Alta Terra di Lavoro

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Porta Napoli in onore dell’Imperatore Carlo V, la porta che collegava Lecce con Napoli nel 1548

Posted by on Ott 6, 2019

Porta Napoli in onore dell’Imperatore Carlo V, la porta che collegava Lecce con Napoli nel 1548

… per chi intraprendeva la via consolare che conduceva a Napoli, la capitale del regno.

Un  luogo simbolo del capoluogo salentino è l’Arco di Trionfo di Lecce, meglio conosciuto come Porta Napoli. Situato nella omonima Piazzetta Arco di Trionfo, nel centro di Lecce, è un imponente monumento storico eretto nel 1548 su progetto dell’architetto Giovan Giacomo dell’Acaya e su decisione del marchese Trevico Ferrante Loffredo. Quest’ultimo fu sovrintendente alle fortificazioni del Regno, preside della provincia Terra d’Otranto e castellano nella città di Lecce in cui fece ricostruire la cinta muraria; l’opera fu realizzata in onore dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo (imperatore del Sacro Romano Impero), per le strutture fortificate in difesa della cittadinanza che l’imperatore aveva realizzato precedentemente; infatti anche quest’arco rientra nell’intero progetto di ricostruzione delle mura urbane per difendere la città dalle incursioni Turche. In quel periodo la città di Lecce era circondata dalle “mura della città” e questa era una delle sue porte.
Fu costruita nel punto dove precedentemente c’era la Porta dedicata a san Giusto, che fu demolita. Oltre ad essere l’antico accesso alla città “vecchia”, è comunemente detta Porta Napoli in quanto indicava anche la porta dalla quale uscire dalla città per intraprendere la via consolare che conduceva a Napoli, che era la capitale del regno.
La struttura dell’arco, interamente in pietra leccese, è alta 20 metri, ha un timpano triangolare, sorretto da due colonne per lato con capitelli compositi in stile corinzio, che sorreggono un timpano triangolare a tutto sesto che contiene lo stemma imperiale asburgico, l’aquila bicipite, la corona, alcune armi militari e le colonne d’Ercole. Immediatamente sotto vi è un’epigrafe in suo onore dove si elogiano le gesta dell’Imperatore Carlo V.

Sulla lapide Carlo V viene ricordato come sterminatore dei Turchi in Terra d’Otranto. Infatti nel 1480, nei possedimenti in Terra d’Otranto di Carlo V si era verificata la sanguinosa battaglia contro le incursioni Turche e l’imperatore fornì un grande aiuto militare.

Nell’epigrafe è scritto :

IMP . CAESARI CAROLO V TRIVMPHATORI SEMPER AVC PRIMO INDICO SECUNDO GALLICO THPCIO APHRICANO CHRISTIANO

RVM PEBELLANTIVM DOMITORIT VRCARVM PAVORI FVGATORIO REIP CHRISTIANAE TOTOORBE FACTIS CONSILUSCO

AMPLIHCATORI APCVMEX AVCTORITATE FERDINANDI LOPPREDI TVRCIS AC CAETERIS CAROLI HOSTEUS OMNI SALENTINO

…VM IAPYGVMO LITTORE PROPVLSANDIS PRAEHCTI OR. P. Q. LITIENSIS DEVOTVS NVMINI MAIESTATIO EIVS DEDICAVIT

M. D. XLVIII

Traduzione dell’epigrafe: 

“All’Imperatore Cesare Carlo V, augusto trionfatore, nelle Indie, nelle Gallie ed in Africa; soggiogatore dei cristiani ribelli, spavento e sterminio dei Turchi; propagatore della religione cristiana in tutto il mondo con le opere e con i consigli; essendo al governo di questa provincia Ferrante Loffredo, che seppe tener lontani da i lidi del Salento e della Japigia i Turchi ed i nemici dell’impero; l’Università ed il popolo leccese riconoscente dedicò quest’arco alla grandezza e maestà di Lui, l’anno 1548.”

Lecce, Porta Napoli, cartolina viaggiata particolare con carro e cavalli

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