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LA GUARDIA NAZIONALE E LA GUARDIA URBANA (ultima parte)

Posted by on Set 22, 2017

LA GUARDIA NAZIONALE E LA GUARDIA URBANA (ultima parte)

Il Prefetto: Cler.

La predetta circolare pervenne al Sig. Sicca che, da pochi giorni era stato inviato a Guardia, dalla Prefettura di Benevento, in qualità di R. Delegato Straordinario per l’Amministrazione Comunale, onde rimettervi l’ordine che purtroppo faceva difetto. Egli così rispose al Prefetto Cler di Benevento:

Municipio di Guardia Sanframondi

Guardia Sanframondi 25-5-1866

Prot. n. 219 – Risp. Circ. del 12-5-1866 – n. 4901

Oggetto: Sul servizio di questa Guardia Naz. e sulla nomina di un Ispettore.

Al Signor Prefetto della Provincia di Benevento.

Mi è pervenuta questa mattina la rispettata circolare della V.S. colla quale sono dati opportuni provvedimenti perchè sia riattivato il servizio della Guardia Nazionale e venga la Milizia riunita in ogni giorno festivo per l’istruzione ed ispezionata da un Ispettore nominato nella persona del Sig. Capitano Raffaele Pigna. Appena arrivato in questo Comune doveva certamente essere mio pensiero, e lo fu, d’interessarmi su questo importantissimo oggetto, ma restai sconfortato dallo stato di ogni cosa che alla Guardia Nazionale si riferisce. Non era stata effettuata la revisione della matricola e dei ruoli, niun servizio si faceva da un anno, ed interpellato il Comandante, Capitano anziano Errico Foschini Longo, mi dichiarò apertamente ed in modo positivo che inutile sarebbe il richiedere alcun regolare servizio nello stato dì dissolvimento quasi completo in cui si trova questa Guardia Nazionale, specialmente per dissenzioni gravi avvenute tra i due Capitani riverbantesi sugli altri graduati e sui militi. Mi diedi premura di fare, per quanto si poteva meglio, la pronta revisione della matricola e visto come il numero totale dei militi è di poco più di cento cinquanta pel servizio ordinario, mi risultò la convenienza di formare una sola compagnia. Susseguentemente a che, con mio rapporto del 10 maggio, n. 144, riferii ogni cosa alla Sottoprefettura interessandola a promuovere lo scioglimento di questa Guardia Nazionale per ricostituirla subito in una sola compagnia, e nella persuasione che tale provvidenza venga in breve emanata, mi trovo di avere già formato il Ruolo della sola compagnia da riorganizzarsi. Solamente in questo modo, sia perché viene tolta la causa dei dissidi, sia perché è operabile la nomina di nuovi graduati in persone che alla stima congiungono la buona volontà ed energia, si può nutrire qualche fiducia di vedere riattivato un utile servizio della Milizia di Guardia Sanframondi, la quale altra volta e precisamente prima che si dividesse in due compagnie, non fu tra le ultime della Provincia. Ciò mi sono creduto in debito di riferire alla S.V. a scarico di personale responsabilità, d’altra parte, in obbedienza a quanto può attribuirsi dal contenuto della succitata circolare del 1 maggio, oggi pervenutami, l’assicuro che in questa parte ordinativa ed amministrativa, non mancherò di provvedere nel miglior modo osservando però che non posso assumere la responsabilità della parte esecutiva per quanto si riferisce al Comandante, e sulla quale posso bensì insistere ed eccitare ma non provvedere. Per quanto si riferisce al Signor Uffiziale Delegato ad ispezionare la Guardia di questo Mandamento non avrà che a farmi quelle richieste che siano nell’interesse del servizio, e nel limite delle mie attribuzioni per vederle immediatamente assecondate. Colgo quest’occasione per accertare la S.V. che in questo Comune esiste la più soddisfacente tranquillità.

Il Regio Delegato Straordinario: L. Sicca

La proposta del Delegato Straordinario del Comune, tendente a sciogliere le due compagnie ed a formarne una sola, non venne accolta, ma ottenne l’effetto della ricostituzione del Consiglio di Disciplina che era stato soppresso perché non si era più provveduto alla nomina del Relatore e del Segretario. In data 29 giugno 1866 infatti, su proposta del Capitano anziano Foschini Longo, venne nominato Relatore il Sottotenente Pietro De Blasio e Segretario il Milite Vincenzo Morone di Filippo. Ciò valse a rinsaldare i vincoli disciplinari perchè il Consiglio di Disciplina potette adottare tutti quei provvedimenti consentiti dalla legge, a carico dei militi che incorrevano in mancanze. Ben presto però una grave mancanza fu commessa dal Capitano Pigna ed il provvedimento adottato a suo carico dal Prefetto di Benevento, in seguito a rapporto dell’Arma dei Carabinieri Reali, scosse nuovamente la compagine della G.N. I particolari del caso Pigna si rilevano dal seguente Decreto Prefettizio mediante il quale venne inflitta la sospensione di un mese al prefato ufficiale:

