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La Messa non è finita, specie se è in latino

Posted by on Nov 7, 2019

La Messa non è finita, specie se è in latino

La Messa è finita? Niente affatto. La Messa sta tornando, soprattutto quella in latino. Non è l’auspicio di qualche nostalgico dei tempi andati, ma un fenomeno che sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti, in particolare grazie alla Fraternità sacerdotale San Pietro. 

La Messa è finita? Niente affatto. La Messa sta tornando, soprattutto quella in latino. Non è l’auspicio di qualche nostalgico dei tempi andati, ma un fenomeno che sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti, in particolare grazie alla Fraternità sacerdotale San Pietro, nata come noto da sacerdoti ex «lefebvriani» e costituitasi 1988 con il placet di san Giovanni Paolo II.  A darne conto è il Washington Examiner, che riferisce come le funzioni di questi sacerdoti – che alcuni non esiterebbero ad apostrofare sprezzantemente come «tradizionalisti» – siano sempre più seguite.

Basta guardare a quel che succede a Los Angeles, dove fino al 2018 la Fraternità San Pietro non aveva una chiesa e dove, solo nell’ultimo anno, la messa vetus ordo ha visto raddoppiare i fedeli, lievitati da 250 a 500. In 200 si sono aggregati solo dopo che è stata aggiunta una quarta messa domenicale, a dimostrazione di un’esigenza davvero sentita. E non si tratta, di badi, di un caso isolato.

Infatti anche nella parrocchia di Naples, comune nella contea di Collier, in Florida, la messa in latino oggi raccoglie circa 400 fedeli, facendo segnare un più 20% rispetto a quelli presenti nel 2018. Stessa musica a Coeur d’Alene, nell’Idaho, dove negli ultimi due anni l’aumento di fedeli alla messa vetus ordo è stata del 29%, mentre la parrocchia assegnata alla Fraternità san Pietro ad Atlanta, nell’ultimo anno, un aumento di fedeli del 30% lo ha registrato solo nell’ultimo anno.

Va detto che la notizia, qui, non è solo nel successo sbalorditivo della vetus ordo, ma anche della Fraternità stessa che, dal 2008 ad oggi, in poco più di dieci anni, ha visto triplicare le proprie parrocchie americane, lievitate da 11 a 33. Come già osservava esattamente un anno fa il National Catholic Register, i sacerdoti della San Pietro sembrano essere degli specialisti nel risollevare comunità in crisi. Emblematica, a questo proposito, l’esperienza di Seattle, dove la San Pietro è arrivata nel 2008 e dove, dopo pochi anni, ha dovuto farsi assegnare una seconda parrocchia a 40 minuti dalla citata metropoli dello dello Stato di Washington perché la richiesta per la messa vetus ordo non riusciva ad essere soddisfatta da una sola chiesa.

Stessa musica per la Church of All Saints di Minneapolis, dove in appena sette anni le presenze alla messa antica solo triplicate, passando da 200 a 600 persone. Un indubbio successo della Fraternità San Pietro anche se è anzitutto, appunto, un successo della messa vetus ordo, che sta letteralmente spopolando. Tanto che pochi mesi or sono anche Dan Banke, firma di One Peter Five, se da un lato ha tentato di circoscrivere il successo delle funzioni in latino, dall’altro non ha potuto fare a meno di ammettere che esse hanno fatto «un indubbio balzo in avanti rispetto alla diffusione che avevano solo 10 o 20 anni fa».

Della riscossa, per così dire, del cristianesimo più conservatore si sono accorti da tempo anche i sociologi. Uno studio pubblicato nel novembre 2017 su Sociological Science a firma di Sean Bock, sociologo di Harvard, ha infatti concluso come negli Stati Uniti solo «la religione moderata» sia «in declino»; viceversa, gli evangelici conservatori e in generale quanti – come l’universo che gravita attorno alla Fraternità San Pietro – hanno convinzioni che molti giudicherebbero anacronistiche sono stabili, quando non avanzano.

Tutto ciò era stato previsto già nel lontano 1972 dallo studioso Dean M. Kelley nel suo volume Why conservative churches are growing (Harper & Row) con il quale, in piena primavera secolarista, pronosticava la riscossa della religione conservatrice, basata su rigidi codici morali. Una profezia ampiamente confermata dal seguito che sta avendo, perfino nella ultramondana Los Angeles, la messa vetus ordo, che ogni domenica è complessivamente seguita da circa 100.000 americani. 

A suo modo, tutto ciò rappresenta anche una risposta a quella parte di mondo cattolico che ritiene che senza le opportune «aperture» e i doverosi aggiornamenti morale, la Chiesa non sarebbe più ascoltata da nessuno. Una tesi clamorosamente smentita dai fatti ma alla quale, c’è da temere, i suoi sostenitori rimarranno incollati. Perché, anche se sbagliate, certe credenze sono dure a morire.

Giuliano Guzzo

fonte https://lanuovabq.it/it/la-messa-non-e-finita-specie-se-e-in-latino

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