Alta Terra di Lavoro

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L’incipit de “Il Bilancio dello Stato”, Napoli 1900

Posted by on Set 2, 2017

L’incipit de “Il Bilancio dello Stato”, Napoli 1900

Il tempo qui nelle Due Sicilie trascorre inesorabile come in tutto il mondo, ma non passa. A tal proposito vi proponiamo l’incipit de Il bilancio dello stato sal 1862 e al 1896-97. Se potete, procuratevi Scritti sulla questione meridionale del Nitti,  Laterza nel 1958. Nitti scriveva 110 anni fa, ma i suoi scritti descrivono alla perfezione anche il Meridione attuale, e anche quello di mezzo secolo fa. Il tempo non passa, colonia eravamo e  colonia siamo…e colonia resteremo; se continueremo a confidare nello stato sedicente italiano.

L’incipit de “Il Bilancio dello Stato”, Napoli 1900

Scopo e limiti della ricerca

Questa ricerca ha per scopo di stabilire la situazione di ciascuna regione italiana di fronte al bilancio dello Stato. Nel Nord d’Italia è idea molto comune che il Sud sfrutti il bilancio nazionale, contribuendo, viceversa, in misura minore. Si dice che mentre i meridionali pagano di meno, hanno voluto e preteso un grande numero di ferrovie improduttive, hanno preso il maggior numero di posti nelle pubbliche amministrazioni, hanno preteso e pretendono concessioni sempre più larghe. In Piemonte e in Lombardia si crede anche che i meridionali, mentre trovan modo di sfuggire a molte imposte (o mediante i vecchi catasti, come nella fondiaria; o perché non investono, ma semplicemente conservano le loro ricchezze, come nelle imposte sulla ricchezza mobiliare), chiedono viceversa nuove concessioni allo Stato. Si nota che nelle pubbliche amministrazioni cresce il numero dei meridionali : e questo fatto desta inquietudine. Viceversa il Mezzogiorno in cui prima del 1860 era più grande ricchezza che in quasi tutte le regioni del Nord;  dove  il risparmio, sia pure nella forma primitiva dell’accumulazione e della conservazione della moneta, era enorme; dove si viveva una vita molto gretta, ma dove il consumo era notevolmente alto, presenta tutti i sintomi della depressione e dell’arresto. Ancora tra il 1870 e il 1888 la ricchezza agraria del Veneto non era superiore a quella della Puglia e tra Genova e Bari, tra Milano e Napoli era assai minore differenza di sviluppo economico e industriale che ora non sia. Ma adesso, insieme a una diminuzione nella capacità di consumo, si notano i sintomi allarmanti dell’arresto del risparmio, dello sviluppo della emigrazione povera, della pigra formazione dell’industria di fronte al bisogno crescente. Tra il 1870 e il 1888 l’importanza del Mezzogiorno nella vita sociale ed economica dell’ Italia era molto maggiore che oggi non sia. Tutte queste cose, anche se non conosciute, avvertite dalla popolazione del Mezzogiorno, determinano uno stato di malessere. Per spiegare questa differenza si sono invocate molte cause e molti fatti sono stati messi avanti : si è parlato perfino di razze differenti, si è discusso di razze inferiori e di razze superiori; quasi che ciò che è prodotto delle razze, cioè di natura, mutasse da un decennio all’altro. Per studiare l’azione dello Stato di fronte a ciascuna regione bisognerebbe esaminare : a)  la politica1  finanziaria — cioè la distribuzione  delle  entrate e delle spese pubbliche in ciascuna regione; b)  la politica doganale; e) la politica economica. Questa ricerca è limitata a studiare solamente la politica finanziaria dello Stato. Essa vuole indagare quanta ricchezza lo Stato prelevi ogni anno in ciascuna regione e quanto per essa spenda. Vuole esaminare in qual modo si sia formato il sistema finanziario attuale : e come i tributi gravino in proporzione della ricchezza di ciascun paese. Si propone inoltre di vedere come lo Stato abbia speso, in ordine alla distribuzione geografica, i proventi delle contribuzioni ordinarie e straordinarie; e quale sia la distribuzione di tutti gli istituti di Stato, si rallegrano a scopi di civiltà e di benessere, o a scopi militari.

Francesco Saverio Nitti

 

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