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MARIA LORENZA LONGO, MONASTERO CLARISSE CAPPUCCINE DI NAPOLI (seconda parte)

Posted by on Giu 14, 2017

MARIA LORENZA LONGO, MONASTERO CLARISSE CAPPUCCINE DI NAPOLI (seconda parte)

 

La fondazione degli Incurabili

Furono fittati due magazzeni nelle vicinanze del San Nicola e nell’estate del 1518 già vi si raccoglievano i primi infelici colpiti da mali spaventosi mentre il Vernazza insieme all’Ufficialità di Napoli ottenne dal papa Leone X il Breve “Nuper pro parte vestra dell’11 marzo 1519 insieme ai privilegi già concessi all’Ospedale San Giacomo di Roma.

Il notaio genovese coadiuvò la Signora Longo finchè l’ospedale non prese una qualche consistenza organizzativa poi un bel giorno all’insaputa della stessa Longo si allontanò furtivamente da Napoli.

Da quel momento Maria Lorenza ,anche se assistita dalla Compagnia dei Bianchi restò la protagonista della nuova opera.

L’ospizio presso i magazzeni ebbe vita fino al 1522,quando si aprì il nuovo grande ospedale sull’altura di S.Agnello,il sito più ameno della città antica perché il più elevato e soleggiato.La domenica 23 marzo 1522 gli ospiti del vecchio ospedale sulle carrette furono accompagnati con degna processione,guidata naturalmente dalla Signora Longo fino  al nuovo Incurabili.Erano presenti il vicerè Cardona ed il Consiglio Collaterale della città di Napoli.

Da questo momento per circa 10 anni e più la vita di Maria Longo sarà nell’ospedale e per l’ospedale ed ella lavorò qui con impegno tenace e volitivo, illuminato da un passione davvero commovente.

Il suo segreto era nella sua vita di fede e di preghiera che alimentava le sue giornate. Infatti, mentre attendeva al governo dell’ospedale esercitandosi nella carità verso gli infermi, ella forgiava il suo essere interiore nell’umiltà con il digiuno e la preghiera. Disprezzava se stessa, adoperandosi nel servizio altrui come una serva, accudendo gli infermi con le proprie mani soprattutto quelli più gravi con tanta tenerezza e consolazione. La grazia di Dio agiva attraverso di lei tanto i poveri ammalati  si sentivano interiormente risollevati tanto che ancora dopo la sua morte sognavano che ella li visitasse e li consolasse.

Tuttavia con se stessa era molto austera e rigida, vivendo molto parcamente e digiunando tutti i venerdì a pane ed acqua ed il sabato aggiungeva un po’ di minestra di pan cotto condito con pochissimo olio.

Il suo desiderio di preghiera era sempre molto grande e non rinunciava ad esso per nulla al mondo. E spesso fu vista in colloquio con il dolcissimo Iddio da quale ricevette la conoscenza spirituale della Sacra Scrittura, tanto che uomini dotti imparavano da lei i significati profondi della divina parola rimanendo stupiti per tanta sapienza.

Riceveva molte persone che per fragilità umana vivevano nel peccato. Con le sue preghiere e con le sue esortazioni riusciva a ricondurle all’abbraccio del Padre di ogni misericordia. Fra questi spesso vi erano personaggi illustri.

Infine il suo contatto quotidiano con il Signore le aveva donato un occhio penetrante capace di prevedere le cose  che poi accadevano tanto da farla dichiarare illuminata dallo Spirito Santo.

 

Alcuni eventi

 

Dal gruppuscolo di case l’ospedale, beneficato da donazioni cominciò a prendere la fisionomia di una struttura ben determinata. Infatti l’11 dicembre 1523 il papa Clemente VII con la Bolla Ex supernae dispositionis arbitrio confermò le precedenti concessioni e sottrasse l’ospedale dalla giurisdizione dell’Ordinario del luogo. Esso divenne beneficio ecclesiastico perpetuo il cui titolo dipendente dalla S.Sede era esclusivo iuspatronato della Confraternita di Santa Maria del popolo. Da essa si sceglievano i governatori del pio luogo e ad essa appartenevano i più insigni benefattori come L’imperatore Carlo V e del Vicerè Cardona .Furono acquistate altre case dei dintorni in modo da formare l’insula. Uno dei primi pensieri di madama Longo come veniva ormai chiamata fu quello di costruire la chiesa di S.Maria del popolo dove si potesse celebrare la divina liturgia  Anche se il nome di Maria Longo non appare in nessun documento ufficiale sappiamo che ella ne era oltre che l’ispiratrice anche la governatrice concreta ed immediata.

Infatti in un paio di occasioni fu lei a salvare l’ospedale da un rovinosa chiusura durante l’assedio del generale Lautrek che provocò guerra peste e carestia.

Un volta mancando il pane e non sapendo le inservienti dove procurarlo ,con la preghiera di lei si videro comparire davanti due muli carichi di pane senza sapere mai da dove fossero venuti. Ancora  ad una povera donna che venne a chiedere l’elemosina fu risposto che non ce n’era. Mandate dalla santa donna  controvoglia a cercarlo rinvennero dove non pensavano due cassoni di pane bianco e caldo ottenuto certo per mano degli angeli.

A causa della peste si temeva che l’ospedale potesse rimanere contagiato e quindi chiuso. Ogni sera infatti gli eletti della città controllavano che gli infermi fossero esenti dal terribile flagello. Madama Longo aveva al suo servizio una carissima compagna di nome Maria, donna di grande spirito e imitatrice delle virtù della sua santa amica. All’improvviso Maria si ammalò di peste e dopo 3 giorni di digiuno totale stava per morire. Oltre al dolore per la perdita della sua amica la santa governatrice temeva che scoprendosi con la sua morte la presenza della peste l’ospedale venisse chiuso. Non trovando altro rimedio si rivolse alla preghiera e nella cappella privata che ella aveva nelle sue stanze si gettò in ginocchio davanti al Crocifisso. Pregò a lungo e quando ebbe la certezza di aver ottenuto la grazia andò da Maria, moribonda, ordinandole di compiere un servizio che ella prontamente adempi e poi ritornò a riposare. La devota governatrice ritornò a pregare per ringraziare della grazia ricevuta, mentre Maria si risvegliava da un profondo sonno affermando di essersi sentita come rinfrescata da una dolcissima rugiada. L’ospedale continuò indisturbata la sua missione di sostenere gli infelici in quell’ora tragica per la città.

fonte

cappuccine33.it

 

trentatre

 

 

 

 

 

 

 

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