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La Natività più grande del mondo è esposta nel Duomo di Napoli, l’hanno realizzata gli artigiani Cantone & Costabile

Posted by on Dic 7, 2019

La Natività più grande del mondo è esposta nel Duomo di Napoli, l’hanno realizzata gli artigiani Cantone & Costabile

Cantone & Costabile, artigiani presepiali dal 1960, sono entrati nel Guiness world records: è loro la Natività più grande al mondo. L’iconografia e le tecniche utilizzate sono quelle del tradizionale presepe napoletano del Settecento, le dimensioni e l’imponenza dell’opera, però, non hanno eguali: il San Giuseppe misura 4,20 metri, la Madonna 3,40.

Ieri mattina in Duomo, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe, hanno inaugurato l’opera, frutto di due anni di lavoro e sacrifici. Antonio Cantone e Maria Costabile (nella foto sopra i due artigiani del presepe, alle loro spalle la loro Natività) sono dei puristi della tradizione e ancora oggi realizzano soltanto i pastori del presepe napoletano settecentesco, per continuare a trasmetterne l’originario messaggio religioso ed artistico.

Signor Cantone, insieme a sua moglie porta avanti una bottega d’arte sin dal 1960. Come nasce la vostra attività?

Nasce dall’unione delle nostre due famiglie. La famiglia Cantone era specializzata in restauro d’opere d’arte, la famiglia Costabile s’è sempre dedicata alla realizzazione di minuterie da presepe napoletano. Da questa unione è scaturita la realizzazione delle statue da presepe. Nel 2013 abbiamo avuto la possibilità di realizzare il primo presepe napoletano esposto in piazza San Pietro, e nel 2017 abbiamo fatto il secondo.

Ci racconta il suo incontro con Papa Francesco? Cosa le ha detto quando ha visto il presepe?

Il Papa l’abbiamo visto tre volte. Nel 2013 l’abbiamo incontrato in udienza privata assieme al cardinale Crescenzio Sepe, un’emozione unica. Abbiamo parlato delle motivazioni alla base del presepe e ci ha dispensato alcune perle di saggezza in materia: è grande conoscitore dell’arte presepiale. Del nostro presepe ha apprezzato molto la tipicità del pastore napoletano e l’estrema immediatezza di linguaggio delle sculture.

Ha realizzato la Natività in stile napoletano più grande al mondo. Qual è il senso di quest’opera? Quanto tempo ha impiegato?

Non l’abbiamo realizzata per appagare il nostro ego, ma per porre l’accento sull’importanza e la sacralità della famiglia. Quando si parla di famiglia, siamo tutti concordi sul fatto che è importante e che la sua unità deve essere preservata, ma poi, nella quotidianità, non sempre lavoriamo in questa direzione. Ci sono voluti due anni di lavoro. La terracotta non è fatta per misure così grandi e questa è stata sicuramente la difficoltà principale che abbiamo incontrato. 

Quale tecnica avete adoperato?

Per queste statue da presepe, che entreranno a breve nel libro dei record come Natività più grande mai realizzata, abbiamo adottato le stesse tecniche del presepe tradizionale. Anche i materiali sono gli stessi: testa ed arti in terracotta policroma, occhi di cristallo, corpo in tubolari d’acciaio imbottiti, abiti in tessuto, come i classici pastori del presepe.

Che ne pensa di quanti a San Gregorio Armeno realizzano statuette di personaggi famosi che nulla hanno a che vedere con la natività e la tradizione religiosa?

Non critico e non giudico nessuno, è un’operazione commerciale che alcuni hanno sentito di voler portare avanti e per questa cosa hanno avuto anche l’attenzione dei media. La mia scelta è stata diversa, sono un purista al 100% e desidero continuare a trasmettere quel messaggio religioso e artistico incarnato dal presepe napoletano.

Cosa le piace della San Gregorio Armeno di oggi?

Credo che l’attenzione dei media si sia ormai saturata. La cultura non sempre paga e oggi l’attenzione è rivolta soprattutto alle statuine dei vip, ai personaggi del momento. Credo che questo sia riduttivo rispetto ad un’arte diffusa in tutto il mondo, che nonostante tutto continua a resistere. Bisognerebbe fare un passo indietro e studiare cos’è il presepe napoletano, quali sono le motivazioni alla base della sua realizzazione, qual è il messaggio primitivo ed arcaico che intende trasmettere. Chi ha investito sulle statuine dell’attualità giustamente prosegue su quella strada, ma ormai è come spolpare un osso già finito. Noi ci siamo legati solo alla tradizione e non so se per bravura o fortuna, ma ci siamo tolti grosse soddisfazioni: le due esposizioni a San Pietro, altre in America e in Austria in musei importanti. Cerchiamo di diffondere il messaggio intrinseco del presepe napoletano nella maniera più pura, senza contaminazioni e deviazioni di sorta.

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