Alta Terra di Lavoro

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Le fabbriche di Castellammare di Stabia

Posted by on Set 12, 2018

Le fabbriche di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia nel 1842; arsenali, fabbriche di pelli, cuio e seta, pastifici ed opifici di tele, candele e nitrato, l’opera di Catello Parisi, Cenno storico-descrittivo della città di Castellammare di Stabia, pubblicata a Firenze nel 1842, descrive le manifatture del passato borbonico.

Cantiere o Arsenale del governo
La saggia mente del provvido re Ferdinando I dei Borboni di sempre gloriosa ricordanza sin dal principiare del suo governo il reale Arsenale stabiliva in questa città vicino al porto una vasta largura occupando e l’abolito monastero dei Padri Carmelitani. Un gran numero vi destino di detenuti per esservi addetti agli ordinari lavori non che la militare guarniggione di marina -la sotto direzione del genio ed una quantità di rispettivi impiegati di lavoratori e di artisti-Di molti edifizi e di una bella entrata il decorava nè cura o spesa risparmiava onde renderlo

magnifico e degno di esser noverato tra i principali e migliori arsenali di Europa -Gli angusti successori di lui la stessa nobile idea seguendo aumentati sempreppiù ne ànno gli edifizi ed attivati i lavori talchè il primo arsenale è ora del nostro regno ed in una volta sola tre bastimenti da guerra di alto bordo visi potrebbero varare ed un buon numero di legni minori – Infiniti e vasti magazzini di deposito vi sono – una grandissima sala a tracciare – una buona ferricra, e grande considerazione vi merita la macchina a 10 argani di recente stabilitavi onde tirare a secco qualunque vascello in breve spazio di tempo – A ciascun argano di essa 36 persone vi sono impiegate ciascuna delle quali vi acquista una molto considerevole forza talchè i più felici e lodevoi risultati ànno testè questa opera coronati nel tirarsi la enorme fregata che trovasi in ristrutturazione… Il numero attuale di tutte le persone in esso impiegate a circa 1300 si monta calcolandovii soldati ed i detenuti che circa 800 sono, e tralasciando i molti operai straordinari…

…Arsenale Mercantile
Dietro il mentovato real Cantiere questo altro arsenale di legni da commercio è situato – nel principio della strada di Sorrento – suolo alla real casa ne appartiene – Ivi non meno di sei gran bastimenti mercantili vediamo continuamente in costruzione e di qualunque specie quelli non esclusi a macchine a vapore – Un buon numero vi lavora di ottimi artisti cittadini, ed ove mestieri pur siavi di aiuto il provvido e benefico governo in braccia e spesso in utensili generosamente vel presta – Con piacere qui vedesi molta della nostra gente in bella attività – e questo nostro arsenale merita certamente molta considerazione e per il numero dei legni ch’esso perennemente accresce al commercio nazionale – e per la eccellenza degli artisti – e

per la vantaggiosa posizione che un notevole risparmio oflre alle necessarie spese…

…Grande Fabbrica di cuoi vitelli e pelli di F. Bonnet e M. Jammy, Compagni.
Questa rinomata fabbrica alla entrata della nostra città stà posta e dalla strada Napoli a quella della spiaggia si estende. Recente n’è la ben ideata costruzione che per lo innanzi esercitata era nella casa del signor Calvaria sul vicino ponte Cannitello – vi si osserva dei molini a cavalli che bentosto saranno rimpiazzati da altri a vapore per ottenersi polverizzata la corteccia di quercia adoperata nella fabbricazione dei cuoi – un immenso deposito i detta corteccia – il numero di 36 vasche, capiente ciascuna di circa 250 cuoi, per interrarvi i medesimi ed alla convenevole manifattura prepararli – una ingegnosa macchina per innalzarsi l’acqua da un gran pozzo ed alle diverse parti comumcarla dello stabilimento mercè le rispettive fontane – la tintoria delle pelli – i diversi locali per manifatturare i cuoi – quello per la manifattura delle pelli – le macchine per imbrunirle e avorarle- il gabinetto di chimica per la composizione dei colori – ed infine il locale per asciugare all’aria i cuoi e le pelli manifatturate ed il loro deposito – L’abitazione v’à pure del proprietario ch‘è di molto gusto e una graziosa villetta nel centro dello stabilimento – Quando ogni cosa vi sarà perfettamente sistemata il posto avrà questo tra i principali stabilimenti del regno come già vel tiene per l’antica sua fama e per la perfezione dei lavori avendone meritato il direttore oprietario ed il capo della Tintoria signor Bernardo Jammy molte medaglie di onore e d’incoraggiamento del nostro governo-Circa cento lavoratori tutta gente cittadina vi travagliano, ed il numero di circa 7 mila cuoi 2 mila vitelli e di 30,000 pelli vi si lavorano in ciascun anno, onde può meritamente dirsi uno stabilimento di somma considerazione pel nostro regno.

