Alta Terra di Lavoro

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LA STORIA E’ SEMPRE FATTA DI VERITA’ SCOMODE, SE E’ ONESTA

Posted by on Feb 3, 2018

LA STORIA E’ SEMPRE FATTA DI VERITA’ SCOMODE, SE E’ ONESTA

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GAETANO TIBURZI detto ” il maciacca” era nato a Baroncelli nella periferia di Firenze ed era uno d…ei tanti sfaccendati che viveva di espedienti e furtarelli, si arrangiava a fare il venditore ambulante di carne ed aiutava un macellaio sito nei pressi di Poggio Imperiale dove era la residenza del Granduca di Toscana allora regnante FERDINANDO III DI ASBURGO-LORENA. Egli era nato il primo settembre 1801 e aveva quasi 19 anni quando divenne padre di un bambino procreato con tale REGINA BETTINA figlia di un umile colono che dimorava nei pressi di Porta Romana, la sua famiglia contrastava la loro unione perchè il ragazzo era un farfallone ed aveva anche problemi con la legge essendo un renitente alla leva militare, la loro unione era clandestina ed il bambino non era nè registrato nè battezzato. Il 16 settembre 1822 gli si presentò l’occasione giusta per guadagnare sulla sua indesiderata paternità, con una offerta molto allettante da persone a cui non poteva rifiutare, così egli all’insaputa della madre, consegnò il suo bambino di circa due anni e mezzo promettendo di tacere per sempre. Alla madre del piccolo raccontò una storia che lo avevano rapito e così sciolse anche il legame con lei e lei ritornò alla sua famiglia passando il resto della sua vita in umiliazioni e tormenti e morì di povertà nell’ospizio di Materdomini. Invece il compagno Gaetano da quel giorno cambiò vita e da garzone di bottega diventò un imprenditore ricco nel campo della macellazione, degli insaccati e della vendita all’ingrosso ed al dettaglio con vari punti vendita di sua proprietà. Le difficili licenze della macellazione per lui erano sempre pronte. Sposò ROSA GALLETTI con la quale procreò 17 figli e morì ricco della rendita di ben 94 diverse proprietà. L’acquisto del bambino avvenne in gran segreto perchè esso doveva sostituire un altro bambino della sua stessa età che a causa di una disgrazia era rimasto gravemente sfigurato nella villa di Poggio Imperiale residenza dei granduchi di Toscana, a quel tempo FERDINANDO III DI ASBURGO LORENA da qualche mese avevano loro ospiti il genero CARLO ALBERTO DI SAVOIA erede al trono di Sardegna-Piemonte e la figlia MARIA TERESA in fase avanzata di gravidanza del secondogenito che si chiamò poi come suo padre FERDINANDO (15 novembre 1822). La questione dinastica a quel tempo era per diritto ecclesiastico e nobiliare un fattore di primaria importanza ed il primogenito di CARLO ALBERTO era predestinato nella successione al padre nel regno di Sardegna dopo re CARLO FELICE che era senza eredi, come il fratello suo predecessore VITTORIO EMANUELE I che aveva solo figlie femmine (tra le quali c’era anche MARIA CRISTINA che divenne regina di Napoli sposando FERDINANDO II DI BORBONE e morì per far nascere l’ultimo re di Napoli FRANCESCO II spodestato nel 1861 dall’esercito dei savoia). Re CARLO ALBERTO apparteneva al ramo cadetto dei Savoia-Carignano e quel dì del 16 settembre 1822 il secondogenito non era ancora nato. Il 27 aprile 1831 per la morte dello zio CARLO FELICE egli fu incoronato re di Sardegna e lo fù fino al 23 marzo 1849 quando per la disastrosa sconfitta del suo esercito a CUSTOZA E NOVARA dagli austriaci vittoriosi fu costretto ad abdicare a favore del figlio.

Dal rapporto della polizia e del corpo dei pompieri accorsi e conservati negli archivi si legge ciò che successe il 16 settembre 1822. avvenne che la governante del bambino la torinese TERESA RACCA coniugata ZANETTI era andata nottetempo a controllare il bambino nella culla che piangeva con una bugia a cera per illuminare e nel sistemare il velo di protezione dalle zanzare, inavvertitamente avvicinò troppo la bugia ed il velo prese fuoco che si propagò subito a tutta la culla ed anche al vestitino del bambino, lei anche fu investita dalle fiamme e tentò di salvare il bambino, i soccorsi arrivarono ma i due erano diventati una sola torcia , lei dalle ustioni dopo 20 giorno di agonia morì e pare che anche il bambino morì o forse rimase gravemente sfigurato dalle ustioni, e così subito fù provveduto alla sua sostituzione . Così noi sappiamo che il figlio di GAETANO TIBURZI plebeo macellaio di Firenze il 23 marzo 1849 fù incoronato re di Piemonte e Sardegna col nome di VITTORIO EMANUELE II DI SAVOIA . I caratteri somatici, l’altezza, il fisico, il portamento, le naturali inclinazioni erano una copia del rozzo MACIACCA, che era un vizioso, spaccone, ottuso ed ignorante, amante delle armi e della caccia facile, svogliato nello studio e sopratutto un mandrillo senza freni che ingravidava qualunque donna lo eccitasse, e proprio questa sua debolezza gli fù fatale, perchè infettato di sifilide all’età di 57 anni rese la sua anima al giudizio di DIO. Il segreto della sostituzione rimase a lungo inviolato perchè specie a quel tempo la calunnia sui reali significava tradimento e c’era la pena capitale senza appello ! Ma il cenno nelle memorie scritte di pugno da personaggi del tempo degni di fede come il CONTE DI CAVOUR e di MASSIMO D’AZEGLIO, i quali furono anche primi ministri e informatissimi dei fatti oscuri di casa reale non lasciano dubbi. Anche dalle epistole di MARIA TERESA moglie di CARLO ALBERTO a suo padre e poi a suo fratello il granduca LEOPOLDO II ella si lamentava delle carenze d’intelletto del primogenito e la sua inclinazione ai comportamenti rozzi dei plebei oltre alla anomalia del fisico basso e tarchiato. Ricercatori archivistici e studiosi di storia si sono spesi sull’argomento, ma solo di recente un onesto temerario storico tale OTELLO PAGLIAI al termine di una accurata e lunga ricerca , pubblicò nel 1987 un suo libro dal titolo : “UN FIORENTINO SUL TRONO DEI SAVOIA” , fù perseguitato ferocemente dai monarchici risorgimentalisti e boicottati per la diffusione di questa storia che la consideravano fantasiosa ed eretica. Ma altri storici seguirono con ulteriori ricerche che oltre a confermare aggiungevano ulteriori particolari sia sulla morte sospetta del CONTE DI CAVOUR che sul bambino sfigurato che si vuole visse e fu portato a CASTIGLION FIORENTINO ed affidato alla famiglia patrizia fiorentina dei CONTI SERRESTORI e visse sotto il nome di FAUSTO VERECONDI, i cui discendenti che vivono ad Arezzo confermerebbero tutto ed aggiungono ulteriori particolari. le loro caratteristiche fisiche e caratteriali confermerebbero a giudizio degli storici che lo hanno incontrato. Il suo successone primogenito del 1878 re UMBERTO I sposò la figlia del “fratello” Ferdinando, MARGHERITA DI SAVOIA CARIGNANO all’unico scopo di nobilitare il sangue plebeo di entrambi i suoi genitori , però tra loro non ci fù nè amore, nè fedeltà coniugale come dai giudizi degli storici del tempo.

Carmine Di Domenico

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