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PERCHÉ QUESTO HOMININO TROVATO A CRETA POTREBBE RIBALTARE LA STORIA DELL’EVOLUZIONE UMANA

Posted by on Set 27, 2017

PERCHÉ QUESTO HOMININO TROVATO A CRETA POTREBBE RIBALTARE LA STORIA DELL’EVOLUZIONE UMANA

I fossili delle impronte individuate a Trachilos, sull’isola di Creta, apparterrebbero a un nostro antenato hominino non noto alla scienza.

La posizione geografica e la datazione, ben 5,7 milioni di anni, potrebbero far riscrevere la storia dell’evoluzione umana. Paleoantropologi dell’Università di Uppsala (Svezia) e dell’Istituto Geologico Polacco hanno scoperto sull’isola di Creta, Grecia, un gruppo di impronte fossili che potrebbero appartenere a un hominino, nostro lontanissimo antenato. Poiché hanno un’età stimata di ben 5,7 milioni di anni, queste orme potrebbero letteralmente riscrivere la storia dell’evoluzione umana. La teoria più accreditata, infatti, indica che i nostri parenti più lontani rimasero isolati in Africa per lungo tempo, e solo successivamente – tra 1,8 e 1,3 milioni di anni fa – sarebbero migrati in Europa e in Asia.

Le più antiche impronte simili alle nostre di cui abbiamo conoscenza sono quelle di Laetoli, in Tanzania, lasciate da australopitechi tra i 3,5 e i 3,8 milioni di anni fa. Le più antiche in assoluto sono tuttavia quelle di Ardipithecus ramidus, scoperte in Etiopia e datate 4,4 milioni di anni fa. La differenza principale tra le due risiede nel fatto che le seconde assomiglino molto più a quelle di una scimmia, i cui piedi hanno la forma che ricorda la mano e non il piede umano. Per questa ragione Ardipithecus ramidus è stato considerato un antenato diretto degli hominini, vissuto in un periodo in cui la tipica pianta del piede umano (presente nell’australopiteco, seppur con sottili differenze) non era ancora evoluta. Dunque, trovare impronte di hominino simili a quelle dell’uomo di 5,7 milioni di anni e soprattutto in Grecia, sovverte una parte considerevole delle teorie più accreditate sulla nostra evoluzione. Basti pensare che i resti fossili degli hominini più vecchi di 1,8 milioni di anni provengono tutti dall’Africa.

Le orme fossili furono scoperte dal dottor Gerard Gierlinski nel lontano 2002 a Trachilos, durante una vacanza sull’isola di Creta, ma all’epoca le scambiò per quelle di altri mammiferi e non indagò a fondo. Tornato per ulteriori verifiche nel 2010 assieme al collega Grzegorz Niedzwiedzki, grazie a nuove analisi morfologiche fece emergere le analogie col piede dell’uomo moderno, evidenziando caratteristiche non presenti nei piedi di scimmia. Dunque le orme di Trachilos apparterrebbero a un nostro diretto antenato non noto alla scienza.

La datazione delle orme, calcolata attraverso i fossili di foraminiferi depositati nel substrato, e soprattutto la posizione geografica, secondo gli scopritori apriranno aspri dibattiti accademici sia sulle origini dell’uomo che sulle tempistiche delle prime migrazioni. All’epoca, del resto, il deserto del Sahara ancora non esisteva e Creta era ancora attaccata alla terraferma. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the Geologists’ Association.

Credit: Andrzej Boczarowski

Andrea Centini

scienze.fanpage.it

 

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