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Papà Napoletano? credo di si

Posted by on Feb 12, 2017

Papà Napoletano? credo di si

già in precedenza ho pubblicato un articolo dove affermavo che il pensiero economico di Papa Francesco somigliava molto alla politica economica dei Borbone e leggendo l’articolo, che di seguito ripropongo,  del Papa sul modello economico da applicare penso sempre più, dal basso del mio pensiero,  alla teoria economica del Galiani, del Genovesi, del Bianchini alla nostra civiltà asimmetrica e cattolica mediterranea  che affonda le radici fin al 1000 a.c. e al concetto artistico di Adriana Dragoni sul 4D napoletano. Mi è venuto in mente anche il pensiero di Franco Cassano sul grande difetto della borghesia, l’Avidità, e di come ora ho una grande ammirazione per concetto di Aristocrazia.

Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non è abbastanza

Unire economia e comunione è la sfida che Chiara Lubich ha lanciato 25 anni or sono, quando sognò un nuovo modello di fare economia, idea che è stata raccolta in questi anni da tanti imprenditori che si sono adoperati per creare la “Economia di Comunione”.

Questa economia, ha spiegato Francesco, va nella direzione corretta poiché, pur riconoscendo la importanza del denaro come strumento, non lo trasforma in un idolo. “Il denaro è importante, soprattutto quando non c’è, – ha sottolinato il Pontefice rivolgendosi ai partecipanti all’Incontro “Economia di Comunione”, promosso dal Movimento dei Focolari – e da esso dipende il cibo, la scuola, il futuro dei figli. Ma diventa idolo quando diventa il fine”.

È così che assistiamo alla sostituzione di Dio con la divinità del denaro, la quale giunge fino anche a far credere alle persone di possedere la vita eterna. Mentre tutto invecchia, infatti, il denaro permette di comprare cose sempre nuove, giungendo così illudere chi si lascia intrappolare da questo trucco che si può vincere la morte.

Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La ‘dea fortuna’ è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. – ha infatti spiegato il Santo Padre – Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte”.

Come non lasciarsi contagiare da questa idolatria del denaro? – si è dunque chiesto il Vescovo di Roma. La risposta fornita dal Movimento dei Focolari, per mezzo dell’Economia di Condivisione è chiara e semplice: condividendolo. L’Economia di Condivisione, infatti, non nega il concetto di impresa o di profitto, ma, al termine del processo produttivo, mette in comune i profitti. È una scelta, questa, che si trasforma nel “modo migliore e più concreto per non fare del denaro un idolo”.

Da qui l’invito a continuare su questo cammino, con l’obbiettivo di sconfiggere l’idolatria del denaro alimentata da un’economia centrata solo sul profitto, ricordandosi sempre che non si possono servire due signori, due padroni e che “il diavolo entra dalle tasche”.

In tale ottica di condivisione, Francesco ha sottolineato anche l’importanza di pagare le tasse. “La ragione delle tasse sta anche in questa solidarietà, che viene negata dall’evasione ed elusione fiscale, che, prima di essere atti illegali sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso“.

Infine il Vescovo di Roma ha invitato i presenti ad aprire gli occhi sulla realtà di un capitalismo ormai giunto al termine: un sistema che prima scarta le persone e poi si offre di curarle, un sistema che prima inquina il mondo e poi si offre di salvarlo.

Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. – ha commentato il Papa – Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!”.

Allo stesso modo, Bergoglio, ha messo in guarda da un’altra ipocrisia, quella del filantropismo. “Il capitalismo conosce la filantropia, non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle ‘briciole’. Invece, anche solo cinque pani e due pesci possono sfamare le folle se sono la condivisione di tutta la nostra vita. Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non si dona mai abbastanza”.

Da qui, l’invito conclusivo di Papa Francesco a donare a tutto il mondo l’economia di comunione: “l’economia di comunione avrà futuro se la donerete a tutti e non resterà solo dentro la vostra ‘casa’. Donatela a tutti, e prima ai poveri e ai giovani, che sono quelli che più ne hanno bisogno”, perché “il denaro non salva se non è accompagnato dal dono della persona”.

 

papafrancesco.net

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