, vivevano contenti del proprio stato materiale. Adesso è l’opposto».

Perché, con l’invasione piemontese,
«in pochi anni le proprietà si concentrarono a pieno nelle mani dei ricchi, degli speculatori, degli usurai e dei manipolatori… Tu vedi uomini di merito languire. Spopolati gli studi di tanta gioventù».

E i beni delle famiglie erano depredati con tasse di successione così abnormi «che con tre successioni nella famiglia stessa, che possono verificarsi anche in un anno, dalla agiatezza si balza nella mendicità qualunque famiglia».

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