Il Prefetto della Provincia di Benevento

in Consiglio di Prefettura

Visti gli atti a carico del sig. Raffaele Pigna, Capitano della Guardia nazionale del Comune di Guardia Sanframondi, imputato di aver favorito la fuga di Pigna Domizio arrestato dall’Arma dei Reali Carabinieri;

Inteso l’Ufficiale nelle sue osservazioni;

Considerando che se dallo assieme dei fatti accertati non risulta la complicità del Capitano, si trova però bastantemente liquidato, che la sua inerzia contribuì a far fuggire dalle mani dei Reali Carabinieri il Pigna, per non aver prestato braccio forte, comunque formalmente richiestone, e limitandosi a presenziare con l’indifferenza alla colluttazione durata per qualche tempo fra la Forza ed il prevenuto;

Che la deduzione fatta in sua difesa dal Capitano di avere ripetutamente richiesto ai Carabinieri Reali la consegna del Domizio nell’atto che non lo esime dalla imputazione in parola, rende più grave la sua colpevole impassibilità nello assistere alla lotta dopo il rifiuto per parte dei Carabinieri fatto in omaggio al Regolamento dell’Arma;

Considerando che nel frangente in discorso, senza discendere all’esame della complicità, per la quale si è istituito il relativo procedimento dall’Autorità competente, non cada dubbio, che il Capitano abbia spiegato un contegno poco lodevole col rimanere passivo nella colluttazione senza cooperare alle operazioni dei Carabinieri Reali;

Visti i pareri del Sottoprefetto;

decreta

Il Signor Raffaele Pigna Capitano della Guardia Nazionale di Guardia Sanframondi rimane sospeso per un mese.

Copia del presente Decreto sarà trasmessa al Ministero dell’Interno per gli effetti di legge.

Benevento 17 agosto 1866 –

Firmato Cler – Firmati Pulerano – Mancini.

Per copia conforme – il Segretario Capo – Brignone.

Il provvedimento di rigore a carico del Pigna gli fece perdere definitivamente anche l’incarico di Ispettore delle Milizie del Mandamento. Nel togliergli tale incarico, il Prefetto di Benevento, con nota del 27 agosto detto anno, n. 8983 così si espresse: “Il capitano Pigna non potrà in certo modo godere della stessa stima e fiducia dei Militi nello esercitare la carica d’Ispettore delle Milizie del Mandamento allorquando sarà restituito alle sue funzioni”. I latenti dissensi fra i due capitani comandanti, che si acuirono dopo il fatto del Pigna, la presenza nelle compagnie di elementi di discordia, ebbero tale effetto deleterio sul servizio e sulla disciplina che fu giocoforza, nel giugno 1867, sciogliere le due compagnie e ricostruirne subito una sola, della forza di 125 uomini, il cui comando venne affidato al Capitano Lucantonio Assini di Carlo Maria. Fu dopo tale provvedimento che il servizio si riattivò e la disciplina si rinsaldò sufficientemente. Anche questa volta però, l’organismo funzionò abbastanza bene solo per poco tempo. I primi sintomi del deficiente spirito di attaccamento all’istituzione e della noncuranza della massa della Milizia, si ebbe nell’agosto del 1867, quando si dovette procedere alla elezione di un luogotenente, per sostituire il notaio Francesco Nonno, eletto luogotenente il 16 giugno e dimissionario il susseguente giorno 19, perché la sua professione era incompatibile con le funzioni di ufficiale. Come prescriveva la legge, la nomina era fatta per elezione, innanzi al Consiglio di Ricognizione, dai militi della compagnia se in numero legale e cioè metà della forza, che come si è detto era di 125 uomini, all’uopo invitata con pubblico bando. Nella prima riunione eseguita il 14 agosto, si presentarono 8 militi, e nella seconda del 17 dello stesso mese, appena quattro. Intervenne allora, giusto le disposizioni in vigore, il Sottoprefetto di Cerreto, che, con decreto del 6 settembre 1867, nominò luogotenente, il sig. Pietro De Blasio. Le assenze al servizio si fecero più frequenti od essendo andate impunite o quasi per la poca o nessuna efficacia delle pene comminate dal Consiglio di Disciplina, il servizio stesso andò mano mano scomparendo. Ce ne fa fede la seguente lettera inviata dal Sindaco di Guardia al Sottoprefetto di Cerreto Sannita:

Municipio di Guardia Sanframondi

  1. 189 di Prot. – Guardia Sanframondi 30 marzo 1868

Oggetto: Guardia Nazionale

Al Signor Sottoprefetto di Cerreto Sannita.