Società in commandita per l’ameliorazione dei cuoi e vitelli all’uso di Francia sotto la ditta Restoin e Compagni
La prima e la più rinomata fabbrica di cuoi all’uso di Francia stabilita nel regno delle due Sicilie fu sempre tenuta quella che sin dal 1801 era aperta in Castellammare nello stabilimento detto Fabbrica Rossa dallo esterno suo colore. Dapprima il locale era destinato alla fabbricazione della polvere di Cipro – quindi a quella dei maccheroni inseguito dalla indicata epoca sino a tempi nostri a quella dei cuoi all’uso di Francia sotto diversi proprietari – e finalmente dopo alcuni anni di sospensione che ne faceva desiderare il ripristinamento l’abbiamo veduta rinascere sotto gli auspici della società in commandita espressa di sopra. Il locale n’è bello, ben distribuito e di tutto il necessario provvisto. V’a 38 vasche capace ognuna di l50 cuoi – 2 mulini a tannino animati da cavali – molti magazzini di deposito – i diversi locali per la diversità dei lavori – una buona abitazione pel direttore – un bel giardinetto ed una perenne fontana che si dirama nei vari punti della stabilimento – Per ora vi travagliano circa cinquanta lavoratori e si promettono al di sopra dei 5 mila cuoi spingardi per ogni anno conciati all’uso di Francia colla corteccia di quercia o di sughero…

… Fabbriche di pelli all’uso di Francia 1. dei signori Amato 2. dei signori Contento
Da vivo piacere siamo presi nel dover dire di queste due fabbriche che da due nostri concittadini con molto elogio ed onore delle arti vengono sostenute e dirette.
La prima sul ponte di Nocera è sita che dal signor Antonio Carrese è diretta al conto però dei fratelli Amato di Napoli – Il numero di circa 25 mila pelli vi si lavora in ogni anno.
E l’altra sul ponte Cannitello verso il mare sta posta ed a proprio conto vien diretta dai signori Raffaele ed Antonio padre e figlio Contento. In essa oltre a 15 mila pelli annualmente si lavorano.
Ambedue queste fabbriche gareggiano fra loro e niente lasciano invidiare alle manifatture estere dello stesso genere – Ciascuno dei rispettivi direttori ne à ottenuto e meritato dal nostro governo medaglie di onore e d’incoraggiamento. E negli ordinari lavori anche a colori fini non si è peranco deciso a chi la preferenza ne tocchi…

…Molti altri particolari stabilimenti potrebbero qua noverarsi dai quali grande quantità di tessuti di cottone si ottiene, le di cui qualità sono generalmente per ottime stimate… La industria dei bachi da seta è benanche con gran vantaggio e diligenza da molti qua particolarmente coltivata, e principale riguardo ne merita il cavalier Lorenzo Boccapianola che niente lascia intentato per attivare nella sua Villa-Donica questa utilissima industria serica, avendovi finanche stabilità per lo innanzi una buona fabbrica di organizno e di altre manifatture, la quale però da qualche tempo non è più in esercizio e sembra estinta. La seta di Quisisana è in gran pregio tenuta dai negozianti, e per generale opinione merita la preferenza fa tutte le altre del nostro regno. Alcune fabbriche vi abbiamo ancora di sapone… nè mancavi quelle delle diverse paste e dei buoni maccheroni… Tra tutte queste fabbriche però di maggior considerazione sono, 1, la fabbrica di telerie del signor D. Tommaso de Rosa e figli – le di cui eccellenti manifatture delle doghe in filo – della tela – russa e della tela – di Olanda meritano il più grande elogio per la perfezione a cui sono ridotte – 2. la fabbrica di candele di sevo dei fratelli Greco da cui si ottengono colla massima perfezione le candele di ogni colore e di qualità – 3. e la fabbrica del nitrato di potassa dal signor Scelzo che offre questo sale ridotto al maggior grado di raffinamento e di purificazione.

fonte

http://www.historiaregni.it/le-fabbriche-di-castellammare-di-stabia/

Veduta di Castellammare di Stabia tratta dall’opera dell’abate Pacichelli

 

 

 

 

 

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