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La Storia che non si racconta da Bocca di Falco a Gaeta (seconda parte)

Posted by on Apr 25, 2017

La Storia che non si racconta da Bocca di Falco a Gaeta (seconda parte)

Il fatto d’armi di Reggio o sia scaramuccia, fa poco onore a Garibaldi: costui fece assalire tre compagnie mentre dormivano sicure di non essere molestate, ignorando il tradimento del proprio generale Gallotti; e perché il prode colonnello Dusmet si oppose all’irrompente piena de’ nemici che si riversavano nella piazza del duomo per opprimere i suoi soldati dormienti, è assassinato assieme al figlio…!

Dopo la scaramuccia della piazza del Duomo, i garibaldini ne sostennero un’altra finta contro il Castello di Reggio: sicuri che il comandante generale Gallotti avrebbe ceduto quando essi l’avessero desiderato, avendogli lasciata in ostaggio la sua famiglia.
Sul lido reggiamo e sopra que’ vicini monti, Garibaldi sostenne insignificanti scaramucce, avendosi comprato il generale Briganti comandante una brigata, ed avendo anche a fronte il colonnello Ruiz con un’altra brigata, il quale dimostrava una inqualificabile condotta con far di tutto che i suoi soldati non combattessero, anzi, che si sbandassero.

Quando Garibaldi, mercè i tradimenti di Briganti ed il contenersi equivoco di Ruiz, ebbe libero il passo, corse con tutte le sue forze ad opprimere la piccola brigata Melendez sul Piale. Melendez sicuro che Briganti e Ruiz avrebbero combattuto Garibaldi, si credea sicuro sul Piale, e giudicava opportuna la sua posizione ed accorrere al bisogno per appoggiare l’altre due brigate.

Quando meno lo pensava si vede circondato da numerosi nemici, i quali gl’intimano di rendersi, facendogli conoscere, che le brigate di Briganti e Ruiz già si erano sbandate, e che Vial non potea soccorrerlo. Melendez dopo di aver tentato tutti i mezzi di salvare la sua brigata, fu costretto rendersi pel tradimento de’ suoi colleghi, e per l’inazione del comandante in capo Vial.

Fin qui non trovo nessuna azione militare di Garibaldi che lo dimostri un mediocre Generale, esso disarmava e sottometteva tre brigate non con le armi e col valore, ma coi mezzi morali…
Garibaldi, nella Provincia di Reggio non trovando più soldati, non già da combattere, ma da farli vendere e tradire da’ propri Generali, marcia alla volta di Napoli. Sul suo cammino raggiunge un corpo di esercito comandato dal generale Ghio, il quale avrebbe potuto batterlo e sbaragliarlo, invece, senza colpo ferire, gli consegna quel corpo di esercito di 12 in 14 mila uomini, e si mette agli ordini del Dittatore…!
Caldarelli, in Cosenza senza neppure vedere i garibaldini, fa con un messo una capitolazione e marcia con la sua brigata di conserva col nemico.
Il campo di Salerno fu tolto per le male arti de’ nemici del Re, e per la dabbenaggine degli amici; e così Garibaldi giunse a Napoli, senza aver bisogno delle sue masse!

In tutta questa campagna militare del Dittatore non trovo né scienza militare qualunque, né coraggio guerriero, ma soli mezzi morali, cioè viltà, infamie e tradimenti.

Trovo però che Garibaldi, ad onta che fosse in possesso del ricco Reame delle Due Sicilie, avendo acquistata forza morale e materiale; ad onta dell’ostinazione di Ritucci a non volerlo molestare, fece cattivissima prova militare nella guerra del Volturno.
In effetti quando il 1° ottobre fu attaccato in campale battaglia mal diretta, e peggio eseguita, salvo il valore di speciali individui, egli si ridusse a domandar soccorso all’esercito Piemontese; non giudicando sufficienti i battaglioni sardi che avea a sua disposizione: tutto questo glielo rinfacciò poi pubblicamente il generale Cialdini. Son questi fatti inappuntabili, e volerli negare o travisare sarebbe impudenza.

Conchiudo con ripetere quello che dissi ragionando de’ fatti di Calabria, cioè che Garibaldi sarà un grand’uomo, che supera in istrategia e coraggio i più rinomati Generali d’Europa; il fatto si è che nell’invasione del Reame di Napoli nulla operò di estraordinario militarmente; e tutto quello che egli fece l’avrebbe fatto un uomo qualunque dotato di talenti non estraordinarii se avesse avuto i suoi mezzi.
So che questo mio giudizio non andrà a sangue agli ammiratori ciechi di Garibaldi; ma dopo 15 anni gli uomini di senno non giudicano più sulle notizie a sensation del 1860, al contrario valutano gli uomini di quel tempo con la realtà de’ fatti compiuti. Valga per tutto vedere oggi Garibaldi Deputato di Parlamento italiano.

fonte la storia che non si racconta

 

 

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