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PERIODO DI ASSEDIO DI GAETA E LA CAPITOLAZIONE – Alta Terra di Lavoro

Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

PERIODO DI ASSEDIO DI GAETA E LA CAPITOLAZIONE

Posted by on Ott 26, 2017

PERIODO DI ASSEDIO DI GAETA E LA CAPITOLAZIONE

1.volendo ricapitolare i diversi periodi dell’assedio di Gaeta,riscontriamo che:
Dalla ritirata de’Borbonici nella piazza fino all’investimento della medesima dal lato di terra, dal 5 all’11 novembre 1860, trascorsero 7 giorni.
Da questo investimento sino al cominciare del cannoneggiamento dal monte Cristo, dall’11 novembre al 1° dicembre 20 giorni.
Da questo giorno all’armistizio dell’ 8 dicembre 7 giorni.
Armistizio sino all’11 dicembre . 3 giorni
Fino allo scoprimento delle prime batterie (monte Toriono) 15 dicembre 2 giorni
Bombardamento fino all’8 gennaio, colla maggior perdita giornaliera dal presidio di 33 uomini (1/4 0/0) 26 giorni
Dalla conchiusione del nuovo armistizio al suo termine reale ed all’investimento dal lato del mare, il 22 gennaio i861 14 giorni
Bombardamento, scoprimento delle batterie sui Colli (monte della Catena), apparizione del tifo,fino al momento in cui i  tiri degl’italiani si concentrano sui magazzeni delle polveri (4 febbraio) 15 giorni (Durante questo periodo, la perdita più considerevole in morti e feriti è quella dei 22 gennaio,104 uomini (uno per cento  circa) e 60 tifoidi entrano in media ogni giorno negli ospitali, cioè 1/2 per cento circa.)
Periodo delle esplosioni fino al 6 febbraio, colla massima perdita (giornata del 5 febbraio) di 300 uomini circa (3 0/0) 2 giorni
Bombardamento, negoziali, nuove esplosioni fino al di 13 febbraio 7 giorni.
TOTALE 101 giorni

 

Capitolazione di Gaeta

(f) Il Casella, ministro per gli affari esteri del re di Napoli, così scriveva agli agenti diplomatici delle Due Sicilia:
“Signore
Le ragioni che hanno prodotto la capitolazione di Gaeta sono state in parte politiche, in parte militari.
Fra le ragioni politiche bisogna collocare l’ostilità sistematica dell’Inghilterra, la risoluzione altamente manifestati dall’imperatore dei Francesi di mantenere il principio di non-intervento, infine l’inazione delle altre Potenze: ragioni che non lasciavano alcuna speranza d’un pronto soccorso.
Quanto alla questione militare, la piazza aveva orribilmente sofferto dal bombardamento prolungato; il tifo decimava la guarnigione; l’artiglieria nemica era superiore a quella della piazza; due breccia erano state aperte dall’esplosione delle polveriere (esplosione alla quale il tradimento non era stato estraneo), e nello stesso tempo che i mezzi d’attacco di cui disponevano gli assedianti aumentavano in una proporzione considerevole, le risorse della piazza diminuivano ogni giorno.
É in queste circostanze, allorquando la difesa non avrebbe potuto essere prolungata che di alcuni giorni, ed a prezzo dei più grandi sacrificai, che il re ha creduto dover agire piuttosto come sovrano e come padre, che come generale, risparmiando gli estremi orrori dell’assedio a truppe pronte a spargere fin l’ultima goccia di sangue per l’adempimento del loro dovere di sudditi e di soldati.
Ma i fatti i quali, dalla parte de Piemontesi, hanno accompagnato ì negoziati, hanno un carattere che importa di segnalare.
Il generate Cialdini ha rifiutato di sospendere le ostilítà durante i negoziati. Per tre giorni egli ha coperto la Piazza di bombe e di obizzi. Tutte le condizioni erano conchiuse, e non mancava più, parcbè la capitolazione fosse compiuta, che la trascrizione del testo di questo lungo documento, e le formalità della sottoscrizione, e le batterie dei Piemontesi spandevano ancora la morte in Gaeta, e l’esplosione d’un’altra polveriera seppelliva, sotto le macerie Uffiziali e soldati.

Vogliate aggradire ecc. Casella

fonte

pontelandolfonews.com

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