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L’ombra di Lombroso allo Juventus Stadium di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Ago 10, 2019

L’ombra di Lombroso allo Juventus Stadium                    di Fiorentino Bevilacqua

Cesare Lombroso è stato un antropologo vissuto a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo1.

Ma cosa c’entra un antropologo con la Juventus?

Il 31 agosto ci sarà, allo Juventus Stadium di Torino, l’incontro di calcio Juventus – Napoli.

Come ormai tutti sanno, la squadra torinese ha annunciato delle restrizioni alla vendita on line dei biglietti per la partita: non potranno acquistarli né i residenti in Campania né, tanto meno, i nati in Campania 2.

Probabilmente c’è il timore che i campani, per residenza e nascita, possano scatenare tafferugli e dare luogo a comportamenti violenti (!?).

Ma perché c’è questo timore?

Innanzi tutto, a nutrirlo è soltanto la Juventus. La Questura di Torino, infatti, “non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva” e da essa prende anche le distanze visto che “non intende condividerla3.

Ma, allora, se quelli che hanno “il compito primario di assicurare il mantenimento dell’ordine pubblico”, appunto il Questore e i suoi sottoposti, non si preoccupano dell’arrivo dei Campani allo stadio, di che e perché si impensierisce la Juventus?

Analizziamo l’esclusione.

Due sono le tipologie di persone alle quali non si possono vendere biglietti: i residenti in Campania e i nati in quella regione.

I primi, avranno pensato coloro che hanno deciso l’esclusione, potrebbero essere tifosi accesissimi; potrebbero non essere nati in Campania, ma comunque potrebbero mettere in atto, spinti dalla passione per la squadra partenopea, comportamenti violenti. La decisione sembra comunque non giustificata ma, ob torto collo, ci si può anche stare.

Per la seconda categoria di esclusi, i nati in Campania, la ragione si capisce ancora di meno: uno potrebbe essere nato in Campania ed essere tifoso dell’Inter, del Milan o della stessa Juventus e, quindi, potrebbe spostarsi a Torino per assistere ad una bella partita di calcio o per tifare Juve.

La cosa, perciò, non si spiega a meno che… a meno che non la si guardi alla luce delle teorie dell’antropologo, medico, giurista e sociologo Marco Ezechia Lombroso, detto Cesare, e delle vicende storiche fin qui accadute nella Penisola negli ultimi 159 anni.

Per Lombroso si era “criminali per nascita”; l’inclinazione al crimine, che si abbinava a determinate caratteristiche anatomiche primitive, era ereditaria.

I crani dei cosiddetti briganti (che qui venivano uccisi e decapitati dopo il 1860), avevano questi tratti somatici primitivi? Bene, secondo Lombroso, questo spiegava anche il comportamento violento, da brigante appunto, che quei soggetti avevano manifestato.

Non gli passava neanche per la testa (che evidentemente doveva avere tutte le suture al posto giusto) che quei crani erano magari appartenuti a padri di famiglia che, dopo la conquista piemontese del Regno delle Due Sicilie, dopo la chiusura delle fabbriche che qui avevamo (e il trasferimento di macchinari e commesse al Nord) avevano perso il posto di lavoro e la possibilità di sostentare la famiglia, di sfamare e crescere i figli; non gli passava neanche per la mente che quei crani potevano essere appartenuti ad ex militari del disciolto Esercito borbonico che non avevano voluto giurare fedeltà al nuovo re perché, dicevano, Uno Dio, uno Re…un modo elegante e forte per dire no all’usurpatore.

Dunque, se nei crani provenienti dalla Campania, ma anche da tutto il Sud, erano riscontrabili tratti somatici primitivi, atavici, che si accompagnano a comportamenti violenti tipici degli animali inferiori voleva dire che, qui nel Sud, in Campania, c’erano quelle caratteristiche, primitive ed ereditarie.

Dunque, io potrei essere vissuto a Londra, a Miami, a Parigi, in Lapponia, nelle Isole del Sud o presso monaci tibetani sin dal primo giorno della mia vita ma, essendo nato in Campania, potrei avere la potenzialità, diremmo oggi geneticamente determinata, di manifestare un comportamento primitivo, ancestrale, atavico e, quindi, violento… secondo la teoria di Lombroso.

Per il solo fatto di essere nato qui, nella Campania una volta felix, potrei sviluppare comportamenti violenti da animale inferiore (e se non è razzismo questo…).

Questo, quindi, consiglierebbe, ai responsabili della Juve, di non farmi entrare allo Juventus Stadium il 31 agosto prossimo venturo.

Fortunatamente la genetica ci ha insegnato che così non è: i geni (inclusi quelli dell’atavismo lombrosiano qualora esistenti) non possono determinare tutto da soli, in quanto molto dipende dall’interazione con l’ambiente.

Questa cosa era evidente già allora, proprio nelle vicende del Regno delle Due Sicilie, ma deve essere sfuggita al Lombroso: il Popolo napolitano non era “brigante” (… e poi emigrante) prima dell’arrivo dei piemontesi; lo è diventato dopo.

Prima del 1860, per saldate o meno che fossero le ossa del loro cranio, i Napolitani non erano violenti; molti di loro lo sono diventati dopo l’arrivo dei “salvatori” piemontesi, dopo la distruzione del tessuto sociale ed economico del Regno, dopo l’arrivo della miseria della disperazione della fame.

Ma una simile osservazione, forse, non era politicamente corretta.

Dunque, con buona pace di Lombroso, nel soma, ma anche nello sviluppo neuropsichico4, la genetica conta fino ad un certo punto ed un campano, quindi, potrebbe ben entrare nello stadio di Torino per tifare Napoli.

Lombroso fu radiato dalla Società Italiana di Antropologia ma pare che le sue idee non abbiano subito la stessa sorte: sono ben vive ed operative (oggi come da poco dopo il 1860) nella mente di certi non richiesti “fratelli” del Nord.

L’importante, per noi, è cominciare a prenderne coscienza.

“Grazie, Juve”.

Fiorentino Bevilacqua

08.08.2019

—–

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Lombroso
  2. Nel momento in cui questo articolo viene pubblicato, questa parte del divieto è stata eliminata.
  3. https://sport.ilmattino.it/sscnapoli/trasferta_vietata_allo_stadium_sito_juve_non_vende_ai_napoletani-4665665.html
  4. La traiettoria della vita umana è influenzata da eredità genetiche, epigenetiche e intrauterine, da esposizioni ambientali, da nutrite relazioni familiari e sociali, da scelte comportamentali, da norme sociali e da opportunità che vengono offerte alle generazioni future, e dal contesto storico, culturale e strutturale …Mentre i tratti ereditari sono importanti, la nuova ricerca mostra che i fattori di stress ambientali durante lo sviluppo intrauterino svolgono un ruolo chiave nel determinare lo sviluppo funzionale e futuri rischi di malattie . L’azione deve pertanto concentrarsi sul periodo preconcezionale, sulla gravidanza , sullo sviluppo del feto e sulle fasi della vita più vulnerabili”… da  https://www.epicentro.iss.it/allattamento/pdf/Battilomo.pdf

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