Alta Terra di Lavoro

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REGNO delle DUE SICILIE STRAGI impunite dei piemontesi al soldo della massoneria

Posted by on Set 29, 2018

REGNO delle DUE SICILIE  STRAGI impunite dei piemontesi al soldo della massoneria

Quando nel 1961 si andò a costruire una scuola a Gaeta in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di quella AGGRESSIONE ARMATA che i vincitorì chiamano “unità”, ci si imbattè in una “sorpresa” a dir poco, AGGHIACCIANTE.

Nello scavare, infatti, i lavori dovettero essere sospesi…

A bloccare tutto non fu un cadavere ma dieci, cento, mille e mille cadaveri.

Accatastati uno sull’altro.

Portavano addosso ancora le divise borboniche a cui, puntualmente mancavano i bottoni di argento con i tre GIGLI…

Ma non è tutto.

Più di scavava e più ci si rendeva conto che la FARSA della scuoletta (da dedicare a qualche loro carnefice di quella unità) diventava impossibile perchè la Terra di Gaeta, la Nostra Terra continuava a far emergere cadaveri anche di civili;

Uomini, donne, bambini che indossavano abiti semplici da pastori, da contadini, con le ciocie ai piedi, a centinaia e centinaia emergevano da sotto Terra.

Quando si giunse a tirare su l’ultimo cadavere, ci si accorse che la Terra per quasi un metro, ancora, era impregnata, in un abbraccio eterno, del loro sangue.

Uno spettacolo surreale quasi SIMBOLICO come a dire : se non fate prima i conti con la VERITÀ nessuna FINZIONE celebrativa è possibile.

È come se quei Nostri AVI continuassero a combattere.

È come se quei Nostri morti AMMAZZATI non fossero morti mai .

È come se quei Nostri militari EROICI del REAL ESERCITO di SUA MAESTÀ DUOSICILIANA continuassero a combattere fino ai giorni Nostri.

È come se le loro anime URLASSERO ancora oggi è per la loro ETERNITÀ, la loro esigenza di VERITÀ.

Mentre le “autorità” di tutto il mondo vanno a genuflettersi ad ogni sacrario, qui mai nessuno è venuto ad inginocchiarsi.

Memoria corta ?

Pare molto corta e diventa IMPERDONABILE, quando ad essere “aitorità” vi è gente nata proprio nella Terra oggetto di tale brutale aggressione.

Viviamo in strade che portano lapidi, busti, monumenti ai Nostri assassini.

È neppure un fiore viene portato a chi si fece uccidere per difenderci.

In questo DESERTO vogliamo essere una voce fuori dal coro.

Sapendo che “mai lungamente Iddio permette le iniquità della storia”.

Per questo invitiamo , chi può, a recarsi a Gaeta a rendere omaggio ai Nostri MARTIRI caduti EROICAMENTE nella difesa della Nostra Terra e del Nostro Mare aggredito in armi.

A TUTTI coloro che non possono recarsi a Gaeta, invitiamo ad elevare le proprie preghiere affinchè

IDDIO LI ABBIA IN GLORIA

segnalato da Gianni Ciunfrini

 

 

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