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Riccardelli, ll Ponte di ferro sul Garigliano

Posted by on Giu 28, 2017

Riccardelli,  ll Ponte di ferro sul Garigliano

ARTICOLO XVI.
ll Ponte di ferro sul Garigliano

Prima che ci facciamo a trattare della campagna militare avvenuta sul Garigliano nella fine dell’Ottobre 1860, tra i soldati napolitani e piemontesi, fà mestieri che diamo alcune notizie del ponte ivi esistente, che formava la parte più centrale delle operazioni militari, come il punto per il quate transitar si dovea da una parte all’altra del fiume.
Pria dell’ anno 1828 , sul Garigliano che interseca la strada frequentatissima, detta consolare, che da Napoli conduce a Roma non eravi ponte stabile.

La profondità del fiume di 30 palmi ad acque basse, ed il fondo composto di un mescuglio di argilla, di sabbia, e di ghiaia ne rendevano la costruzione, secondo gli antichi metodi
difficile, dispendiosa e d’incerta riuscita. Quindi molti progetti furono fatti in varii tempi, e poi tutti abbandonnati. Finalmente nel 1825 si stabilì di costruire un ponte sospeso a catene di ferro.

Per tal’effetto D. Luigi Giura, ispettore dei ponti e strade, nei due seguenti anni viaggiò in Francia ed in Inghilterra, per osservare simili ponti ch’erano di già eseguiti, o pure in costruzione, e ne formò il disegno con varii miglioramenti. L’ opera fu incominciata nel 1828, e terminata nell’anno 1832. Il ponte è della larghezza di palmi 22, ed è sostenuto da quattro catene di ferro, ciascuna delle quali ha la lunghezza 518 palmi. Di questi, 212 appartengono ai rami di ritenuta, e 306 formano un’arco rovescio sul fiume della corda di 303 palmi , e della freccia di venti. Ia spesa fu di 75000 ducati, che costò al ricchissimo Regno di Ferdinando II. Noi poi abbiamo creduto di farne questa peculiare menzione essendo stato il primo ponte sospeso costrutto in Italia (Coppi, OP. cit.ann.1832 §37. Memorie particolari). Questo ponte giace nella grande pianura del Garigliano, dove un tempo sorgeva la maestosa, ed antichissima città di Minturno, come nel primo articolo abbiamo parlato; e dista da Formia circa più di 9 miglia napolitane, da Traetto due miglia, e dalla face del fiume più di -un miglio a linea tortuosa.
Non ancora era costrutto il ponte di ferro, quando nell’istesso luoggo eravine un’altro già formato su piccole barche, che assumeva il nome di scafa; ma non sempre nell’istesso luogo era situato, poichè alle volte era trasportato al disotto, ed alle volte al disopra del ponte attuale, per quanto dalle circostanze locali si richiedeva. -Il passaggio di questo Fiume poi ricorda epoche gravissime. Nel 1799 vide su di se il Garigliano passare le milizie francesi sotto il comando di Rey(a)
Nel 1806 gli stessi Francesi comandati da Massena. Nel 1815 gli Austriaci, che,insieme agl’lnglesi vennero in soccorso del Re delle due Sicilie Ferdinando IV. (a) Nel 1821 gli stessi Austriaci, che, dietro la Conferenza di Lubiana, marciarono contro lo stesso Ferdinando.
Nel 1860 le truppe del Piemonte che vennero spedite contro il regno di Napoli, come vdremo in seguito.

Pag 157 OMISSIS.

(a)in mezzo ai trionfi delle armi Francesi, che dovunque portaron guerra, il nostro Regno subì gli effetti dolorosissimi di tanti disastri di tante ruine (coppi,Ann.d’Ital.ad ann.1799). Il Generale Rey, che parte dell’armata francese comandava in Italia, da Terracina avannzandosi nell’interno, delle due Sicilie, dopo avere superato, con alcune scaramuccie i Monti di Fondi e dIlrl, tentò un colpodi mano sopra Gaeta difesa Tshisbud con sufficiente presidio. Avvicinatosi arditamente alla piazza, vi gittó con un obice alcune granate, e ciò fu sufficidnie perchè il comandante rimbambito, cedesse in poche ore quella fortezza, con la condizione che i soldati fossero prigionieri e gli uffiziali potessero andare alle loro case, con l’obbligo di non servire contro la Francia (Vedi, il Coppi , op. cit. ). Dopo di che Rey, passato il Garigliano si avanzò sul Volturno, marciando alla sua sinistra Macdonald, altro Generale francese, che sii avanzò fino a Cajazzo. Lo stesso Rey venne da Chompìonet spedito con la sua divisione contro le bande insorte, dette: degli “Scarpitti”, che aveano interrotte le comunicazioni con Roma, Castelforte, Traetto, Itri, Fondi, Sessa, S. Germano, Calvi e Teano, che aveano bruciato il ponte di barche sul Garigliano, e si erano impadronite del parco dl riserva che seguiva l’armata francese, ad essi nemica. ( Vedi il Coppi, op. cit.).

Riccardelli – ll Ponte di ferro sul Garigliano – Pontelandolfo News

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Da pag.153 A 156

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