Alta Terra di Lavoro

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S.Emidio Martire protettore da i terremoti

Posted by on Ago 25, 2016

S.Emidio Martire protettore da i terremoti

questa mattina vedevo la tv che trasmetteva la drammaticità del terremoto di amatrice ma inserito nel solito teatrino dove i sapientoni di turno spiegavano cosa bisogna fare e bisognava fare bla..bla…bla… ma dove è emerso anche il carisma e lo spessore del sindaco di Amatrice che merita tutta la nostra solidarietà e vicinanza insieme a tutte le vittime di questa immane tragedia. Nel corso della trasmissione s’è anche avuto il tempo di sorridere sulla inutilità della tradizione e della funzione di Sant’Emidio protettore da i terremoti e voglio dare nel mio piccolo una risposta attraverso fonti prese per intero dal blog dell’Istituto delle due Sicilie che di seguito riporto.

 

Veneratissimo Sant’Emidio

per quei miracoli con i quali, appena battezzato,

esaltasti la fede in Trèviri, in Milano e a Roma,

liberaci dal tremendo flagello dei terremoti !

Gloria al Padre…

Sant’Emidio prega per noi !

Gloriosissimo Sant’Emidio,

per quei miracoli con i quali, appena ordinato vescovo,

propagasti la Fede negli Abruzzi e nelle Marche,

liberaci dall’orrendo flagello della peste !

Gloria al Padre…

Sant’Emidio prega per noi !

Potentissimo Sant’Emidio, nostro particolare protettore,

umilmente ti invochiamo.

Noi ringraziamo la SS. Trinità

che ha reso tanto glorioso in terra il tuo nome

e tanto efficace in Cielo la tua intercessione.

Ricordati che, quando ti troncarono dal busto il capo,

tu lo portasti in mano fino all’oratorio del monte.

Per tutti i tuoi trionfi ricevi tutti noi sotto il tuo patrocinio

e liberaci dai flagelli meritati con i nostri peccati

e specialmente dalla peste, dalla carestia e dai terremoti.

Ottienici pure una breve e tranquilla agonia; e dacci la tua fede,

la tua carità nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre…

Sant’Emidio prega per noi !

Protettore contro i terremoti

Nel 1703 terribili terremoti colpirono l’Italia centrale: tra gennaio e febbraio una successione di fortissime scosse portò la devastazione in tutto il vasto territorio compreso tra Norcia, Amatrice e L’Aquila. I maggiori tra questi eventi sismici, verificatisi il 14 gennaio e il 2 febbraio, furono risentiti quasi dappertutto in Italia.

Quando la situazione fu tornata alla normalità, gli ascolani dovettero riconoscere che il loro santo patrono aveva svolto in modo egregio le sue mansioni di difensore della città e dei cittadini. Infatti in tutto quel trambusto gli edifici di Ascoli avevano subito danni piuttosto lievi. Inoltre diversi ascolani che (per ragioni personali o professionali) si trovavano nelle località più gravemente colpite o comunque in luoghi dove c’erano stati crolli di edifici, erano scampati – spesso fortunosamente – alla morte.

Come se non bastasse, c’era anche chi sosteneva che la protezione del patrono di Ascoli si fosse estesa anche a quei forestieri (leggi «cittadini di altre diocesi») che avevano cominciato a invocarne l’aiuto dopo aver notato come i loro conoscenti ascolani tendessero a cavarsela anche nelle situazioni sismicamente più pericolose.

Cominciò così pian piano a svilupparsi la consuetudine di invocare sant’Emidio come protettore contro il terremoto. Una devozione che – diversamente da quella che gli era tributata in qualità di patrono di Ascoli – non rimarrà racchiusa entro i confini della diocesi di Ascoli ma si diffonderà gradualmente in Italia e all’estero fino a raggiungere territori lontanissimi dalla città marchigiana.

Di pari passo con lo sviluppo del nuovo tipo di devozione, a partire dalla prima metà del Settecento, si affermerà anche un nuovo modo di raffigurare sant’Emidio nell’arte.

fonte

istituto delle due Sicilie

 

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