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Pozzuoli, che storia!!!

Posted by on Giu 2, 2017

Pozzuoli, che storia!!!

E’ uno dei centri più antichi della Campania. Intorno al VII secolo a.C. nasceva la colonia greca di Dicearchia. Nel 529 a.C. divenne emporio di Cuma, e nel 421 a.C. cadde, con tutta la zona flegrea, sotto il dominio dei Sanniti. Nel 338 a.C. fu conquistata dai Romani che nel 194 a.C. fondarono Puteoli (piccoli pozzi, per le numerose sorgenti termali).

La città divenne uno dei principali porti del Mediterraneo, dai fiorenti commerci. Il Serapeo era un grande mercato pubblico ed è oggi in parte sommerso dalle acque il cui livello varia a seconda del movimento bradisismico. Risale all’età flavia e consisteva in un vasto quadrilatero a portico fiancheggiato da numerose botteghe; su un basamento centrale colonne corinzie sostenevano la cupola e al centro sorgeva una fontana. Il lato di fondo, absidato, era ornato da nicchie con statue. Nel lato opposto al mare si apriva una cella absidata preceduta da colonne.

Nei pressi del Terracciano si notano i resti del tempio di Nettuno, terme risalenti forse al periodo neroniano. L’antico Rione Terra conserva l’impianto urbano romano, arroccato su una propaggine che sormonta il porto, fatto di un dedalo inestricabile di stradine, incalzato del fenomeno del bradisismo negativo (lento innalzamento del suolo), che aveva pregiudicato la staticità degli edifici.

Nel Duomo di San Procolo un incendio ha rivelato le strutture di un tempio romano, il Capitolium. A testimoniare l’importanza raggiunta dalla città è l’Anfiteatro Grande (o Flavio) tra i più antichi d’Italia, con tre piani di gradinate, per 40.000 spettatori. Costruito intorno al 70 d.C., è uno dei più grandi anfiteatri dell’antichità. Il lato esterno è a triplice ordine di arcate, con portico d’ingresso in gran parte distrutto. L’arena, ellittica, che misura 75×42 m, è aperta al centro da un corridoio. Due scale nei lati lunghi conducono agli imponenti sotterranei, dove erano poste le gabbie per gli animali e i macchinari per portarli in scena, oltre a impianti per la raccolta delle acque. L’Anfiteatro Minore, di età augustea, è precedente a quello Flavio.

L’Anfiteatro Flavio fu edificato, in sostituzione di quello di epoca repubblicana, dal primo imperatore della dinastia dei Flavi, Vespasiano, come donazione ai Puteolani (Puteoli era l’antica Pozzuoli), che nella guerra civile si schierarono dalla parte dell’imperatore, insieme agli uomini della base navale di Miseno, dove stazionava la potente “classis Misenensis”. Per Pozzuoli Vespasiano scelse di fare erigere un anfiteatro di grandi dimensioni: il terzo, per ampiezza, dopo quelli di Roma e Capua. Secondo la leggenda, qui si consumarono i primi martiri dei cristiani e si dispose il supplizio, poi inflitto alla Solfatara, di San Gennaro e dei suoi compagni nel 305 d.C. In epoca tardo-antica il monumento fu abbandonato e in parte sepolto dal terreno alluvionale e dall’eruzione della Solfatara. Nel Medioevo fu utilizzato per masserie e vigne. Esplorato dall’‘800, fu completamente liberato dai terreni che lo obliteravano solo nel 1947. L’Anfiteatro fu costruito dagli stessi architetti che eressero il Colosseo di Roma, in opus reticulatum e laterizio.

Le sue imponenti misure sono 147 × 117,44 m, con l’arena di 72,22 × 42,33 m. I sotterranei dell’anfiteatro sono perfettamente conservati, a differenza delle strutture in elevazione, essendo stati per secoli sepolti dai detriti della vicina Solfatara. In particolare, l’arena è attraversata, lungo l’asse maggiore, da una fossa scenica, corrispondente a un lungo corridoio utilizzato per innalzare gli scenari dipinti che dovevano animare i giochi, per improvvise apparizioni su piattaforme di gladiatori, o cori in costume. Tale corridoio s’interseca perpendicolarmente, al centro, con un altro corridoio, corrispondente all’asse minore dell’arena.

Sempre sotto il livello dell’arena si sviluppa un corridoio ellittico, sul quale si affacciano numerosi piccoli ambienti dove sono sistemate le gabbie per le fiere. In corrispondenza a questi ambienti si aprono le botole disposte lungo il perimetro dell’arena. Gli ordini dei posti per gli spettatori (praecinctiones) erano tre, suddivisi all’interno in cunei. Dal portico esterno dell’anfiteatro si dipartivano venti rampe di scale, che arrivavano sino alla precinzione più alta della summa cavea. Anche le altre due precinzioni erano raggiungibili dal portico esterno, attraverso rampe di scale che portavano all’ambulacro intermedio.

Sotto il podio correva un corridoio più interno, per i servizi, con varie aperture sull’arena. Gli ingressi maggiori erano quattro, i secondari dodici. L’intera cavea, con i suoi tre ordini sormontati da un attico ornato di statue, poteva contenere almeno 20.000 spettatori. Un portico circondava, infine, il perimetro esterno dell’Anfiteatro Indirizzo Via Terracciano, 75 – 80078 Pozzuoli (NA) (è possibile chiedere foto in formato elettronico dell’Anfiteatro) (fonte: comune.pozzuoli.na.it).

Verso il mare, sorge invece il cosiddetto Tempio di Serapide (Il secolo d.C.), in realtà macellum, quel che resta della Ripa puteolana, l’antico quartiere portuale. Ma altre meraviglie ancora presenta questa città di mare: la Chiesa di San Gennaro (dove il patrono di Napoli fu decapitato nel 305), al cui interno è visibile la pietra sulla quale, due volte all’anno, si rinnova il portento della liquefazione del sangue raggrumato; la Solfatara, un vulcano che consente al visitatore di inoltrarsi in un ambiente dall’aspetto lunare, dove i soffioni di anidride carbonica ed i getti di fango caldo e vapore a 162°C (mofete e fumarole) conferiscono alla zona un aspetto particolarmente affascinante.

L’area degli Astroni è gestita dal WWF in un cratere vulcanico spento, un tempo tenuta aragonese.

Gianni Ciunfrini

fonte ………il portale del Sud

 

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