Riorganizzata la Guardia Nazionale di questo Comune in giugno 1867, per essersi allontanati e rimossi dalla medesima tutti gli elementi di dissoluzione e di anarchia, si riattivò in certo quasi modo il servizio, e lo andamento della disciplina non lasciava nulla a desiderare per un certo tempo. Se non che essendo avvenute delle mancanze al servizio, ed essendo tali mancanze andate impunite per la poca o nessuna efficacia delle pene che si emanano dai Consigli di Disciplina cominciò man mano a rallentarsi detto servizio fino al punto di scomparire del tutto. In vista di siffatto rallentamento io non mancavo di richiamarvi sopra l’attenzione degli Ufficiali della G.N. i quali, non mancano per conto loro di buona volontà, ma non omettevano farmi osservare che la ragione di tale decadimento continuo era dovuto oltre che alla mitezza delle sanzioni disciplinari, all’indole ed al carattere degli individui che compongono la G.N. di questi luoghi. Noto ora il bisogno di riattivarne il servizio gli stessi inconvenienti di prima, ed ostacoli di una volta rivivono e si fanno innanzi. Il Consiglio di disciplina anziché essere un mezzo per mantenere sempre vivo e desto il servizio ordinario, è stato sventuratamente per questa G.N. la pietra ad inciampo, lo scoglio in faccia al quale si è infranta la volontà più energica, lo zelo per la cosa pubblica il più rigoroso. E perciò che il sottoscritto, mentre da una parte riconosce l’urgenza e la necessità di galvanizzare questo cadavere, dall’altra non può illudersi nè illudere le superiori Autorità del risultato delle sue cose e mezzi, che di accordo con gli Ufficiali della G.N., metterà all’uopo in opera, finché questi mezzi non cessano di essere quelli dettati dalla Legge sulla G.N. in vigore. In conseguenza di che stante le urgenze accennate nella nota al margine distinta, si prega V.S. a dare o provvocare disposizioni eccezionali, p.es.: un pò di arresto, un lavoro di servizio di più, una chiamatina costà, e qualche cosa di simile da comminarsi da questa Sottoprefettura dietro rapporto del Comando della G.N., senza delle quali è follia sperare che il servizio venisse raddrizzato. Nè si crede inutile dal sottoscritto protestarle che laddove siffatte eccezionali disposizioni non si dessero egli insieme agli Uffiziali della G.N. declina ogni responsabilità per la mancanza di efficace concorso, al quale potrebbe essere chiamata la G.N.

Il Sindaco Giovanni Assini.

A tale lettera, il Sottoprefetto di Cerreto rispondeva il 31 dello stesso mese, facendogli presente che i mezzi da lui proposti per reprimere le mancanze di servizio dei militi della G.N., erano proprio quelli che si trovavano nelle leggi e perciò non restava che applicarli. Soggiungeva il Sottoprefetto: “Al di sopra di essi (mezzi) non vi è altro che la forza morale bene impiegata, e principalmente il buon esempio dei Capi”. Le notizie sulla Guardia Nazionale di Guardia, venute a nostra cognizione, praticamente cessano al 1868. Sappiamo pure che nel 1870, il Consiglio di Ricognizione, sotto la presidenza del sig. Pietro De Biasio, assessore anziano ff. da sindaco, riscontrò che il numero dei disponibili per la Guardia Nazionale Mobile era di 123 unità. La Guardia Nazionale, e non solamente quella di Guardia, pian piano, quasi di morte naturale, scomparve. In Guardia finì di esistere, con quasi certezza, ai primi del 1879 e ciò si può rilevare dalla seguente lettera del Comando dei CC.RR. della Provincia di Benevento:

Carabinieri Reali – Legione di Napoli

Provincia di Benevento

Serve la presente di ricevuta al Municipio di Guardia Sanframondi di centodieci fucili e centocinque rispettive baionette, armi appartenenti allo Stato, e già in uso presso la disciolta Guardia Nazionale del suddetto Comune.

Benevento lì 2 febbraio 1879.

Il Capitano Comandante nella Provincia: illeggibile.

Qui ci sembra doveroso precisare che se deficienze furono riscontrate nella Guardia Nazionale di Guardia esse furono, in generale, le stesse che si lamentarono in quasi tutte le milizie dei comuni dell’Italia Meridionale. Quivi infatti, salvo pochissime eccezioni, si ebbe cattiva organizzazione, poca idoneità dei quadri e scarsi mezzi a disposizione. La Guardia Nazionale di Guardia Sanframondi, se pur non prese parte ad operazioni di servizio di notevole importanza, si cimentò talvolta nella lotta contro il brigantaggio ed a proposito ricorderemo il conflitto a fuoco in cui fu ucciso il brigante Luigi De Simone dal Capitano Raffaele Pigna (13 settembre 1862). Oggi non possiamo fare a meno di pensare con una certa simpatia a quei nostri buoni padri, che la domenica o nei giorni di esercizio sfilavano per il paese indossando la bella uniforme, il chepì e le buffetterie, con la daga al fianco ed il fucile in ispalla, preceduti da sei guastatori armati di grosse scuri. Ed il popolo allora ammirava ed applaudiva quei pacifici commercianti, quei robusti contadini, quei panciuti professionisti, quegli arzilli signorotti trasformati per l’occasione in fieri militari.

fonte

brigantaggio.net

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