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L’Arte Presepiale Napoletana a Prato, in Piazza Duomo.

Posted by on Dic 2, 2016

L’Arte Presepiale Napoletana a Prato, in Piazza Duomo.

Tre giornate, con l’Associazione I Sedili di Napoli a Prato, in Toscana, in occasione degli eventi culturali collegati al Mercatino di Natale del Comune toscano, per divulgare gli antichi Saperi che gli artigiani napoletani custodiscono e perpetuano, da secoli, nel Presepio napoletano settecentesco. <<Abbiamo subito accolto – dichiara Giuseppe Serroni, Presidente dell’Associazione I Sedili di Napoli-Onlus” – l’invito rivoltoci dall’Amministrazione Comunale di Prato, a collaborare agli eventi natalizi che quest’ultima ha organizzato dal 1° al 24 dicembre.

E’ previsto, infatti, un incontro-dibattito con la partecipazione dell’Editore, p. Giuseppe Piccinno e del Presidente dell’Associazione I Sedili di Napoli, Giuseppe Serroni che illustreranno “il tessuto” storico e culturale del Presepio e di alcune figure particolari come i Re Magi, Benino ed Armezio, la Stefania, la Giorgiana, i Questuanti, ad esempio, nella loro simbologia legata alla concezione del Tempo e del Culto dei Morti nel Presepio Napoletano. A sostegno dell’incontro, sarà proiettato un docu-film, realizzato dall’Associazione giornalistica “Il Vaporetto” sull’Arte Presepiale, interamente girato nei vicoli storici del Centro Antico di Napoli e nelle Botteghe di Arte Presepiale gravitanti intorno alla più famosa stradina napoletana: Via San Gregorio Armeno. Durante i tre giorni l’Associazione esporrà alcuni pastori in stile ‘700 napoletano.

Giuseppe Serroni

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1 Comment

  1. bene,benissimo e giusto che ci si faccia conoscere (anche se meglio sarebbe se fossero i Pratesi a venire a Napoli ) .Mi auguro però che nel parlare di presepi e pastori si faccia menzione di chi questa arte rinvigorì dandole impulso nuovo,ossia si parli del ruolo dei Borbone e non succeda quello che succede a Caserta dove parlando della Reggia non si definisce mai Borbonica trovando il modo di dribblare questo temine con la parola Vanvitelliana e così per l’acquedotto di Valle di Maddaloni e così per S.Leucio ,e così per Carditello , mai che si citino i Borbone (senza i quali non ci sarebbe bisogno di una soprintendenza alle opere d’arte perchè di queste non ce ne sarebbero).
    L’ignoranza nel campo è grande ed è fortemente voluta ! Un saluto

    Giovanni Salemi

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