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La liberazione d’Italia nell’opera della Massonerìa

Posted by on Apr 27, 2019

La liberazione d’Italia nell’opera della Massonerìa

Atti del Convegno di Torino 24-25 settembre 1988, a cura di Aldo A. Mola (Centro per la storia della Massoneria, Roma); Foggia, Bastogi, 1990, in 8, pp. 394. L. 30.000.
Le logge massoniche piemontesi nell’età napoleonica, l’unificazione italiana nel­l’opera dei massoni spagnoli, l’attività massonica del condottiero dei Mille, i rapporti tra i Valdesi e la Massoneria a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la Massoneria e l’emancipazione femminile, Massoneria ed Ebraismo nel primo e nel secondo Risorgimento: sono questi solo alcuni degli argomenti raccolti in questo elegante volume curato da Aldo A. Mola, che ha cosi reso disponibili gli Atti di un interessante convegno di studi, La liberazione d’Italia nell’opera della Massoneria , tenutosi al Teatro Nuovo di Torino nelle giornate del 24 e 25 settembre 1988. Inserito nel programma delle celebrazioni indette in occasione del Quarantennale della Repubblica, il convegno ed in maniera particolare questi Atti, che ne costituiscono la documentazione ha offerto importanti spunti per lo studio (sempre foriero di interessanti novità) e l’approfondimento dell’apporto fornito dalla Massoneria al conse­guimento dell’unificazione nazionale.
Un contributo certo non indifferente, anche se si tiene solo conto della statura morale ed intellettuale di quelli che ne furono i principali protagonisti: l’abate Ludovico Frapolli, che fu, di fatto, il trait-d’union tra gruppi di nazionalità diversa (si legga al riguardo l’intervento di LUIGI POLO FRIZ, Ludovico Frapolli: un Gran Maestro nei rapporti con esuli ungheresi e polacchi, pp. 93-112); Garibaldi, iniziato com’è noto alla Massoneria nel 1844 nella Loggia irregolare Asilo de la Vertud di Montevideo ed incurante, o quantomeno al di sopra, dei dissidi interni alla Massonerìa italiana tra il Grande Oriente Italiano di Torino ed il Grande Oriente di Rito Scozzese siciliano (interessanti, pur nella loro sinteticità, le pagine di EDWARD E. STOLPER, Garibaldi Massone, pp. 133-151); Francesco De Sanctis (ANTONIO PIROMALLI, Francesco De Sanctis e il programma massonico di pedagogia nazionale, pp. 197-206); Emesto Nathan (ROMANO UGOLINI, Ernesto Nathan e il Risorgimento, pp. 229-240); Giovanni Merloni (Ivo BIAGIANTI, Massoneria e socialismo nell’età giolittiana: il caso di Giovanni Merloni, pp. 327-358); e poi ancora: il rumeno Constantin Rosetti (DAN BERINDEI, II radicale rumeno Constantin Rosetti e il Risorgimento italiano, pp. 113-132) ed il garibaldino ungherese Istyan Turr (SALVATORE LOI, Stefano Turr, pp. 365-376) e, per concludere, ultimo (ma solo in ordine cronologico, non certo di importanza o di notorietà), Gabriele D’Annunzio, di cui Aldo A. Mola fornisce un documentato e valido resoconto sull’impresa di Fiume (L’ultima impresa del Risorgimento: la Massoneria per D’Annunzio a Fiume, pp. 261-303), corredato nell’appendice finale dalla riproduzione, in alcuni casi anche fotografica, di alcuni documenti d’epoca.
Un volume che raccoglie, dunque, materiale estremamente eterogeneo, che va spesso al di là dei termini cronologici e degli argomenti che sarebbe lecito supporre di trovare confidando nella completezza del titolo, ma che fornisce una panoramica dettagliata sul contributo, a livello nazionale, certo, ma anche nei suoi riflessi internazionali, dell’indiscutibile contributo fornito dalla Massoneria all’unificazione italiana.

VINCENZO FANNINI

http://www.risorgimento.it/rassegna/index.php?id=62551&ricerca_inizio=0&ricerca_query=&ricerca_ordine=DESC&ricerca_libera=&fbclid=IwAR3uLvskthxPFgJxKsJAWtl4lV08WL6L8bYFrgbDuJbJRrszXQ44Xk7daUI

segnalato da

Celestino Filomena

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