Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

I capelli di Venere, una cascata da favola nel cuore verde del Cilento!

Posted by on Giu 23, 2019

I capelli di Venere, una cascata da favola nel cuore verde del Cilento!

Nel cuore del Cilento, poco distante dall’oasi di Morigerati, c’è una cascata che ci porta dritti in una mondo da fiaba. Una volta percfo5rso tutto il sentiero sembrerà di essere arrivati nella terra degli elfi e delle fate.

Stiamo parlando della cascata nota “Capelli di Venere” nel bosco nei pressi di Casaletto Spartano. La cascata ha origine dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento e prende il nome dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere.

Casaletto Spartano si trova nell’entroterra del Golfo di Policastro e poco distante dal centro si raggiunge con facilità l’ “Area Capello“, da dove partire per la visita alle cascata. Da qui partono due sentieri di cui uno porta appunto alla celebre ed incantevole cascata, in prossimità della quale si conservano i resti di un vecchio Mulino ristrutturato.

Nei pressi della cascata anche i resti di un antico ponte “Normanno”.  le cascate formano delle pozze naturali dove è possibile fare il bagno e godere del refrigerio dell’acqua. Una volta ammirata la cascata è possibile seguire il corso del Rio nelle sue evoluzione attraverso i sentieri dedicati.

Aree attrezzate per pic nic rendono il bosco una meta ideale per una gita diversa dal solito.

Informazioni

Dove: Casaletto Spartano – SA

Come arrivare: Percorre la superstrada che dallo svincolo autostradale di Buonabitacolo porta a Caselle in Pittari. da qui seguire la strada provinciale fino a Casaletto Spartano. Indicazioni per l’Oasi indicano come raggiungere il punto di partenza dei sentieri.

Ingresso all’Oasi a pagamento (circa 3 Euro)

fonte https://grandenapoli.it/i-capelli-di-venere-una-cascata-da-favola-nel-cuore-verde-del-cilento/?fbclid=IwAR0FfsiQho5fV8Bv_6gWFTUQao1PVyWKSYsuJZiHQGbdMdPxXIWwaL2sYcQ

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Il Passaporto degli stranieri nel Regno di Ferdinando II

Posted by on Giu 23, 2019

Il Passaporto degli stranieri nel Regno di Ferdinando II

Un tempo, per i forestieri, anche per recarsi nella capitale NAPOLI era necessario il passaporto, allora chiamato “carta di passaggio”. Questo che pubblico è quello di un immigrato di provenienza Belga, tal Giovanni Giuseppe HOFMAN, firmato dal sindaco di Sarno nella funzione di Intendente della provincia di Principato Citeriore: avv. DOMENICO ORIGO e dal Regio Giudice, datato 24 gennaio 1840. Un tecnico macchinista addetto alla fondazione della fabbrica di filati della SOCIETA’ INDUSTRIALE PARTENOPEA di Sarno, secondo il programma di industrializzazione e sviluppo del regno di re FERDINANDO II di Borbone. Oggi quella gloriosa fabbrica sapientemente restaurata dalla impresa edile RAINONE viene erroneamente nominata (Raffaele) D’ANDREA, che ne fu soltanto un direttore tecnico e che la rilevò dal dissesto dopo l’unità d’Italia e la rilanciò più forte di prima !

segnalato da Carmine Di Domenico

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Ponte borbonico sul fiume Liri ad Isoletta d’Arce

Posted by on Giu 23, 2019

Ponte borbonico sul fiume Liri ad Isoletta d’Arce

Dal Sacchetti apprendiamo che, 75 anni fa, il 25 maggio 1944, i Tedeschi in ritirata fecero saltare con la dinamite il ponte sul fiume Liri fatto costruire da Ferdinando II di Borbone, insieme con la strada Civita-Farnese (Itri-Arce), negli anni cinquanta dell’Ottocento.

Nei quattro piloni centrali di tale ponte erano presenti dei fori a forma di giglio, che era l’emblema dei Borbone di Napoli. Questo fatto, probabilmente, lo rendeva unico al mondo.

Quando fu ricostruito, nessuno si ricordò dei gigli. Eppure gli stessi avevano la funzione di alleggerire la pressione dell’acqua sulla struttura in caso di piene del fiume.

Gli ingegneri borbonici progettavano i ponti in modo che sfidassero i secoli. Tedeschi permettendo.

Ringrazio, alla memoria, il dott. Modesto Monti, che vedete in basso, per aver messo a disposizione la foto, tratta dal secondo vol. della mia monografia su Arce, riprodotta dal maestro Romeo Fraioli Bianchi.


Per maggiori notizie, v. l’articolo di Costantino Jadecola in “Quaderni Coldragonesi 6”, scaricabile dal sito del Comune di Colfelice.

segnalato da Ferdinando Corradini

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