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Nautica, Sud e finanziamenti a pioggia

Posted by on Mar 11, 2017

Nautica, Sud e finanziamenti a pioggia

Niente finanziamenti a pioggia (premiano tutti, anche quelli che non se lo meritano … ma che però sono clientes votanti); niente duplicazioni di investimenti (raddoppiano le spese, dimezzano fatturati, riducono gli utili e finiscono per favorire la concorrenza).

Bene, tutto logicamente plausibile, corretto, anche agli occhi di chi economista non è.

Calenda (cfr. Il Sole 24 ore di oggi1), per la promozione del Made in Italy, aveva elaborato un piano ispirato a questi principi quando, nel 2014, da viceministro, aveva stilato il Piano Fiere. E gli imprenditori erano d’accordo anzi, pare fossero stati proprio loro a chiederlo.

Calenda era andato oltre: per quanto riguarda il Salone della Nautica, aveva promesso che uno ce n’era (quello di Genova), e uno sarebbe rimasto.

Bene. Però le cose cambiano … e si ripresentano vizi e cattiva gestione italica che calpestano e annullano ogni buona intenzione.

Logica e promesse fatte, infatti, avrebbero voluto che non se ne aprisse un altro, di Salone nautico; che i fondi non andassero altrove ma fossero destinati a quello già esistente.

Invece no, se ne finanzia un altro! Dove, al Sud forse!? Che si voglia cominciare a colmare l’artificioso, strumentale divario creato dai samaritani Padri Fondatori della Patria “unita”!? Non andrebbe bene, d’accordo, ma se proprio si è deciso di buttare dei soldi, almeno lo si facesse al Sud: per un po’ lì (qui) ci sarebbe del lavoro in più. No, neanche questo, neanche a pensarlo (la colonia tale è e tale deve rimanere). E, dunque, dove verranno spesi questi soldi? Al Nord, è ovvio, in Toscana, per un Salone geograficamente quasi azzeccato a quello già affermato di Genova: a Viareggio. Anche quando si buttano i soldi … il “balcone” dal quale lo si fa … si affaccia su un “cortile” del Nord.

Che senso ha?

E pensare che, prima della cosiddetta unità, con il governo dei Borbone, il cantiere navale più importante della Penisola, quello che rivaleggiava con la cantieristica del nord Europa, dando lavoro a migliaia di persone, era quello di Castellammare di Stabia2

No, io non sono nostalgico: ricordo con dolore … dato il presente.

Ma sono pure un po’ incazzato nel vedere come il programma “unitario” continui ancora oggi ad essere applicato e a dare i suoi amari (per noi del Sud) frutti.

D’altra parte, data l’attuale coscienza collettiva ancora molto frammentata e che solo oggi muove i primi passi (oltretutto quasi esclusivamente nel campo puramente “storico”, senza individuare, quindi, il legame tra quel passato e questo presente) e che perciò non ha ancora prodotto una classe dirigente (qui al Sud) consapevole e coraggiosa, potrebbe essere altrimenti…!?

Fiorentino Bevilacqua

11.03.2017

  1. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-03-10/se-anche-calenda-si-arrende-politica-campanili-075105.shtml?uuid=AEmeBDl
  2. http://www.ilportaledelsud.org/castellammare.htm

 

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