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LUISA MATERA DALLA CALABRIA CI RACCONTA LA GRANDEZZA DEL DUCATO DI SESSA

Posted by on Ago 18, 2017

LUISA MATERA DALLA CALABRIA CI RACCONTA LA GRANDEZZA DEL DUCATO DI SESSA

Dopo aver pubblicato articolo dove l’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro presenta il grande evento musicale che si terrà domenica 20 a Sessa, la Sig.ra Luisa Matera, brigantessa insorgente, che vive a Vibo Valentia ci ha voluto mandare una sua ricerca sulle vicende della Famiglia Marzano  dove il Ducato di Sessa è protagonista di un evento storico di primaria importanza per l’Umanità, la rivolta dei Baroni. inutile aggiungere altro e vi invito a leggere la prima parte di tre del lavoro della Sig.ra Matera.

Marino di Marzano, IV Duca di Sessa e la Congiura dei Baroni

Prima di narrare di Marino di Marzano, Duca di Sessa, è necessario parlare brevemente del padre, Giovanni Antonio III Duca di Sessa e la madre, Covella Ruffo, figlia del Conte di Catanzaro.

Giovanni Antonio, rimase orfano in tenera età ma il padre, Jacopo, prima di morire, dispose che fosse Re Ladislao ad occuparsi di lui. Alla morte del citato Sovrano, sedette sul trono di Napoli, la Regina Giovanna II, la quale, temendo che il Duca Giovanni, essendo il Barone più potente del Regno, potesse in qualche modo disturbare la pace, gli offrì in cambio della promessa ch’egli non avesse occupato le terre, né fomentato ribellione alcuna, quarantamila ducati, che il Duca rifiutò, dichiarandosi fedele alla corona.

Covella Ruffo, cugina carnale della Regina e di Carlo di Durazzo, era donna forte, ambiziosa e potente. odiava profondamente il marito e per questa ragione, dimorava a corte e allo stesso tempo, aveva modo di manovrare la Regina a suo piacimento. Il Duca e la moglie, durante il breve periodo di convivenza, ebbero un solo figlio, Giovanni Francesco Mariano, detto Marino, il quale crebbe presso il padre.

Alla morte della Regina Giovanna II, avvenuta il 2 febbraio 1435, succedette al trono di Napoli, Renato, fratello del defunto Luigi d’Angiò, mentre Re Alfonso, dalla Sicilia, ordinava ad Antonio Caldora di mettere insieme un esercito, per la conquista del trono di Napoli. Furono, a questo scopo, assoldati, Antonio Pontadera e Micheletto Attendolo da Cotignola, i quali diedero la disponibilità di duemila cavalli. Nel frattempo, Re Alfonso, mandava Carafello Carafa a chiedere notizie e consigli al Duca Giovanni Antonio di Marzano. Carafello, giunto a Sessa, apprese dal Duca che i Baroni napoletani non intendevano più tollerare al governo, gente incapace e che attendevano con ansia la venuta di Alfonso. I nobili napoletani si riunirono, fra questi, Cristofaro Gaetano, conte di Fondi e il di lui fratello, Bernardino, Gran Camerlingo; Ruggiero Gaetano, conte di Traetto; Francesco e Rinaldo d’Aquino, conte di Loreto e altri, i quali, decisero che il Duca di Sessa, dovesse dare inizio alla conquista delle città del Regno, in nome di Alfonso. Carafello avrebbe dovuto convincere gli altri Baroni e portarli dalla parte del Re Aragonese e con promesse, attirare i dubbiosi, inoltre, convincere specialmente Giannantonio Orsino, Principe di Taranto ed il Ventimiglia, conte di Gerace, a mettere a disposizione il loro esercito e coadiuvare la comune impresa. Il Duca di Sessa, come stabilito, si impadronì di Capua e la lasciò in mano ad un forte presidio. Rinaldo d’Aquino, portò buone notizie al Re, il quale, comprendendo quanto fosse importante l’occupazione di Capua, senza indugi, con sette galee, partì da Messina e giunto alla Marina di Sessa, s’intrattenne col Duca e con gli altri Baroni convenuti. Neanche Filippo Maria Visconti era contento del ritorno dei francesi a Napoli, quindi strinse alleanza col Re Alfonso.

Senza entrare nel dettaglio degli avvenimenti che portarono Re Alfonso sul trono di Napoli, mi basta dire  0brevemente che il Duca di Sessa fu il maggiore sostenitore e rese facile l’impresa. Il Re, sentendosi legato da profonda gratitudine, lo predilesse fra tutti i baroni e lo volle accanto in tutte le decisioni importanti della Corona. Insignoritosi nel 1442, nel febbraio dell’anno successivo, il Re convocò i Baroni a parlamento, nella città di Benevento, in questa occasione, il Duca di Sessa, supplicò il Re di concedere alla sua morte, come suo successore, suo figlio Ferrante, dichiarandolo da quel momento Duca di Calabria. Alfonso accettò e, affinchè la sua casa, fosse imparentata con potenti Baroni e affinchè la sua amicizia col Duca, fosse stretta da vincoli di sangue, chiese ed ottenne che il figlio del Duca, Marino, sposasse Eleonora d’Aragona, sua figlia naturale.

Alla morte di Covella Ruffo, il Duca Giovanni Antonio, sposò in seconde nozze, Francesca Orsino, figlia di Giovanni, Conte di Manupello, dalla quale, in maniera quasi inaspettata, dato la sua età avanzata, ebbe un altro figlio, Altobello, che in età adulta, a causa di forti contrasti col fratello, preferì seguire il ramo d’Altavilla, trasferendosi a Seminara, nelle Calabrie. Il Duca morì nel 1453, da come si evince dalle parole scolpite sul suo monumento, all’ingresso della chiesa di S. Francesco a Sessa:  (fine prima parte)

Luisa Matera

 

marzano

 

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