Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

L’eredità della Priora di Carlo Alianello

Posted by on Apr 2, 2017

L’eredità della Priora di Carlo Alianello

 

  1. Invasione piemontese, guerriglia, insorgenza di popolo.

Inizia l’interminabile agonia di un Regime, di una monarchia che non è stata lungimirante, lucida, e non si è saputa difendere.

Confusione, tradimento, sterminio, devastazione.

Il Regno delle Due Sicilie annientato. Onestà e lealtà improvvisamente dimenticate. Terre gonfie di sangue, umiliate e calpestate da un esercito feroce e scuro, come l’uniforme che indossano i piemontesi. Massacratori contro gli inermi, codardi dinanzi alla forza dei Briganti. Stranieri che parlano una lingua sconosciuta, che servono un altro re.

Cresce la guerriglia della gente del Sud contro l’invasore savoiardo. Emerge tra gli altri Carmine Crocco, generale per i briganti, brigante per i generali. Anima ribelle e appassionata della difesa della sua Terra contro ogni sopruso e contro ogni potere. Spirito ribelle dell’indipendenza del Regno delle Due Sicilie, paladino dell’ultima, estrema e disperata difesa del Sud.

Mancarono i mezzi, le armi, gli alleati, ma non il coraggio. Le forze nemiche furono veramente soverchianti. Chiunque avrebbe perso: questo occorre ricordarlo a quanti ancora oggi sembrano spuntare da un mondo di frutta candita.

Re Francesco II, in un triste esilio romano, confida unicamente nella provvidenziale giustizia divina. Soltanto il popolo resta fedelissimo al suo Re, alla sua Terra, al Sud, tra orrori e rovine.

Vite “insignificanti” di uomini e donne, vittime e strumenti degli intrighi del nuovo potere e di una storia già scritta dal vincitore.

“Le verità dei vinti sono bugie, le bugie dei vincitori verità”, sostiene Andrea Guarna.

Andrea, ufficiale borbonico fedele, ed Isabellina, colta e curiosa, eterei idealisti. Entrambi perdono le convinzioni che li dividono dinanzi alle crudeltà della guerra, entrambi vivono con timore l’amore che li unisce.

Gerardo e Juzzella, fisici e carnali, vivi e passionali. Delusi e tormentati, traditi più degli altri, abbracciano convinti il loro destino.

Ugo e Maria, personaggi antichi e legati intimamente alla tradizione, vivono in un altro tempo, quasi nascosti.

L’avvocato Guarna, fratellastro della Priora e padre di Isabellina, liberale, massone, opportunista, è interessato al prestigio ed al potere, all’eredità della suora. Per raggiungere il suo scopo tutto è sacrificabile, anche la figlia.

E, su tutti, la Priora. La duchessa Guarna, antica nobildonna abituata al comando, si scopre improvvisamente imperfetta e superba. Chiede perdono all’unico Dio che conosce e, nello stesso istante, lancia l’ultima sfida al re usurpatore. Un atto di potenza disperato, l’ultimo, contro il nuovo potere.

Intorno alle loro vite, si combatte una guerra feroce, mai riconosciuta, che per poco non conduce alla cacciata degli invasori da Potenza.

Ma l’imponente spiegamento di forze dei sabaudi e la loro maestria nel corrompere, alla fine, prevalgono.

  1. Confusione, corruzione e tradimento, questo è quanto resta dell’invasione piemontese.

Onore, fedeltà e coraggio, questo è il messaggio incancellabile lasciato da chi difese la libertà del Sud.

 

Annamaria Nazzaro

 

fonte dimenticata

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